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Inter, sei diventata grande?

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Calcio, Serie A

Inter, sei diventata grande?

Quella 24/25 è sicuramente un’Inter a due facce: disattenta e spesso poco concentrata in campionato, tutto l’opposto invece in Champions League. Casualità oppure consapevolezza dei propri mezzi? La domanda che tutti si pongono è se davvero, quest’anno, l’Inter sia diventata grande.

Inizio di stagione

Che non sarebbe stata una stagione semplice lo si era già notato dalla trasferta del Marassi il 17 agosto quando, alla prima uscita stagionale, i ragazzi di mister Inzaghi sono incappati in un rocambolesco 2-2 contro un Genoa, ad oggi, tutt’altro che irresistibile.

Inter, sei diventata grande?

Appagamento o consapevolezza?

Quello che però balza più all’occhio è sicuramente una fase difensiva che si sta dimostrando il vero anello debole della catena nerazzurra: ad oggi sono infatti già 13 i goal subiti dai campioni d’Italia. Uno sproposito se si pensa che l’anno scorso Yann Sommer è stato battuto solamente per ventidue volte.

Le motivazioni che hanno portato l’Inter ad essere “solamente” la settima miglior difesa del nostro campionato non sono ovviamente da addossare solamente alla fase difensiva, anche se di questi 13 goal subiti molti sono errori individuali abbastanza grossolani; il percepito che traspare dal campo e dall’atteggiamento di molti dei giocatori schierati da Inzaghi è quasi quello di un’appagamento dovuto alla conquista della tanta desiderata seconda stella.

Che questo senso di leggerezza dimostrato fin qui in campionato sia solamente un “riscaldamento” per quello che potrebbe davvero essere il vero obiettivo stagionale? La risposta probabilmente nemmeno Inzaghi stesso ce l’ha, ma quello che è innegabile che l’Inter, quest’Inter, deve quantomeno riprovare ad arrivare in fondo; i motivi? Semplici, il primo che ha già dimostrato di avere l’organico per poterlo fare, il secondo è che il ciclo di Inzaghi non potrà durare per decenni ed è quindi obbligatorio provare l’assalto alla coppa che manca alla bacheca neroazzurra da ormai quattordici anni.

Un’Inter a due facce

Se da un lato l’Inter non sembra ancora aver accesso i motori in campionato, anche se il gap dalla capolista Napoli è solo di un punto, il cammino in UCL dei neroazzurri è pressoché perfetto; un pari tutt’altro che immeritato in casa degli uomini di Guardiola e due vittorie senza subire reti contro Stella Rossa e Young Boys sono la risposta.

Il click che una squadra fa dal campionato nazionale all’Europa non è scontato e semplice, e talvolta non è neanche voluto; quello che è fisiologico, dati alla mano, è che l’Inter quest’anno sembra aver indirettamente dichiarato il suo obiettivo, così com’era stato lo scorso anno con il dichiarato obiettivo della conquista del ventesimo scudetto.

Il percorso in campionato però non è ovviamente tragico; match con la Juventus a parte, sembra che la condizione e l’attenzione stiano iniziando ad entrare nelle gare dei ragazzi di Inzaghi e il secondo posto in classifica a meno uno dal Napoli non è sicuramente preoccupante. A tal proposito, molto interessante sarà la super sfida del Meazza del 10 novembre, big match che potrà darci una prima chiave di lettura del campionato, e chissà, dirci chi sarà il padrone di questo campionato. Se poi a questo si aggiunge il fatto che quest’anno i neroazzurri nei primi due big match della stagione (contro Milan e Juventus) i risultati non sono stati quelli auspicati, ecco i motivi di interesse della sfida non possono che essere alle stelle.

Lautaro, se ci sei batti un colpo

Indiscutibile è il fatto che Lautaro Martinez non è e non sarà mai un problema per l’Inter; altrettanto indiscutibile è il fatto che il capitano neroazzurro non sta vivendo il miglior momento della sua storia interista.

La rete decisiva al Venezia di domenica non può cancellare un avvio di stagione ancora troppo pigro per il capitano neroazzurro; oltre ai goal, quello che sembra mancare di più rispetto agli altri anni, è senza dubbio una partecipazione maggiore al gioco; se a questo si aggiunge un rendimento in Champions League ancora al di sotto degli standard dei più grandi bomber europei, le somme sono subito fatte.

Se Lautaro vuole diventare uno dei più grandi (arrivare sopra il settimo posto del pallone d’oro), la costanza in campionato e una maggiore incisività in Europa è quello che gli viene chiesto.

Inter-Arsenal: difesa e sofferenza, i neroazzurri vedono gli ottavi

Un rigore di Çalhanoğlu al 48′ del primo tempo regala ai neroazzurri un successo di importanza incalcolabile per il passaggio diretto agli ottavi di finale.

Si può dire tanto della gara dei campioni d’Italia: catenacciara, fortunata; la verità è che l’Inter nel match contro l’Arsenal sembra essere diventata grande. La vittoria maturata contro i Gunners è infatti il risultato collettivo di una prestazione difensiva ai limiti della perfezione, senza concedere neppure una chiara occasione ad un attacco prolifico come quello dei ragazzi terribili di Arteta

È vero, neppure l’Inter si è mai affacciata dalle parti di Raya ma si sa, in Europa soprattutto, i dettagli fanno la differenza, e nella quarta gara di Champions i ragazzi di Inzaghi sono stati attenti ad ogni singola situazione: dai raddoppi preventivi su Saka e Martinelli, al castello difensivo per contrastare le valanghe di corner battuti da Havertz e compagni

Non si può non sottolineare la partita dei tre centrali difensivi dell’Inter, monumentali nelle palle aeree e non solo. In particolare la prestazione di uno di questi tre ragazzi è davvero il risultato di un gruppo che sembra essere tornato quello dello scorso anno: si parla ovviamente di Yann Bisseck che fino ad oggi aveva compiuto più di qualche sbavatura (Juventus su tutte). Il match contro l’Arsenal del tedesco è probabilmente uno dei migliori della sua giovane carriera, con il salvataggio in scivolata sul sinistro a botta sicura di Havertz che è la ciliegina sulla torta della partita del 31 neroazzurro.

Ampio turnover

L’Inter vince e lo fa lasciando fuori molti dei suoi titolari. Cosa vuol dire questo? Probabilmente ancora nulla, ma se dopo quattro giornate la casella con i goal subiti è ancora a zero ed i punti in classifica sono già 10, le speranze dei tifosi neroazzurri sono più che legittime

Con questa solidità e questa concentrazione l’Inter può fare paura a tutti; e in primavera negli scontri da dentro o fuori, quando l’Inter potrà finalmente schierare tutti i suoi titolari, non saranno molte le squadre contente di affrontare la banda di Simone Inzaghi.
Perché le grandi squadre sanno soffrire, sanno vincere quando è difficile, e ieri notte l’Inter ha dimostrato di essere diventata grande…

L’immagine in evidenza è presa dal profilo X FcInter1908

Autore

  • Sono Andrea, ragazzo di vent’anni appassionato di sport, dal calcio alle freccette. Scrivo per FuoridalGioco da oltre un anno e sono referente della sezione Tennis.

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