04 Dicembre 2024
Nel panorama del calcio italiano, il nome di Samuele Ricci risuona sempre più forte. Il centrocampista del Torino, classe 2001, si sta affermando come uno dei prospetti più interessanti della Serie A, e non solo.
Grazie a un mix di visione di gioco, raffinatezza tecnica e maturità tattica sorprendente per i suoi 23 anni, Ricci è diventato un pilastro del centrocampo granata e uno degli elementi chiave anche nello scacchiere tattico del ct della nazionale italiana Luciano Spalletti.
La sua abilità nel dettare i tempi di gioco, unita a una straordinaria capacità di recupero palla, lo ha reso rapidamente indispensabile anche per gli azzurri. Le prestazioni nei match di Nations League a settembre e ottobre sono state incoraggianti: nel ruolo di regista l’ex Empoli ha giganteggiato sia in fase di costruzione che in quella interdizione, mostrandosi all’Europa come centrocampista completo e maturo.
Lavorare efficacemente sotto pressione è una qualità fondamentale nel contesto lavorativo moderno, e lo stesso principio si applica anche sul rettangolo di gioco. I ritmi sempre più frenetici di uno sport che negli anni è diventato più fisico, intenso e aggressivo richiedono atleti in grado di mantenere lucidità e concentrazione. Samuele Ricci, in tal senso, è tra i migliori al mondo.
Uno studio dell’Osservatorio del CIES intitolato “Ball retention under high pressure” ha stilato l’elenco dei migliori giocatori delle 18 principali leghe europee, Brasilerao e Liga MX messicana per quanto concerne il controllo del pallone in situazioni di alta pressione.
In questa speciale classifica, che prende in esame quegli atleti che si sono dovuti confrontare con almeno 60 delle situazioni appena descritte, Samuele Ricci figura al secondo posto dietro a Joshua Kimmich con il 92,5% di possesso mantenuto. Presenti nella top 12 altri due centrocampisti del campionato italiano: Lobotka e Belayhane, rispettivamente decimo e dodicesimo.
Un dato incredibile per un giocatore diventato ormai un top nel suo ruolo e che, grazie alle sue prestazioni, ha attirato l’interesse di diverse big europee. Su tutte il Milan, che ha bisogno di un innesto a centrocampo e che ha intravisto (giustamente) in Ricci il tassello perfetto per completare la mediana rossonera. Le sue caratteristiche si sposerebbero alla perfezione con quelle di Reijnders e Fofana e permetterebbero a Fonseca di passare agevolmente a un 4-3-3 più equilibrato e funzionale.
Non sarà, però, facile aggiudicarsi le prestazioni del centrocampista originario di Pontedera. In primis per le richieste sicuramente elevate di Urbano Cairo che – come già accaduto con Buongiorno un anno fa – difficilmente lascerà partire uno dei migliori giocatori della rosa già nel mese di gennaio.
Poi, perché l’inizio di stagione di Ricci – che prosegue un percorso iniziato qualche anno fa – non è passato inosservato ad alcune big del calcio europeo. Secondo alcune indiscrezioni, gli avrebbero messo gli occhi addosso persino Real Madrid e Manchester City. Un attestato di stima per il ragazzo, ma anche un grattacapo in più per il Milan, che deve anticipare la concorrenza se non vuole lasciarselo scappare.
Per capire meglio il giocatore che è oggi Ricci, possiamo mettere a confronto alcuni suoi numeri con quelli di uno dei migliori playmaker al mondo, vale a dire Hakan Calhanoglu – che, come lui, milita in Serie A.
Prendendo in esame i dati Sofascore, emerge che Calhanoglu rimane superiore per goal e assist attesi, condizione resa possibile anche dal contesto: nel Torino Ricci non può prendersi determinate licenze offensive. Altro aspetto: i calci piazzati, fondamentale in cui Calhanoglu è tra i migliori al mondo, non sono ancora materia sua.
Il confronto inizia a farsi più piccante sulla precisione dei passaggi e, soprattutto, sui numeri difensivi. Calhanoglu ha una precisione maggiore per quanto concerne i passaggi nella metà campo avversaria (87% vs 82%), ma i due si eguagliano perfettamente quando si tratta di passare il pallone nella propria metà campo (95%). Dimostrazione, questa, delle grandi abilità del centrocampista toscano in fase di gestione della sfera.
Il 20 dell’Inter e il 28 del Torino sono, inoltre, molto vicini nelle statistiche dell’interdizione. Nei contrasti a terra (60,5% vs 59,4%), nei dribbling subiti (0,2 vs 0,4) e nelle palle recuperate per partita (4,1 vs 3,7), Ricci è addirittura avanti, anche se di poco.
Cosa si vuol dire con questo confronto? Se Samuele Ricci è molto vicino, nei numeri e nelle prestazioni, a uno dei top della mediana significa che la strada è tracciata e non resta che percorrerla.
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