01 Settembre 2026
Finalmente il giorno è arrivato, Carlos Alcaraz è tornato a giocare una partita ufficiale di Tennis. Sembra passata una vita dall’ultimo match disputato dal spagnolo che, a causa di un infortunio al polso durante il primo turno dell’ATP 500 di Barcellona, è stato costretto a stare fermo per molti mesi. Da quel momento per il classe 2003 è iniziato un incubo che sembrava destinato a protrarsi fino al 2027. Nonostante tanti dubbi, Alcaraz ha dato il massimo fin da subito per tornare a giocare un torneo di tennis, come accaduto nel doppio misto dello US Open con la leggenda del tennis, Serena Williams.
Partecipare al doppio misto è stata un occasione per Carlos di valutare le sue condizioni e prendere confidenza con la superficie prima dell’esordio ufficiale nel singolare del Grand Slam. Per la coppia che vanta ben 30 titoli Slam complessivi, il torneo è terminato ai quarti di finale contro Belinda Bencic ed un fantastico Flavio Cobolli. Nonostante ciò, la buona notizia è stata quella di vedere Carlos in buona forma, seppur non abbia spinto al massimo, e con il suo solito sorriso che lo contraddistingue.

Il viaggio che ha portato il tennista spagnolo a giocare con Serena Williams è stato complesso come esplorare le parti più sconosciute della foresta Amazzonica. Tutto è partito dal primo turno dell’ATP 500 di Barcellona. Alcaraz, che sfidava il finlandese Otto Virtanen, al nono game del match chiama lo staff medico per un dolore al polso. Dopo le cure mediche, il classe 2003 è tornato in campo e ha sconfitto il suo avversario e, nonostante l’ottimismo di Alcaraz, qualcosa non andava.
Infatti, gli esami strumentali hanno mostrato un problema molto più grave di un semplice fastidio. è stato proprio Alcaraz ad annunciarlo in conferenza stampa: “Ieri durante la partita, dopo un ritorno, ho sentito che il polso ha ceduto e ho iniziato a provare un fastidio che poco a poco è andato aumentando. […] Pensavo fossero semplicemente dei fastidi dovuti allo sforzo di tutta la settimana, ma visti gli esami di oggi, si tratta di un infortunio un po’ più grave di quanto tutti ci aspettassimo.”
Da quel momento, Carlos è stato costretto a rimanere fermo per molto a lungo, saltando la fase più calda della stagione sulla terra, dove non ha potuto difendere la vittoria agli Internazionali D’Italia e quella del Roland Garros, e saltando tutta la stagione sull’erba. Più passavano le settimane e più l’assenza del tennista spagnolo si faceva sentire. Tutti quanti nel circuito ATP si chiedevano per quanto tempo sarebbe dovuto rimanere fuori “il murciano”.

Ad alimentare i dubbi hanno contribuito i video degli allenamenti di Carlos a bassissima intensità e le mancate dichiarazioni del tennista stesso riguardo il suo recupero. Dopo il torneo di Wimbledon, sono iniziate a girare varie speculazioni sulle condizioni e sul possibile ritorno in campo di Alcaraz.
Anche Il presidente della Commissione Medica della Federazione Italiana Tennis e Padel, Gianni Daniele, ha espresso il suo parere a riguardo sottolineando un’ipotesi inaspettata: “Ora sta subentrando un’ipotesi di debolezza mentale: faticando a ritrovare l’intensità del lavoro di prima, nella sua testa si sarebbe creata una forma di depressione, un circolo vizioso che non gli dà la sicurezza di prima.”
Le sue parole hanno scatenato una bufera enorme tra i media spagnoli che le hanno definite vergognose. L’ipotesi del presidente si basava soltanto dalla gravità dell’infortunio, che poteva aver portato Alcaraz a non riuscire a trovare il ritmo incessante che ha sempre avuto e che tutti hanno sempre invidiato di lui.

Le prime dichiarazioni di Alcaraz sottolineano la necessità per il tennista spagnolo di tornare in campo: “Per me la cosa più importante è uscire da questo torneo senza problemi. Non voglio pensare al risultato, ma al percorso, a tutto quello che stiamo facendo e, soprattutto, a scendere in campo, divertirmi e sentirmi bene.”
Il ritorno di Carlos, come sottolineato da lui stesso in conferenza stampa, sarà graduale, così da evitare ricadute. Nonostante ciò, l’indole sportiva del tennista spagnolo, può portarlo a giocarsi lo US Open, anche da sfavorito. L’ultimo Slam stagionale sarà il banco di prova ideale per capire fino a che livello può arrivare Alcaraz prima della Coppa Davis e delle ATP Finals.
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