21 Marzo 2025
“Il mio nome è Ayrton e faccio il pilota”, così recitava una storica canzone di Lucio Dalla dedicata ad Ayrton Senna. Una descrizione che all’apparenza può sembrare molto semplicistica, ma che in realtà incarna perfettamente l’animo di un uomo la cui eredità lascia ancora il segno nel cuore di tutti.
3 Campionati del Mondo di Formula 1, 41 vittorie, 65 pole position, 80 podi e 19 giri veloci. Già di per sé queste statistiche sono impressionanti. Per capire però a pieno tutto ciò che il Campeao ha rappresentato bisogna guardare oltre ai freddi numeri e lasciarsi trasportare dalle proprie emozioni.
E oggi, nel giorno del suo compleanno, vogliamo provare a dedicargli un piccolo ricordo.
Senna non era sicuramente simpatico a tutti, e molti suoi rivali possono testimoniarlo, ma il suo modo di fare incarnava probabilmente l’essenza del pilota da corsa.
Sin dai suoi esordi a metà anni 80 con Toleman e Lotus ha sempre dimostrato di essere spietato e ossessionato dalla vittoria. Non si faceva problemi ad intimorire gli avversari, e soprattutto non si faceva intimorire da nessuno. Ne sono ovviamente un esempio la sua emblematica rivalità con Prost e la querelle con l’allora presidente della FIA Balestre, dopo i fattacci di Suzuka 1989.
D’altro canto però vederlo al volante era davvero gioia per gli occhi. Uno stile di guida molto particolare, l’innata velocità sul giro secco e le sue incredibili abilità sul bagnato lo rendono uno dei più grandi talenti della storia del Motorsport. La magica pole position a Monaco nel 1988 e il dominio sotto la pioggia battente a Donington Park nel 1993 sono l’espressione massima delle sue qualità.

Inoltre la dimostrazione più limpida della sua grande tenacia è senza ombra di dubbio la vittoria del Gran Premio del Brasile 1991. Una vittoria che inseguiva da una vita, a casa sua e davanti al suo pubblico. Messa però in dubbio da un problema al cambio della sua Mclaren. Senna finirà quella gara in preda a dei dolori lancinanti a causa della leva del cambio bloccata e con team radio entrato nella storia, dando a quella vittoria dei connotati epici.
Le sue doti in pista erano contornate da una personalità profonda e carismatica.
Secondo molti giornalisti che lo hanno intervistato aveva un carattere molto particolare, che a volte lo rendeva impenetrabile ed estremamente cinico. Ma altrettante volte lo rendeva molto umano. Diventava quasi un fiume in piena quando si parlava di argomenti a lui molto a cuore.
Per Pino Allievi(grande giornalista e commentatore) aveva un modo di fare quasi magnetico, grazie al quale riusciva spesso a portare la conversazione sui binari a lui più congegnali.
Non è neanche un caso il rapporto che Senna aveva con la religione. Un rapporto molto intenso con la figura di Dio, ereditato dalla fede evangelica della madre Neide. Tutto ciò dava un tocco quasi mistico alle sue imprese in pista. Pare che Ayrton infatti avesse predetto dentro di sé la sua morte avvenuta ad Imola al volante della Wiliams.
L’eredità lasciata da The Magic è quello che sicuramente più di ogni altra cosa lo ha reso leggenda.
Solo dopo la sua morte la sorella Viviane ha rivelato che parte dei suoi guadagni li ha devoluti in beneficenza. Inoltre era legatissimo al suo paese, e uno dei suoi grandi desideri era quello di fondare un ente benefico per aiutare i bambini poveri brasiliani. Tale desiderio è stato poi reso realtà da Viviane nel novembre del 1994, grazie alla creazione della Fondazione Ayrton Senna.

“I ricchi non possono vivere su un’isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti la stessa possibilità.” -Ayrton Senna
Ancora oggi tale fondazione è un punto di riferimento in tutto il Brasile, tale da essere stata insignita dall’UNESCO di un importante riconoscimento.
Questo rapporto così forte con il Brasile e il suo popolo lo hanno reso tra le figure più amate in patria, tanto quasi da offuscare una leggenda come Pelè. Per i brasiliani Ayrton era il collante che metteva d’accordo chiunque. Un simbolo di speranza per un paese che da poco usciva dagli anni terribili della dittatura.
La sua morte ha poi portato un nuova consapevolezza all’interno dell’ambiente dei motori. Da quel nefasto weekend di Imola 1994 la Formula 1 ha fatto enormi passi da gigante in termini di sicurezza, adeguando circuiti e vetture al cercare di proteggere i piloti il più possibile.
Infine l’eredità più grande Senna l’ha lasciata nel cuore degli appassionati, e non solo. Basti pensare che molti giovani piloti che ad oggi si approcciano per la prima volta al mondo delle corse hanno proprio come idolo il campione di San Paolo, nonostante non lo abbiano mai realmente vissuto.
Che dire se non parabens Campeao, e obrigado por tudo.
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