21 Febbraio 2025
“Errare è umano, perseverare è diabolico”, quante volte abbiamo sentito questo famoso detto. Un’idiomatica di origine cristiana che vuole sottolineare la natura profondamente umana dell’errore. Errore che però non deve essere ripetuto nel tempo, altrimenti si ricade appunto nel “diabolico” non apprendendo poi dalle proprie esperienze. Per sant’Agostino chi cade nell’errore reiterato è persino colpevole del peccato di superbia. Questo atteggiamento “diabolico” nel calcio lo abbiamo visto spesso, ma negli ultimi anni Gasperini e Theo Hernandez ne hanno fatto, purtroppo per loro, un marchio di fabbrica del loro modo di fare. Due personaggi all’apparenza agli antipodi, ma mai così vicini come ora.

Il diavolo tra i diavoli, così si può riassumere l’ultimo anno e mezzo di Theo Hernandez con la casacca rossonera. Da leader dei diavoli rossoneri, tanto da guadagnarsi la fascia di vice-capitano, a diventare lui stesso il diavolo per eccellenza. In che senso? Non perché è un giocatore temibile per il suo indiscutibile talento, ma a causa di continui scivoloni che hanno minato in maniera forse definitiva il suo rapporto con la tifoseria e con la dirigenza.
Tra continue provocazioni, le espulsioni nei derby, gli errori tecnici e un atteggiamento piuttosto irriverente e anarchico (vedasi il famoso cooling break contro la Lazio) possiamo affermare che il tracollo è pressoché totale.
Sicuramente il momento generale del Milan non aiuta, soprattutto per colpa della gestione societaria che ha portato ad un grosso clima di tensione. Le colpe non possono mai essere solo del singolo. Ma determinati comportamenti da parte di uno dei punti cardini della squadra sono obiettivamente poco accettabili. L’espulsione molto sciocca contro il Feyenoord è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso già pieno di situazioni molto negative.
Anche perché gli atteggiamenti di Theo sono noti già da prima dell’inizio di questa crisi, la quale forse ha semplicemente acuito i punti deboli del carattere fragile e caotico di uno dei giocatori più forti del nostro campionato.

“Ah s…t, here we go again”, è probabilmente questo che avrà pensato il presidente dell’Atalanta Antonio Percassi lo scorso martedì, costretto a far da paciere dopo l’ennesimo battibecco tra l’allenatore più rappresentativo della storia della Dea e uno dei suoi giocatori chiave.
Dopo la celebre lite con l’ex capitano Papu Gomez e gli alterchi con altri elementi importanti come Demiral, Gollini, Maehle e Castagne ora è toccato ad Ademola Lookman. Proprio lui che neanche 12 mesi fa trascinava la banda del Gasp alla vittoria dell’Europa League.
Il tecnico di Grugliasco si è letteralmente scagliato contro il Nigeriano, reo di aver sbagliato il rigore che avrebbe riaperto il playoff di ritorno contro il Brugge. Un atteggiamento che sappiamo non essere nuovo a Gasperini, ma forse questa volta l’ha davvero fatta tanto fuori dal vaso. E soprattutto perché questo sfogo è avvenuto davanti alle telecamere.
Infatti la risposta di Lookman non si è fatta attendere. In una storia su Instagram l’ex Lipsia ha infatti sconfessato il suo allenatore. Tra l’altro lo stesso Lookman non aveva mai sbagliato un rigore con la maglia dell’Atalanta prima di martedì sera.
Il Gasp è indubbiamente uno dei migliori allenatori della storia del nostro calcio, ma queste sue “diavolerie” nei confronti dei suoi giocatori, e talvolta anche contro la sua società, sono forse ciò che gli ha impedito di poter ambire ad una carriera di alto livello anche al di fuori dell’ambiente atalantino.
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