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Arsenal: tornare ad avere la “Febbre a 90°”

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Arsenal: tornare ad avere la “Febbre a 90°”

È il 1997. Torniamo indietro fino a quell’anno. Le persone indossavano jeans larghi, crop top, è l’anno della Alta Moda di rottura. È l’anno delle Spice Girls, di “Laura non c’é” di Nek o “La regola dell’amico” degli 883. Al cinema escono “La vita è bella”, “Will Hunting- Genio Ribelle”, film ultrapremiati dalla critica. In mezzo a tutto ciò, esce un altro film, più di nicchia per quel tempo, inconsapevole che diventerà un cult ai giorni nostri. Facciamo una piccola premessa: prima della vittoria della Premier League della stagione 1997-1998, l’Arsenal aveva attraversato un periodo di stand-by dai trofei. Proprio nel 1997 esce “Febbre a 90°”, pellicola che narra le gesta dell’Arsenal 1988-1989 che vinse la Premier anche se arrivato a pari punti con il Liverpool.

Quante similitudini ci sono tra quell’Arsenal e quello moderno?

L’Arsenal 1988-1989

Per trovare le somiglianze tra le due squadre, dobbiamo partire dalla formazione che vinse il campionato alla fine degli anni ’80.

La squadra è allenata da George Graham, scozzese, che fu uno dei simboli dei Gunners dal ’66 al ’72. Le stelle di quella squadra sono sicuramente Alan Martin Smith, attaccante da 25 gol in quella stagione, Luckic, Rocastel e il capitano Tony Adams, difensore inglese vecchio stampo.

La stagione non inizia al massimo. Paul Davis, centrocampista titolare della squadra, viene squalificato per nove giornate dopo una rissa con Glenn Cockerill, in forza al Southampton quella stagione.

Due vittorie, un pareggio e due sconfitte. Le prime 5 giornate fanno pensare che neanche questo sia l’anno giusto per tornare a vincere, dopo 18 lunghi anni d’agonia. Infatti, prima di quell’anno, l’ultima Premier vinta dai Gunners risaliva alla stagione 1970-1971.

Fra ottobre e novembre, però, la musica cambia. L’Arsenal riesce ad ottenere una serie di risultati utili consecutivi che lo portano ad essere una delle pretendenti alla prima posizione, per ora occupata dal Norwich City.

Arsenal

Si arriva così allo scontro diretto che termina a reti inviolate. Nelle giornate vicine al nuovo anno, l’Arsenal ottenne un’ altra serie molto positiva che gli permise di essere in vetta all’arrivo dal Boxing Day. Il problema ora sono alcune prestazioni buie che permettono ad una squadra di avvicinarsi: quella squadra è il Liverpool.

I Reds sembrano non volersi fermare e raggiungono i rivali dopo una sconfitta dei Gunners contro il Derby County. Da qui il sorpasso arriva velocemente. L’Arsenal pareggia con il Wimbledon FC, il Liverpool vince. +3 Reds in classifica.

Quando tutto sembra finito…

La classifica ora recita: Liverpool 1° con +39 di differenza reti, Arsenal 2° con +35. Il sorpasso Gunners può avvenire solo vincendo lo scontro diretto con almeno 2 gol di scarto.

Arsenal

La partita che decreterà la vincitrice della Premier League 1988-1989 viene posticipata di un mese. Questo perché il 15 aprile 1989 avviene quella che passa alla storia come la “strage di Hillsborough”.

Al fischio d’inizio del match sembra essere un finale chiaro a tutti: l’Arsenal riesce a bloccare il gioco dei Reds, ma segnare due gol sembra praticamente impossibile. In apertura di secondo tempo il solito Smith segna l’1-0 Gunners e comincia ad intravedersi uno spiraglio di luce.

Allo scadere dei due minuti di recupero avviene il miracolo. Michael Thomas viene servito da Smith, si libera di Nicol e Grobbelaar, e insacca il pallone che consegna la vittoria all’Arsenal.

La reazione di Paul Ashworth, protagonista di “Febbre a 90°”, parla da sola!

Tornare finalmente a vincere

Ad oggi l’Arsenal non vince il campionato dalla stagione 2002-2003, anno in cui la squadra di Wenger fu soprannominata “gli invincibili”, per aver concluso la Premier League senza mai perdere una partita.

Se pensiamo che l’Arsenal raccontato in “Febbre a 90°” non alzava la coppa da quasi 18 anni, qui siamo quasi a 23, un tempo troppo lungo per una tifoseria che ha il calcio nel sangue.

Quest’anno sembra essere quello giusto. I Gunners sono primi in classifica a +6 sui rivali del Manchester City, che hanno già beffato la squadra di Arteta (allievo di Guardiola) in passato.

Ovviamente i tifosi sperano in una vittoria più facile rispetto a quella dell’88-’89, ma chissà se il destino ci riserverà un altro finale al cardiopalma che potrà essere raccontato in una nuova pellicola.

Questa volta a rovinare la festa sarebbe il City, non il Liverpool come nel film, ma poco importa: in Premier sono tutti rivali.

I Gunners di oggi

Al netto di ciò, la squadra dell’allenatore spagnolo propone uno stile di gioco tra i più belli del panorama mondiale, questo si evince anche dall’aver concluso il mega girone di Champions senza mai perdere una partita.

Pressing alto uomo su uomo, palla che si sposta da destra a sinistra come se ci fosse una forza superiore a muoverla, abilità nel trovare soluzioni ai diversi infortuni (vedi Merino punta centrale).

Poi abbiamo un difensore centrale inglese vecchio stampo, Ben White; l’attaccante che potrebbe essere il capocannoniere, Victor Gyokeres; un centrocampista come Rocastel, Declan Rice; e infine, quello che secondo me è la stessa della squadra, un’ala brasiliana che può far esaltare i tifosi, Gabriel Martinelli.

Insomma i legami con l’Arsenal ’88-’89 non mancano.

“Non è facile diventare un tifoso di calcio, ci vogliono anni. Ma se ti applichi ore e ore entri a far parte di una nuova famiglia. Solo che in questa famiglia tutti si preoccupano delle stesse persone e sperano le stesse cose. Cosa c’è di infantile in questo?”

Probabilmente Paul di “Febbre a 90°” spiegherebbe questa stagione con le stesse parole che usò nel film.

Una vita a tifare

Sarah: “È solo un gioco, Paul!”
Paul: “Non mi dire così! Per favore, è la cosa peggiore! La più stupida che uno potrebbe dire! Perché mi sembra evidente che non sia solo un gioco. Sì, insomma, se lo fosse pensi forse che me ne fregherebbe così tanto? Eh? Diciotto anni! Dico, diciotto anni! Tu lo sai che cos’è che desideravi diciotto anni fa?”

Bene, per spiegare cosa sia il calcio nella vita di un tifoso, penso che questo dialogo di “Febbre da 90°” possa bastare.

Pensate attendere per così tanto tempo per vedere il proprio capitano sollevare un trofeo, eppure non arrendersi mai, continuare a tifare oltre il semplice risultato.

Il calcio nelle nostre vite non è semplicemente uno sport, ma una passione. È come il sole nel nostro sistema: tutto ruota intorno a quello.

E allora, adesso che sembra essere il momento, lasciamo che i tifosi dell’Arsenal sognino di rivedere un titolo alzato nel loro stadio, magari anche senza film annesso.

“Il calcio è, in fondo, il luogo della giovinezza, e per questo vorremmo che restasse sempre uguale.

Autore

  • Cari lettori e care lettrici, io sono Gabriele Brunetti, ho 21 anni e vengo da Roma. Sono autore e referente della sezione Calcio di Fuori Dal Gioco. Mi piace raccontare le storie dello sport, soprattutto quelle passate, ma non vi preoccupate perché adoro anche discutere di attualità. Spero che i miei articoli, e quelli dei miei colleghi, vi piacciano!

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