10 Aprile 2025
Tra caos societario e un futuro incerto, la Sampdoria lotta per evitare la prima retrocessione in Serie C. Il ritorno dello spirito doriano può bastare?
C’era una volta la Sampdoria dei Gemelli del goal – Roberto Mancini e Gianluca Vialli – capace di vincere quattro Coppe Italia, uno Scudetto e disputare una finale di Champions, poi persa contro il Barcellona di Johann Cruyff.
C’era una volta la Sampdoria di Antonio Cassano e Giampaolo Pazzini, nell’epoca d’oro targata Garrone, in grado riportare l’entusiasmo europeo a Marassi. Un sogno solo assaporato e sfumato ai play-off contro il Werder Brema, con il gol decisivo firmato da Claudio Pizarro. Ma pur sempre un sogno.
C’era una volta la Samp. Una squadra iconica, riconosciuta e amata anche oltre i confini nazionali. Un club glorioso che, nel giro di pochi anni, è diventato una sleeping beauty, come l’ha definita la BBC, rimarcandone al tempo l’aura di storicità. Una grandezza che rende ancor più surreale ciò che sta accadendo a Genova, sponda blucerchiata.

In questo preciso istante, infatti, la Sampdoria occupa la terzultima posizione nel campionato di Serie B, che oggi significherebbe retrocessione. Per la Doria sarebbe la prima volta nella terza serie italiana. In 79 anni di storia.
La situazione del club è drammatica: la squadra ha vinto soltanto due delle ultime 21 partite e, con appena sei successi complessivi (al pari del Cosenza), detiene il triste primato con meno vittorie in tutta la Serie B.
Questo scenario ha spinto il presidente Matteo Manfredi a guardare al passato, nel tentativo di ritrovare lo spirito e i valori che un tempo resero gloriosa la storia blucerchiata. L’obiettivo è chiaro: trasmettere la sampdorianità a un gruppo di giocatori ricco di talento ed esperienza, ma finora incapace di esprimere il proprio potenziale. Coda, Tutino, Niang, Sibilli, Oudin, Borini: questo è solo il parco attaccanti della Sampdoria, che anche negli altri ruoli annovera alcuni tra i migliori interpreti della cadetteria.

Per dare slancio all’ennesima ripartenza, Matteo Manfredi ha deciso di sollevare dall’incarico Leonardo Semplici – terzo tecnico stagionale dopo Andrea Pirlo e Andrea Sottil – e di puntare su un ritorno alle origini. A guidare simbolicamente questo rilancio sarà Roberto Mancini, leggenda blucerchiata, che assumerà un ruolo di super-consulente esterno. Pur in maniera informale, il Mancio affiancherà lo staff tecnico, offrendo supporto diretto alla squadra in un momento critico, trascorrendo molto tempo a stretto contatto con il gruppo per trasmettere valori, identità e mentalità vincente.
La guida ufficiale della squadra, invece, è già stata affidata ad Alberico Evani, ex vice di Mancini in Nazionale fino al 2023, ma mai primo allenatore in un club. Evani, che ha vestito la maglia blucerchiata dal 1993 al 1997, sarà affiancato da un’altra bandiera della Sampdoria: Attilio Lombardo, ex centrocampista e protagonista assoluto (34 goal in 201 presenze) della storica “golden age” in cui il club conquistò Scudetto, Coppa Italia, Supercoppa Italiana e Coppa delle Coppe.
Detto questo, facciamo un passo indietro e proviamo a capire come una delle storiche protagoniste del calcio italiano sia arrivata, per la prima volta nella sua storia, a un passo dalla retrocessione in Lega Pro, ripercorrendo le sfortunate – per usare un eufemismo – tappe societarie.
Nel giugno 2014, Edoardo Garrone cede gratuitamente la Sampdoria a Massimo Ferrero, accollandosi anche parte dei debiti pur di liberarsene. La scelta si rivelerà controversa: Ferrero, imprenditore cinematografico romano, inizia con toni folkloristici e promesse di rilancio, ma la sua gestione si rivela presto caotica.
Sotto Ferrero, il club alterna fasi di stabilità sportiva (con Giampaolo e Ranieri) a continue tensioni societarie, culminate nel dicembre 2021 con il suo arresto per reati finanziari legati a società esterne alla Samp. La squadra, nel frattempo, è lasciata in mano al CDA guidato da Gianluca Vidal.
Nel maggio 2023, Andrea Radrizzani (ex Leeds United) e Matteo Manfredi (Gestio Capital) salvano il club dal fallimento. L’operazione viene conclusa in extremis: i nuovi proprietari rilevano le quote tramite Blucerchiati Srl e avviano un complesso processo di risanamento.
Il salvataggio prevede una rateizzazione dei debiti col fisco (circa 48 milioni da restituire in 20 anni), una ristrutturazione interna, e una nuova governance. Il controllo passa gradualmente a Manfredi, mentre Radrizzani si defila nei mesi successivi.
Lo stesso Manfredi afferma, però, a più riprese – per stessa natura di Gestio Capital, società finanziaria che offre sevizi di gestione patrimoniale indipendente “per un numero limitato di imprenditori e famiglie” – la volontà di attrarre nuovi investitori e dunque seguire il piano di salvataggio, ristrutturazione e rilancio della Samp solo fino a un certo punto.
Nel 2024 emerge che la Sampdoria è controllata dalla holding lussemburghese Kickoff Ventures SA, attraverso cui l’imprenditore di Singapore Joseph Tey ha acquisito il 58% del club. Sebbene Tey affermi di credere nel progetto, resta una figura defilata e poco trasparente. Sarebbe il primo investitore, ma il club continua ad essere guidato da Matteo Manfredi e Gestio Capital.

In tal senso, un’inchiesta del sito Josimar solleva forti dubbi sui reali investitori della Sampdoria. Tey, insieme ai soci Pang Sze Khai e Lee Kok Leong, sarebbe legato a FUN88, un colosso del betting internazionale. Nonostante le collaborazioni ufficiali con club di Premier League, FUN88 opererebbe illegalmente in diversi paesi asiatici e utilizzerebbe una licenza del Montenegro falsa per coprire la propria attività.
Secondo Josimar, i tre imprenditori sarebbero dunque coinvolti in un sistema di scommesse clandestine e non avrebbero i requisiti per operare nel calcio italiano. Da qui sorgono dubbi sull’effettiva trasparenza della cessione del club e sul fatto che le autorità italiane ne fossero al corrente.
Quanto descritto getta un po’ di luce sulla critica e nebulosa situazione in casa Samp. Quali sono, ora, le prospettive? Basterà l’operazione nostalgia a risollevare le sorti di una delle “sleeping beauties” del calcio italiano?
Partiamo dai fatti: la Sampdoria è seriamente a rischio retrocessione in Serie C, ma il destino non è ancora scritto. La Serie B resta un campionato imprevedibile e, come spesso accade, la classifica è cortissima. In zona calda ci sono ben nove squadre racchiuse in appena sette punti, e i blucerchiati si trovano a soli tre dalla salvezza diretta.
A rendere tutto ancora più significativo è il prossimo appuntamento: sabato 12 aprile, a Marassi, arriva il Cittadella, attualmente quindicesimo a +3 sulla Samp. Una sfida cruciale, che può rappresentare la svolta sia per il morale che per la classifica.

Da qui alla fine, la squadra di Evani dovrà poi affrontare un vero percorso a ostacoli. Saranno molto delicate le sfide contro la Carrarese allo Stadio dei Marmi, e contro la Salernitana in casa all’ultima giornata. Ma tutte e sei le partite rimaste saranno delle finali per salvare questa stagione e gettare le basi per la prossima.
Manfredi ha affermato che il progetto non cambia “di un millimetro”, ma le difficoltà sono evidenti: bilanci in rosso (si parla di un buco di 30 milioni), investitori misteriosi e una squadra allo sbando. Il futuro è incerto, e la tifoseria – esasperata – chiede trasparenza e risultati. La bella addormentata si risveglierà?
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Le foto sono state prese sul profilo Facebook della Sampdoria
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