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Kimi, tu sei leggenda

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Formula Uno, Motori, Sport & cinema

Kimi, tu sei leggenda

Nel marasma di Monza, che ha evidenziato ancor di più che la Formula 1 è ormai totalmente infetta dal virus di chi ha voluto questi regolamenti assurdi, il nostro Kimi Antonelli sembra l’unico vero barlume di speranza.

Non si può più negare che il giovane bolognese di scuola Mercedes abbia tutte le carte in regola per essere un talento generazionale a tutti gli effetti. E con la vittoria dal sapore epico sulla sua pista di casa ha conquistato definitivamente un posto nel cuore di tifosi e appassionati. E infatti, nel nostro consueto parallelismo cinematografico non potevamo non dedicargli il bellissimo thriller fantascientifico con protagonista Will Smith.

Il dottor Kimi

Come anticipato, il titolo dedicato al nostro protagonista è ovviamente “Io sono Leggenda”.

Nel nostro universo che fonde realtà e fantasia Kimi interpreta ovviamente il dottor Robert Neville, il virologo sopravvissuto al virus che ha infettato quasi chiunque sul pianeta terra. Il dottor Neville inoltre, applica tutte le sue conoscenze per cercare una cura al suddetto virus, grazie anche all’aiuto della suo amato cane Sam. E il parallelismo nasce tutto da qui. Kimi a Monza ha restituito un briciolo dell’anima che la Formula 1 pare aver smarrito, come se fosse la cura per la debellare un paziente infetto dal virus letale.

Kimi, tu sei leggenda
Kimi Antonelli festeggia la vittoria con il tricolore (Credits: Mercedes-AMG Petronas F1 Team)

Parte bene, gestisce alla grande ogni attimo della gara, grazie anche ad un pò di fortuna con la Virtual Safety Car capitata proprio nel momento perfetto. Kimi si prende così una vittoria da veterano. Senza dimenticarci che partiva diciannovesimo per via della sostituzione della Power Unit, e sulla carta d’identità c’è scritto 2006.

Insomma, il dottor Kimi ci ha consegnato l’antidoto, restituendoci per un paio d’ore la vera essenza del Motorsport. Il giovane talento che emerge grazie all’aiuto del suo mentore (in questo caso Toto Wolff e suo padre Marco) prendendosi la rivincita contro chi non lo reputava pronto appena un anno fa. Il tutto sulla sua pista di casa, mandando in visibilio chi lo ha sempre sostenuto.

E a rendere ancor più epica la sua impresa basti pensare che l’ultima vittoria italiana sulla pista di Monza era datata 1966. In quel caso conquistata da un altro grande protagonista del motorsport italiano, Ludovico Scarfiotti.

Russell, uno zombie senza più anima

Se Kimi ci ha consegnato una cura, George Russell sembra colui che di una cura ne abbia estremamente bisogno.

Il britannico è sempre più in balia di sé stesso e delle sue difficoltà, come uno zombie senza personalità. Prova timidamente ad attaccare, ma senza mai essere incisivo. Prima si fa soffiare la pole da uno straordinario Gasly, pasticciando nel Q3, poi in gara non ha mai avuto il controllo della situazione, nonostante avesse tutti i favori del pronostico.

Kimi, tu sei leggenda
Russell sulla griglia di partenza di Monza(Credits: Mercedes-AMG Petronas F1 Team)

Perché non vincere nonostante la partenza in prima fila, con la miglior macchina, e sul circuito che esalta in tutto e per tutto le caratteristiche della Mercedes, è una mazzata enorme che pone quasi fine alle sue speranze per il titolo. Soprattutto se a batterlo è ancora una volta il suo compagno di squadra.

Il parallelismo con uno zombie è oggettivamente molto severo, ma la parabola di Russell sembra quella di uno degli infetti del film. Un uomo arrabbiato e in stato confusionale, che prova ad attaccare ma si scioglie come neve al sole nei momenti di difficoltà.

Troverà lo stesso antidoto che Antonelli ha somministrato alla Formula 1 per guarire dal suo virus interiore ? O resterà in questo limbo senza uscita ?

Il virus della F1

Lo abbiamo brevemente citato poc’anzi, ma ora è giunto il momento del parallelismo più doloroso per un appassionato.

Il virus di “Io sono leggenda” difatti, non è un singolo personaggio, ma un insieme di esseri malvagi che con le loro “buone intenzioni” hanno trasformato la categoria regina del Motorsport in uno spettacolo osceno e costruito a tavolino. Stiamo ovviamente, ancora una volta, parlando della FIA e di Liberty Media.

Stefano Domenicali e Mohammed Ben-Sulayem (Credits: FIA)

Il tutto potrà sembrare ridondante, ma l’antidoto donatoci dal nostro dottor Kimi non basta a nascondere l’ennesimo scempio andando in scena quest’anno. Perché il copione ormai è sempre lo stesso: su una pista di basso carico, dove i tratti lenti dove ricaricare la batteria sono pochi, un Gran Premio si trasforma in una gara di Mario Kart, pieno di sorpassi finti in cui i piloti non fanno altro che scambiarsi la posizione in rettilineo per via delle diverse strategie di ricarica delle squadre(vedasi Hamilton-Piastri).

Monza, rientrando in tale categoria di tracciato, ha evidenziato ancora una volta i limiti concettuali di questi regolamenti, in cui talento del pilota e bontà ingegneristica sono ridotti all’osso. Se poi i principali mass media ce lo vendono come un prodotto gradevole e che piace ai fan, la frittata è fatta.

In Federazione hanno già provveduto a correre ai ripari con delle modifiche che andranno a ridurre progressivamente la preponderanza della parte elettrica nelle Power Unit dal 2027, con grande disappunto di alcuni costruttori chiaramente. Inoltre, il presidente Ben-Sulayem ha rassicurato che dal 2030 potrebbero rivedersi gli apprezzatissimi motori V8.

Tutto bellissimo, ma al momento la credibilità di questi personaggi è decisamente poca.

Riusciremo ad arrivare nel Vermont ?

Probabilmente con l’arrivo di piste come Madrid, Baku e Singapore riusciremo a vedere gare più godibili, risultando una flebile salvezza. Come il Vermont per i protagonisti del film.

Chissà quindi se le gesta di Kimi e l’arrivo dell’autunno riusciranno parzialmente a farci dimenticarci di questo virus. Sperando anche che l’inverno ci consegnerà la cura definitiva, nella forma di novità rassicuranti sul futuro della categoria.

Autore

  • 25 anni, studente di Scienze della Comunicazione e aspirante giornalista sportivo. In Fuori Dal Gioco sono autore e  referente della sezione Motorsport, mi occupo quindi della supervisione e della pubblicazione di contenuti a tema sport motoristici, in particolare sul mondo della Formula 1. Mi impegno a trasmettere il più possibile la mia passione, cercando sempre di riportare aneddoti e storie originali.

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