27 Dicembre 2024
“Nel derby non ci sono favoriti. Bisogna avere solo la grinta giusta e un pizzico di fortuna.” -Massimo Ciocci
Questa celebre massima racchiude l’essenza di ogni derby. Alcune di queste sfide territoriali finiscono in parità, ma lasciano un carico di emozioni tale da essere ricordati a lungo. È il caso della sfida disputata ieri al San Vito “Gigi Marulla” di Cosenza, dove i lupi rossoblù e le aquile giallorosse del Catanzaro hanno regalato spettacolo e tensione in una partita segnata da episodi e colpi di scena. Un match terminato senza vincitori né vinti, ma con alcuni dettagli da non sottovalutare, soprattutto in un campionato come la serie B.
In casa giallorossa c’è poco da sorridere. Nella categoria cadetta non perdere gare in trasferta, specie in un derby, è sempre un risultato positivo. Ma considerando l’inerzia del match, (con il Cosenza in inferiorità numerica per gran parte della gara), e gli episodi favorevoli (gol annullato ai padroni di casa al 93′) , una partita, come quella di ieri, andava portata a casa. Cosa ha fatto la differenza? La grinta.
Il Cosenza, nonostante l’espulsione di Caporale al 21′, è stato autore di una prestazione notevole. I lupi non hanno mollato, provando a sfruttare ogni situazione favorevole. E le occasioni non sono mancate, soprattutto nel finale di gara. Il pareggio, giunto in piena zona Cesarini, al 107′, con il rigore (concesso con l’ausilio del Var) realizzato da Riccardo Ciervo, può considerarsi pienamente meritato.
Nella seconda frazione di gioco gli uomini di Caserta sono sembrati poco determinati, lenti e meno attenti in fase difensiva. Con il gol di Pompetti, che si conferma uno dei migliori giocatori della piazza giallorossa, la percezione che il match fosse finito era abbastanza palpabile. Ma in Serie B non è mai finita, finché l’arbitro non fischia. La squadra in vantaggio deve saper controllare il match. Come? Con massima attenzione in fase difensiva e una razionale gestione del possesso palla. Più volte due veterani della serie B come Pietro Iemmello e Andrea La Mantia hanno mal sfruttato le ripartenze, non controllando la sfera. Il tutto contro un Cosenza abbastanza sbilanciato in fase offensiva, per cercare di conquistare un insperato pareggio. Quel “pizzico di fortuna” a favore c’è stato, ma la fortuna, fa la differenza fino a un certo punto.

Escludendo questo evitabile inciampo in uno scontro diretto, la stagione dei giallorossi può considerarsi abbastanza confortante. Le prestazioni antecedenti al derby calabrese hanno mostrato i segni di una squadra più equilibrata, sia nella fase difensiva che offensiva. Capitan Iemmello si mantiene ai vertici della classifica marcatori con 9 reti messe a segno. L’affinità tra Petriccione, Pompetti e Pontisso è ben evidente. Compagnon è in continua crescita, mentre Pigliacelli, Bonini, Brighenti e Scognamillo in difesa si confermano pilastri di una squadra, che fa sempre della solidità il suo cavallo di battaglia. Un reparto difensivo che riesce a fare a meno di un difensore dall’indiscusso talento come Matias Antonini. Quest’ultimo è forse il vero enigma del Catanzaro targato Fabio Caserta. In un derby, sbloccato al 80′,fuori casa, con Brighenti e Scognamillo stanchi e meno lucidi, un difensore come il brasiliano forse avrebbe fatto ben comodo.
Tuttavia è inutile ragionare sulle ipotesi. Bisogna continuare a mantenere questa rotta, che seppur un po’ controversa, sembra essere quella giusta per portare a casa l’obiettivo prioritario: la salvezza. Ma la posizione in classifica non vieta di poter raggiungere i playoff per la serie A, e per il secondo anno consecutivo. Tentar non nuoce, ma un passo alla volta.

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