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La paura del nuovo tennis

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La paura del nuovo tennis

Sinner, Alcaraz, Zverev, Draper, oggi sono questi alcuni dei nomi che dominano le classifiche e i tornei nel circuito. A vedere oggi questi giocatori ci sembra normale che sia così; ovviamente però fino a qualche anno fa i protagonisti del tennis mondiale erano altri. Con il ritiro che avverrà in tempi non troppo lunghi da parte di Novak Djokovic si chiuderà ufficialmente il trio più forte della storia del tennis (ovviamente assieme a Federer e Nadal). Una nuova generazione, una nuova era. Il cambiamento spesso però intimorisce e questa è stata infatti la paura del nuovo che avanza, o meglio del nuovo tennis che avanza. Una paura che oggi possiamo dire superata, grazie a nuovi campioni che confermano la grandiosità di questo sport, così singolare, ma così imprevedibile e così emozionante.

La paura del nuovo
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IL RINASCIMENTO TENNISTICO

Come sarà il tennis senza di loro?
Il tennis non sarà più lo stesso.

Queste sono solo alcuni dei più classici dei commenti che arrivavano dai “fan” di questo meraviglioso sport alle porte del ritiro dei Big Three, di questi mostri sacri.
Come per ogni cosa l’equilibrio é l’ingrediente fondamentale. Federer, Nadal e Djokovic hanno fatto la storia del tennis? Ovvio. Vedremo mai altre sfide come le loro? Forse no. Il livello attuale di tennis è così tanto inferiore a quello dei loro tempi? No.

Questa “paura del nuovo tennis” che avrebbe indotto perdita di visibilità con il ritiro inizialmente di Roger e successivamente con quello di Rafa, non ha trovato riscontro. E anzi, la popolarità raggiunta negli ultimi anni dal tennis è impressionante.
Il merito di questo successo è sicuramente di tutto il mondo tennis che ha saputo non accontentarsi di quello già ottenuto, ma bensì di svilupparsi ancora di più. L’altra parte del merito non può che essere dei nuovi giocatori, capaci di sbocciare continuamente offrendo ogni giorno nuove imprese da raccontare.

I vari Medvedev, Zverev, Tsitsipas, Rublev hanno rappresentato la generazione subito successiva ai Big Three, aprendo questo nuovo rinascimento tennistico.

IL NUOVO CHE AVANZA

Dopo di loro è stato il turno del duo che ad oggi può ricordare maggiormente le sfide dei vecchi campioni, vale a dire Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Seppur ancora giovanissimi, l’italiano e lo spagnolo hanno già saputo darsi battaglia in sfide memorabili, che con il passare degli anni aumenteranno a dismisura. Jannik e Carlos sono al livello di Feder, Nadal e Djokovic? Ovviamente no. Lo diventeranno? Perché no. In un tennis in continua evoluzione, con giocatori sempre più preparati, sia tatticamente che fisicamente e tecnicamente, il margine di miglioramento non è calcolabile. E per questo sarebbe inutile lanciarsi in avventati pronostici.

Se l’altotesino e Alcaraz hanno fatto da apripista tra i grandissimi, portando a casa titoli Slam, i pretendenti al trono sono numerosi: da Rune a Draper, passando per Mensik e Fonseca, senza dimenticare Musetti e Fils.
Il tennis si evolve e il tennis migliora così come i giocatori. Il circuito è pieno di grandissimi giocatori, capaci di arrivare in fondo in qualsiasi torneo. A parte i grandissimi, dunque, fare pronostici prima di ogni torneo è diventato ormai impossibile, in quanto ogni torneo é in grado di regalare sorprese e nuovi protagonisti.

GIOVENTÙ E MATURITÁ  A ROMA

Negli Internazionali d’Italia, giunti alle battute conclusive, abbiamo assistito ancora una volta a questo nuovo che avanza, e che ormai ha preso il controllo. Basti pensare che dagli ottavi di finale in poi sono arrivati solamente tennisti under 30, a dimostrazione di quanto detto in precedenza.

Alla fine però, ci sono alcuni che sono qualche gradino sopra (Jan & Carlos), assieme a chi nell’ultimo periodo è stato probabilmente il miglior giocatore su terra, vale a dire Lorenzo Musetti.

Il talento è ovunque, e la determinazione dei nuovi tennisti è tanta. Per buttare giù dal trono chi attualmente guida le classifiche c’è ancora tanta strada. Alla fine però bisogna dire che un livello generale di tennis così alto, forse, non si era mai visto. Per questo e per mille altri motivi è giusto staccarsi dalle immagini del passato, guardare avanti, senza paura di quello che verrà (anche perché il numero uno attuale è azzurro).

Autore

  • Sono Andrea, ragazzo di vent’anni appassionato di sport, dal calcio alle freccette. Scrivo per FuoridalGioco da oltre un anno e sono referente della sezione Tennis.

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