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Milano Cortina: un’Olimpiade da 30 e lode

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Altri sport, Sport invernali

Milano Cortina: un’Olimpiade da 30 e lode

Due settimane di puro spettacolo. La quarta Olimpiade italiana della storia rimarrà indelebile nella mente e nel cuore degli italiani: sia per i risultati sportivi sia per il magico contorno. I Giochi di Milano Cortina hanno vinto su tutto: pubblico, strutture, spirito olimpico e risultati. Le medaglie italiane alla fine sono trenta, un numero stratosferico per la miglior edizione di sempre a tinte azzurre.

La sbornia è finita e mandarlo giù non è semplice. Nelle ultime due settimane il calcio ha fatto forse un passo indietro per dare spazio a un qualcosa di unico. Quando arrivano le Olimpiadi tutto si ferma, e quando finiscono c’è un vuoto difficile da colmare. L’edizione italiana ha fatto sì che questo effetto aumentasse ancora di più e adesso che il braciere si è spento è tempo di bilanci, di ripercorrere le emozioni e le medaglie che di certo gli atleti italiani non ci hanno fatto mancare. A Milano Cortina 2026 l’Italia ha semplicemente riscritto tutti i libri di storia: 30 medaglie, dieci d’oro, sei d’argento e quattordici di bronzo.

IL MEDAGLIERE

Una Norvegia straripante domina il medagliere di Milano Cortina 2026. Gli scandinavi collezionano in totale 41 medaglie, di cui diciotto d’oro. Si tratta di record assoluto per i Norge e per un’Olimpiade Invernali, mai prima d’ora infatti erano stati portati a casa così tanti podi e mai così tante vittore. Un’edizione da primato assoluto che ha un uomo protagonista: Johannes Hoesflot Klaebo. Il re dello sci di fondo ha realizzato qualcosa di incredibile vincendo sei ori su sei gare a disposizione, un’impresa leggendaria che, se Klaebo fosse uno stato a parte, gli garantirebbe il nono posto nel medagliere totale. Seconda piazza per gli Stati Uniti, venuti in Italia per provare a battere la Norvegia ma che si sono dovuti arrendere anche per qualche oro “scontato” alla viglia ma che in realtà non è arrivato.

Leggasi Ilia Malinin, altro personaggio delle Olimpiadi, dalla caduta fragorosa nel libero di pattinaggio di figura alla redenzione al Gala finale; una storia assolutamente attuale e che va oltre il semplice risultato sportivo andando ad abbracciare la sfera delle aspettative, del fallimento. Per gli USA un bilancio finale comunque positivo: 12 sono sia gli ori sia gli argenti, 9 i bronzi. Completa il podio del medagliere l’Olanda. Estremamente specializzati gli Oranje raccolgono podi solo in due specialità: short track e speed skating. Il bottino però parla di dieci ori, sette argenti e tre bronzi. Quarto posto finale per l’Italia, a lungo in seconda posizione durante queste due settimane. Per gli azzurri si tratta del miglior risultato di sempre a livello invernale.

I RECORD DELL’ITALIA A MILANO CORTINA 2026

Entriamo a fondo nei numeri italiani. Trenta come detto le medaglie totale, record assoluto; in quanto il precedente primato era di 20 a Lillehammer 1994. Dopo trentadue anni è stato semplicemente sbriciolato il primato di podi totali, così come quello di ori. Si deve tornare sempre all’edizione norvegese quando arrivarono sette medaglie d’oro, Milano Cortina ha riscritto la storia con ben dieci successi. L’Italia poi è riuscita ad andare a podio in dieci sport diversi, un’ecletticità impressionante che dimostra la base e la profondità del movimento sportivo azzurro.

Hanno conquistato almeno una medaglia biathlon, curling, pattinaggio di figura, sci alpino, sci di fondo, sci freestyle, short track, slittino, snowboard e speed skating. Sedici sport sono stati protagonisti a Milano Cortina 2026, dunque ce ne sono sei in cui l’Italia non è riuscita ad arrivare nelle prime tre posizioni: bob, combinata nordica, hockey ghiaccio, salto con gli sci, sci alpinismo, skeleton. Nella speciale classifica dell’ecletticismo, l’Italia occupa la seconda posizione! Soltanto gli USA hanno saputo fare meglio, portando a casa una medaglia in dieci discipline diverse. Oltre ai podi però l’Italia è riuscita ad essere protagonista a tutto campo, ritoccando anche i piazzamenti nelle prime otto posizioni (78), ben 29 in più rispetto a Pechino 2022, e presenza in top ten (96), 34 in più rispetto a quattro anni fa.

Dozzina di medaglie per genere

Si dividono in egual misura le medaglie conquistate da donne e uomini, dodici per entrambi i sessi: 6-2-4 per il settore femminile e 3-2-7 per quello maschile. Le sei rimanenti derivano da competizioni miste. Un altro dato interessante è andare a compilare il medagliere complessivo di Parigi 2024 e Milano Cortina 2026. L’Italia in questa speciale classifica occupa un lusinghiero sesto posto, mentre al comando c’è il dominio degli USA. Stati Uniti e Italia sono le uniche nazioni ad avere collezionato trenta o più podi in entrambe le stagioni, arrivando a quota 10 ori sia due anni fa sia nel 2026 solo come l’Olanda. Insomma, numeri che parlano chiaro ma forse non rendono le emozioni. Quelle non si possono mettere in una tabella, quelle rimangono impresse nella mente e nei cuori degli appassionati, e in queste due settimane gli atleti azzurri ce ne hanno regalate tantissime.

GLI ORI DELL’ITALIA

Gli ori sono indubbiamente le medaglie che emozionano di più. Quest’anno sono dieci per gli azzurri, quintuplicato il bottino di quattro anni fa. Le principali regine sono due donne: Francesca Lollobrigida e Federica Brignone. Le due fuoriclasse sono le uniche ad aver fatto risuonare l’Inno di Mameli per due volte. Partiamo da Brignone e i suoi fantastici ori in superG e gigante. La tigre di La Salle ha fatto qualcosa di più che un miracolo: meno di un anno fa si è infortunata in maniera estremamente grave, c’era il rischio di non poter più sciare, invece dopo un recupero fatto tutto di forza di volontà e lavoro, eccola a festeggiare le due medaglie che la consacrano come una dei miti dello sport italiano.

Storia scritta anche da Lollobrigida, capace di vincere 3000 e 5000 di speed skating. Anche la super mamma si avvicinava alle Olimpiadi con più dubbi che certezze. Un’infezione virale le aveva infatti danneggiato l’avvicinamento a Milano, addirittura mettendole in testa il tarlo del ritiro. Lollobrigida però ha combattuto fino alla fine, è arrivata sull’ovale di Rho con la forma della vita. Il resto è storia: due prestazioni semplicemente divine, con il bimbo portato poi a bordo pista in barba a tutti i regolamenti. La terza donna di questa Olimpiade arriva da Sappada e si chiama Lisa Vittozzi. In una domenica da sballo arriva il primo oro della storia del biathlon. Prestazione pazzesca quella dell’italiana: 20/20 al poligono, inseguimento dominato e l’arena di Anterselva festeggia un qualcosa di mai visto prima.

L’ORA D’ORO DELLO SLITTINO E L’IMPRESA DI DEROMEDIS

Una pista che ha fatto tanto discutere. Il budello di Cortina è stata l’opera che ha portato più polemiche, ma in un’ora ha regalato una delle serate più belle di sempre dello sport italiano. È il giorno dei doppi, con la gara femminile che fa il suo esordio ai Giochi. Dopo la prima manche in testa c’è una slitta azzurra, con Voetter/Oberhofer davanti alle favorite austriache. La seconda discesa è apoteosi pura, una manche pennellata dalla prima all’ultima curva fino all’esultanza per la vittoria. Mezz’ora dopo parte la seconda run maschile, con gli azzurri Rieder/Kainzwalder in terza posizione. Il doppio italiano arriva in fondo in luce verde, prima posizione e medaglia sicura. La magia però deve ancora completarsi: sbagliano tedeschi e americani, entrambi finiscono dietro e la seconda medaglia d’oro è realtà.

L’ultimo oro in ordine cronologico è quello di Simone Deromedis, semplicemente il più forte di tutti nello ski cross. E l’azzurro lo ha dimostrato dalla batteria degli ottavi di finale fino alla finalissima, partendo sempre meglio di tutti e seminando gli avversari sotto la bufera di neve di Livigno. Una gara storica su cui tra poco ritorneremo, che ha visto il primo oro di sempre dell’Italia nel freestyle alle Olimpiadi. Deromedis a soli 25 anni è già campione del mondo e campione olimpico, destinato ben presto ad entrare nel gotha dello sport italiano.

LE STAFFETTE SUL TETTO DELL’OLIMPO

Sono due le prove di squadra italiane che sono salite sul gradino più alto del podio. La prima arriva dalla prova mista di short track: iconico è l’arrivo di Pietro Sighel girato al contrario. Una delle foto delle Olimpiadi, con il Forum di Assago che letteralmente esplode per un successo storico. La seconda è l’inseguimento maschile di speed skating. Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti riportano l’Italia all’oro in questa specialità vent’anni dopo Torino 2006. Favolosa la prova degli azzurri, capaci di realizzare in ogni turno il miglior tempo e battere gli USA, che non perdevano un inseguimento da due anni e mezzo.

GLI ARGENTI ITALIANI A MILANO CORTINA

Dicevamo della storica gara di ski cross, ecco che oltre all’oro di Deromedis è arrivato l’argento per Federico Tomasoni. Una doppietta leggendaria per l’Italia, un uno-due olimpico che per i nostri colori è più unico che raro. Un podio che va oltre ogni aspetto meramente sportivo: l’azzurro era infatti il fidanzato di Matilde Lorenzi, sciatrice scomparsa tragicamente in allenamento un anno e mezzo fa. Tomasoni, con una dedica sul casco, aveva una spinta in più, un sole che lo guidava e lo spingeva. Per lui è stato il primo podio di carriera, una gioia difficile da scordare in una gara in cui ha sfiorato la perfezione. Sport, dolore e amore si sono intrecciati in una scena indimenticabile.

Dall’ultima medaglia alla prima arrivata non cambia il colore. Il primo squillo di questa Milano Cortina infatti è stato quello di Giovanni Franzoni. Favoloso l’argento del classe 2001 di Manerba del Garda, alla stagione della consacrazione. Una medaglia pesantissima in discesa libera, nella gara regina delle Olimpiadi, dopo la vittoria di Kitzbuhel, la Mecca dello sci alpino. Franzoni è arrivato con i risultati ma anche con il suo straordinario carattere, un ragazzo che ha fatto innamorare tutti.

Arianna Fontana, doppio argento e record

Altri due argenti di importanza storica sono stati quelli dello short track. Entrambi portano il comune denominatore di Arianna Fontana. L’azzurra è stata capace di trascinare la staffetta al secondo posto, dopo una gara in cui tutta la squadra azzurra è stata impeccabile, e di arpionare l’argento nei 500 metri. Queste due medaglie per Fontana sono la numero 13 e la numero 14 in carriera alle Olimpiadi. Non due numeri qualunque, ma che gli permettono di agganciare e scavalcare poi Edoardo Mangiarotti, diventando così l’atleta azzurra più medagliata di sempre quando si parla di Cinque Cerchi.

Gli ultimi due argenti arrivano dal biathlon e dallo snowboard cross: la staffetta mista ad Anterselva si è arresa solo alla Francia, andando ad eguagliare il miglior risultato di sempre nelle prova a squadre in questa disciplina. Favoloso il suo Moioli/Sommariva, secondi a Livigno nella gara mista al termine di una prestazione semplicemente sontuosa da parte della campionessa olimpica del 2018.

I BRONZI DELL’ITALIA

I bronzi conquistati dalla spedizione azzurra sono tantissimi: ben 14. Nello sci alpino arrivano entrambi dalla discesa libera: quello di Dominik Paris nella gara maschile (seconda gara delle Olimpiadi con doppia medaglia) e quello di Sofia Goggia in quella femminile. La bergamasca è stata protagonista di una giornata dal doppio volto, prima la drammatica caduta di Lindsey Vonn che inevitabilmente l’ha condizionata. Poi un terzo posto conquistato con un grave errore in una gara dove probabilmente era la più forte di tutti.

Dallo sci alpino allo sci di fondo, disciplina dove sono arrivati due bronzi entrambi dalle prove a squadre. Era l’obiettivo dichiarato alla viglia, e non è stato fallito. Anello di connessione tra le medaglie senza dubbio Federico Pellegrino, all’ultima recita della carriera e trascinatore dell’Italia nella staffetta, recuperando venti secondi alla Finlandia in ultima frazione e facendo tornare sul podio una gara che mancava l’appuntamento olimpico da vent’anni. Insieme al portabandiera italiano c’erano anche Martino Carollo, Davide Graz ed Elia Barp. Quest’ultimo poi è stato il compagno di Chicco nella Team Sprint, chiusa sempre al terzo posto.

Il curling, sport rivelazione

Oro perso o bronzo guadagnato? Questo è il dilemma che attanaglia la medaglia arrivata dal Curling, dove Amos Mosaner e Stefania Constantini erano senza dubbio la coppia più forte. Gli azzurri hanno perso in semifinale, ma poi sono stati eccezionali nella finale 3°/4° posto, riconfermando in curling italiano sul podio quattro anni dopo Pechino e vincendo solo la seconda medaglia nella storia olimpica di questo sport. Curling che vince la palma di sport rivelazione delle Olimpiadi, con una passione e una presa sul pubblico italiano davvero sorprendente e meritata per uno sport difficile, complesso e assai affascinante.

Un altro bronzo arriva dal Team Event di pattinaggio di figura. Un premio a un movimento che ha lavorato benissimo nel corso dei quattro anni. Storia simile a quella di Brignone per Flora Tabanelli, che a novembre 2025 si è lesionata il crociato. La giovanissima azzurra ha deciso di non operarsi, continuare a provare ad inseguire il sogno olimpico ed è stata ripagata. Per Tabanelli un bronzo nel big air dal peso specifico enorme, dato che è stata cronologicamente la prima medaglia di sempre dell’Italia nel freestyle.

Altre grandi soddisfazioni

Tornando al budello Eugenio Monti le soddisfazioni sono arrivate anche da Dominik Fishnaller nel singolo maschile e dall’Italia nella prova a squadre. Per il primo c’è la conferma sul terzo gradino del podio olimpico, la seconda medaglia invece è la ciliegina sulla torta di una spedizione incredibile che ha un deus ex machina: il fenomeno Armin Zoeggler. Per chiudere il capitolo medaglie arrivate dalla tavola ecco i bronzi di Michela Moioli nella gara femminile di snowboard cross e quello di Lucia Dalmasso nel PGS. Ecco, il parallelo dello snowboard è forse il più grande buco nell’acqua dell’Olimpiade italiana, con la squadra maschile che si presentava per monopolizzare il podio e invece nessun italiano è riuscito neanche ad arrivare in semifinale.

Bronzi sul ghiaccio

Arriviamo ai bronzi arrivati dal ghiaccio. Fenomenale quello di Riccardo Lorello, sorpresa assoluta di Milano Cortina e capace di chiudere terzo i 5000 metri di Speed Skating a Rho, esattamente a dieci minuti da casa sua. Altrettanto pazzesco quello di Andrea Giovannini sempre sull’ovale milanese, arrivato in volata nella mass star battendo il fenomeno assoluto Jordan Stolz. Peccato solo che quella volata doveva essere per l’oro, ma la fuga bidone ha premiato l’olandese Bergsma.

Dulcis in fundo il bronzo della staffetta maschile di short track è assai dolce. Una gara spettacolare, in cui gli azzurri hanno dimostrato di valere le nazionali migliori e hanno dato scena a una finale mozzafiato. Insomma, nomi nuovi, conferme e sport spettacolari. Il tutto in location mozzafiato e strutture di primo livello. Un’Olimpiade da trenta e lode, per le medaglie italiane e per l’organizzazione italiana. Un successo unico, con lo sport che ha vinto su tutto.

Autore

  • Ciao, sono Jacopo Perugini e sono un ragazzo malato di sport. Per Fuori dal Gioco mi dedico agli sport così detti di nicchia, andando ad analizzare discipline meno seguite ma comunque con tante storie da raccontare e grande fascino; come per esempio ciclismo e sport invernali.

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