Riflessioni personali su un pilota unico nel suo genere: il più giovane a divenire Campione del Mondo di F1. Un talento che avrebbe meritato di continuare a vincere…
Stiamo per toccare uno dei tasti più importanti della storia della F1, motivo per cui questo testo sarà diverso dai precedenti.
La mia passione per la Formula Uno è proprio dovuta a Sebastian Vettel.
Questo racconto sarà speciale, perché voglio condividere con voi tutte le emozioni che mi ha trasmesso il caro Seb…
Devo ammettere che ho conosciuto Vettel soltanto dopo la vittoria del suo primo mondiale con la Red Bull nel 2010. Da tifoso Ferrari non simpatizzavo per lui e non tolleravo vedere l’ex pilota tedesco sconfiggere le rosse allora guidate da Fernando Alonso e Felipe Massa.
Tuttavia quanto andava forte Sebastian Vettel? Faceva veramente impressione un ragazzino di 23 anni campione del mondo firmare il record di pilota più giovane di F1 a vincere un titolo mondiale. Non è una cosa all’ordine del giorno, tant’è vero che dopo 14 anni questo record appartiene ancora a lui.
Sebastian Vettel in Red Bull,2013
Carriera: vittorie, record e le stagioni in Ferrari
Stiamo pur sempre parlando di: 38 giri veloci in carriera,57 pole position, 122 podi, 53 Gran Premi vinti, 300 gran premi disputati e soprattutto 4 mondiali vinti (2010, 2011, 2012,2013).Traguardi importanti che confermano come Sebastian Vettel è stato un pilota straordinario, uno dei migliori di sempre. La sua ascesa fu poi interrotta dall’avvento della nuova era “Power Unit” in F1. Nella sua carriera Vettel ha gareggiato con: BMW Sauber, Toro Rosso, Red Bull Racing, Ferrari, Aston Martin. Ed è proprio sulla sua avventura in Ferrari che mi soffermo.
La storia d’amore di Seb con la rossa ebbe inizio il 20 novembre 2014, giorno in cui la scuderia di Maranello annunciò ufficialmente l’arrivo del pilota tedesco come sostituto di Fernando Alonso e compagno di scuderia di Kimi RaikKonen dalla stagione 2015 in poi.
Vettel battezzò la sua nuova vettura chiamandola “Eva”.
La prima vittoria è stata indimenticabile e la conosciamo tutti: Gp della Malesia, secondo appuntamento della stagione mondiale di F1 del 2015. Praticamente Seb vinse la sua prima gara in Ferrari durante la sua seconda storica gara in rosso.
Sebastian Vettel ai box della Ferrari“TIFOSI DELLA ROSSA POTETE TORNARE A FESTEGGIARE. POTETE APRIRE DI NUOVO LO CHAMPAGNE…” – Carlo Vanzini
Una giornata indimenticabile per noi tifosi della rossa con un misto di emozioni incredibili, rigenerando la speranza di sfatare un tabù: la vittoria del titolo mondiale da parte della Ferrari che manca dal 2008 (quello piloti dal 2007). Quell’indice destro alzato (solita esultanza di Seb) fu molto odiato dai ferraristi, ma dopo quella vittoria in Malesia Seb e il cavallino Rampante mostrarono un’affinità indiscutibile. Questa alleanza sportiva trovò però come avversario un’alleanza più forte: la Mercedes capeggiata da Niki Lauda e Toto Wolff e rappresentata in pista da Lewis Hamilton e il figlio d’arte Nico Rosberg.
2018: Silverstone e Hockenheim
Possiamo mai scordarci della vittoria del nostro caro Seb a Silverstone nel 2018?
Una gara mozzafiato con dei sorpassi incredibili, ma soprattutto il trionfo della Ferrari di Vettel in casa della Mercedes, come conclusione di un weekend pazzesco e spettacolare.
“Qui a casa loro” –Team Radio di Sebastian Vettel al termine del Gp vinto a Silverstone.
Purtroppo ci sono stati anche degli episodi negativi: il più doloroso durante il Gp di Germania a Hockenheim nel 2018…
Ogni tifoso Ferrari ricorderà quel momento. Sembrava tutto perfetto perché Seb stava dominando il suo Gp di casa sotto la pioggia, ma al giro 52 l’ex pilota della Red bull va lungo, finendo in ghiaia per poi sbattere contro il muro. Questo errore lo fece ritirare dalla gara.
Da quel momento in poi (A mio parere) Vettel si è spento, perché quell’errore ha determinato il suo declino. Probabilmente Seb, insieme a noi tifosi della Rossa non si scorderà mai di quell’incidente. Quell’errore gli compromise la vittoria del titolo mondiale nel 2018 e forse anche l’affinità con l’ambiente di Maranello. Quel legame stretto tra Vettel e il box della Ferrari iniziò pian piano a sgretolarsi, complice anche l’addio a Maranello del suo fidato compagno Kimi Raikkonen al termine di quella stagione.
2019: Montreal
Spostiamoci ora al 2019 e precisamente durante il Gp di Canada, a Montreal. Lì ci fu una delle Pole Position più belle del pilota tedesco. Sembrava tutto finito con il primo posto in griglia conquistato dalla Mercedes di Lewis Hamilton, ma Sebastian Vettel doveva ancora finire il giro. Il tedesco fece una Pole Position miracolosa che fece esplodere tutto il circuito.
”Sebatian Vettel, POLE POSITION! DA NUMERO UNO.” – Carlo Vanzini nel commentare il tempo di Seb in quella Q3.
Non possiamo nemmeno dimenticarci della gara in Canada: i famosi 5 sec di penalità ai danni di Vettel per essere andato lungo in curva 4 e non essere rientrato in modo corretto in pista, ostacolando e danneggiando Lewis Hamilton.
Tutti noi abbiamo ancora molti dubbi su questa penalità che rovinò la gara di Seb facendolo scalare nella seconda posizione finale. Moltissimi sono convinti che Vettel abbia vinto la gara.
Momenti tristi: Singapore 2017
Purtroppo di momenti tristi ce ne sono molti, ma il più drammatico è nel 2017 durante il Gp di Singapore in cui avvenne una delle partenze più disastrose della Ferrari.
Io ricordo ancora l’ordine di partenza: 1 Vettel, 2 Verstappen, 3 Raikkonen.
Si spengono le luci del semaforo, parte il gp di Singapore ma proprio dopo pochi metri si affiancano i piloti nelle prime 3 posizioni: Verstappen con l’anteriore sinistra colpisce Kimi, il quale perdendo il controllo della vettura sbatte contro Sebastian Vettel. Tutti e 3 furono costretti al ritiro insieme ad Alonso che venne preso sempre dalla stessa vettura di Raikkonen fuori controllo.
Forse la stagione 2017 è stata complessivamente la migliore parentesi di Vettel in rosso: pochissime sbavature, mantenendosi sempre in lotta per vincere gare (ne vinse 5) e il titolo piloti. Purtroppo la lotta al titolo fu compromesso dal maledetto trio asiatico: i gran premi appunto di Singapore, Malesia e Suzuka. Inutile raccontare l’esito di questi ultimi due. Probabilmente la mercedes di LW44 avrebbe vinto lo stesso, perché era sempre l’auto più veloce in pista. Tuttavia avremmo voluto almeno vedere Seb giocarsela ad armi pari, senza ritiri da alcune gare fondamentali per colpe altrui. Il ritiro per fattori esterni al pilota fa parte del gioco della F1.
Episodi di poca lucidità:
Infine il disastro a Interlagos 2020: al giro 66 Vettel e Charles Leclerc si affiancano si toccano e scoppiano l’anteriore destra di Leclerc e l’anteriore sinistra del nostro caro Seb. Di conseguenza tutti e due sono costretti al ritiro poco dopo.
Insomma ne sono successe veramente di tutti i colori al nostro Seb. Qualche episodio è stato determinato anche dal suo lato impulsivo che ogni tanto veniva fuori. Qualche esempio di poca lucidità: il dito medio verso Karthikeyan nel gp di Malesia 2012, ovviamente quando Vettel guidava la Red Bull. Episodio ripetutosi con Felipe Massa a Sochi durante il gp di Russia del 2017: il pilota brasiliano non facilitò il doppiaggio da parte del pilota tedesco in seconda posizione, rallentando così il suo inseguimento a Bottas per poter vincere la gara.
Un’altra vicenda ben nota alla cronache della Formula 1 accade sempre nel 2017, ma a Baku: il gp di Azerbaigian si confermò una lotta a due tra Vettel stesso e Hamilton. Poi scese in pista la Safety Car, seguendo la quale il pilota britannico della Mercedes leader della gara rallentò di colpo più volte e di conseguenza Seb lo tamponò, seppure senza causare danni a nessuna delle due monoposto. Per reazione il pilota tedesco affiancò Hamilton con un gesto estremo che gli causò una squalifica in gara di 10 secondi: la famosa ruotata a Lewis. Un ulteriore episodio che confermò il suo carattere suscettibile a causa del quale perdeva la lucidità in pista.
Il suo lascito alla Ferrari e alla Formula Uno:
Tuttavia i ricordi positivi prevalgono su tutto, ma rimane l’amaro in bocca per la mancata vittoria di Seb di almeno un mondiale in Ferrari, non replicando così il suo indiscusso connazionale Michael Schumacher. I presupposti per trionfare c’erano, ma tante cose andarono storto.
A maggio 2020 la scuderia di Maranello annunciò che Sebastian Vettel non sarebbe stato confermato alla guida della del cavallino rampante dal 2021 in poi. E fu così che a Dicembre 2020 si concluse l’emozionante avventura di Seb con la Ferrari.
Un addio pesante per i tifosi della rossa e uno shock per tutti gli appassionati del Motorsport. Una notizia che sconvolse il circuito in una fase storica del nostro mondo già turbata dalla Pandemia di Covid-19.
Vettel passò poi all’Aston Martin. Questo nuovo capitolo durò solo 2 anni, perché a Luglio 2022 il pilota tedesco annunciò il ritiro dal mondo della F1.
Un addio ricco di emozioni, dopo una carriera indimenticabile e tanti ricordi che rimarranno indelebili nelle menti degli appassionati e non.
Dopo tutta questa storia non resta altro che dire una cosa: DANKE SEB.
Fondatore di FuoriDalGioco. Studente di Scienze Giuridiche.
Gestisco e coordino ogni attività diretta alla pubblicazione di contenuti come articoli e video, insieme alle pubbliche relazioni. Non mi pongo limiti di fronte alla possibilità di crescere e cerco l’avanguardia in ogni ambito. La mia missione è raccontare lo sport nella piena originalità.
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