FuoriDalGioco Gli sport che ami, la voce che cercavi
Giro d’Italia, Pedershow e il morso di Roglic

8 min di lettura

Ciclismo

Giro d’Italia, Pedershow e il morso di Roglic

Dopo la Grande Partenza albanese sono due i nomi che spiccano all’alba del Giro d’Italia numero 108: Mads Pedersen e Primoz Roglic. Il danese vince la prima e la terza tappa, avrà la maglia Rosa una volta sbarcati nel Belpease; mentre lo sloveno mette subito in chiaro chi è il favorito per avere il simbolo del primato a Roma.

IL GIRO D’ITALIA, SPETTACOLO IN ALBANIA

Due dei nomi più attesi sono stati i principali protagonisti dell’apertura del Giro d’Italia numero 108. La Grande Partenza di quest’anno si è svolta per la quindicesima volta nella storia della Corsa Rosa dall’estero, ed è toccato all’Albania ospitare tutta la carovana del Giro. Una tre giorni stuzzicante, che ci ha già regalato qualche risposta e qualche polemica. Soprattutto per il manto stradale albanese, che alla prima tappa ha già mietuto vittime. Chi ci ha rimesso di più è stato Mikel Landa, spagnolo che si era presentato ai nastri di partenza con concrete ambizioni di podio.

Un percorso disegnato in maniera intelligente dagli organizzatori quello di questo primo scorcio, che ha regalato incertezze ed emozioni in tutte e tre le tappe. Alla fine abbiamo assistito a due volate con gruppo ristretto, vinte dal danese Mads Pedersen, in cima alla classifica generale grazie agli abbuoni; e una cronometro in cui ad imporsi è stato il favorito naturale Joshua Tarling. Ma Primoz Roglic ha fatto vedere di avere una gamba straordinaria e sottolineato ancora di più di essere l’uomo da battere. Per quanto riguarda gli italiani buone risposte sia da Antonio Tiberi sia da Giulio Pellizzari. Il primo ha dimostrato di pedalare molto bene, mentre il secondo ha fatto decisamente un salto in avanti sulla bici a cronometro.

PEDERSEN E LIDL-TREK IMPECCABILI

Un lavoro di squadra egregio, una volata imperiale del più forte. Così si può riassumere in una frase la prima tappa del Giro d’Italia, con i protagonisti che sono la Lidl-Trek e Mads Pedersen. Sotto il sole di Tirana, però, sono arrivate anche diverse indicazioni e qualche colpo di scena. La frazione si è scaldata una volta entrati nella capitale albanese. Andando verso la prima scalata verso Surrel a dettare il passo, andando a riprendere tutti i fuggitivi della prima ora, è stata la compagine di Pedersen, mettendo già fatica nelle gambe degli sprinter puri. Ancor più alta è stata l’andatura imposta nella seconda ascesa, quando addirittura Giulio Ciccone ha imposto un ritmo infernale staccando tutti i velocisti, facendo perdere diverse posizioni in gruppo anche a Wout Van Aert.

Il belga poi è rientrato in discesa, andando comunque a disputare la volata. Ma proprio questa salita ha messo in chiaro alcune cose. Ciccone si è travestito da gregario, andando quindi praticamente a smontare l’idea che potesse puntare alla classifica. Per l’azzurro gli obiettivi evidentemente saranno altri, magari qualche successo di tappa. Il ritmo imposto da Ciccone però ha mietuto vittime anche tra i papabili per la top-10. Si sono staccati infatti il canadese Derek Gee e il neerlandese Thymen Arensman. In discesa poi è arrivata la vittima eccellente di questa tre giorni costretta ad alzare bandiera bianca: Mikel Landa.

Il veterano spagnolo della Soudal-QuickStep è scivolato e ha sbattuto a terra la spalla, e trasportato in barella, non ha potuto terminare la frazione. Asfalto assaggiato ad inizio tappa anche da Juan Ayuso, fortunatamente per l’iberico e per lo spettacolo, caduta senza nessuna conseguenza. Tornati in centro a Tirana la Lidl-Trek è stata perfetta poi a pilotare la volata ristretta in chiave Pedersen, ed il danese non ha deluso andanso a timbrare il cartellino. Lanciato lo sprint a diecento metri dal traguardo si è imposto di mezza bicicletta proprio su Van Aert, che non è riuscito a beffarlo nonostante la rimonta negli ultimi 20 metri. 

ROGLIC MANDA UN MESSAGGIO A TUTTI I RIVALI PER LA VITTORIA DEL GIRO

La seconda frazione del Giro d’Italia ha visto andare in scena una prova contro il tempo molto interessante. Cronometro corta, ma complessa con diverse curve da tirare bene e uno strappo centrale che ha fatto la differenza. Al via c’era un unico naturale favorito, il britannico Joshua Tarling. E l’astro nascente della INEOS Granediers non ha tradito, dovendo soffrire però più del previsto. Si è imposto infatti per un solo secondo su Primoz Roglic, capace di volare in salita e arrivare ad un soffio dal britannico. Lo sloveno così si è guadagnato la Maglia Rosa, anche questa arrivata dopo un finale thrilling. Favolosa infatti è stata la cronometro di Pedersen, che ha dovuto cedere il simbolo del primato per un solo secondo.

Un approfondimento però su Roglic è d’obbligo. Il vincitore del Giro d’Italia 2023 ha dimostrato di avere una gamba eccezionale. Sia nella prima sia nella terza tappa, oltre che nella cronometro, è sempre stato attentissimo in gruppo, sempre nelle prime posizioni ad evitare guai, quasi facendo addirittura le due volate. Nella prova contro il tempo poi, il campione olimpico di specialità di Tokyo, ha lanciato un messaggio a tutti i suoi rivali, guadagnando secondi su tutti. Il più vicino, per quelli che possono lottare per il successo, è stato Juan Ayuso. Dallo spagnolo, arrivato a 12″ dallo sloveno, però, ci si aspettava di più. Infatti l’iberico è stato in grado anche di battere Filippo Ganna in una cronometro alla Tirreno-Adriatico, e ci si aspettava un duello sul filo dei secondo con il campione sloveno.

ITALIA, BUONI SEGNALI DA TIBERI E PELLIZZARI

Guardando a coloro che sono in lotta per il podio, non ha per nulla sfigurato Antonio Tiberi. Il laziale ha chiuso a 26″ dal vincitore, 25″ da Roglic, un distacco positivo anche se forse un pelo più alto rispetto al programmato. La cronometro è uno dei punti di forza dell’azzurro, e forse era lecito attendersi qualche secondo di meno di distacco. Però, il classe 2001, all’arrivo ha dimostrato maturità e saggezza. L’italiano infatti ha dichiarato di aver preferito non correre rischi, visto che comunque l’asfalto era scivoloso e siamo solo all’inizio del Giro d’Italia. Tiberi poi ha detto che era una cronometro per corridori esplosivi, e lui fa della costanza il punto di forza principale. Quindi, tutto sommato, una prova positiva per l’italiano, che ha come obiettivo il podio finale. Prima settimana che prosegue tutto sommato tranquilla per gli uomini di classifica, che torneranno chiamati in causa nel weekend.

Rimanendo in casa Italia il migliore degli azzurri è stato Edoardo Affini, campione d’Europa di specialità, che ha chiuso al quarto posto a sei secondi dal vincitore. Ma si può sorridere parecchio anche per la prova di Giulio Pellizzari. Il giovane classe 2003 ha dimostrato miglioramenti eccezionali nelle prove contro il tempo, che lo proiettano al decimo posto in classifica generale, con qualche pensiero in più rispetto al solo “gregariato” per Roglic. Pellizzari è stato in prima linea anche nelle fasi finali delle tappe chiuse in volata, tenendo fuori dai pericoli lo sloveno, e dimostrando di avere comunque una grande forma.

TERZA TAPPA, BIS DI PEDERSEN CHE TORNA IN ROSA

Erano tanti gli scenari in partenza della Valona-Valona, la terza frazione del Giro d’Italia che chiudeva la Grande Partenza in Albania. I metri di dislivello erano più di tremila, e a 40 chilometri dal traguardo si scollinava da una salita molto esigente. Pedersen era ad un solo secondo dalla Maglia Rosa, ma il dubbio era se ci sarebbe stato qualche attacco da parte degli uomini di classifica; magari da coloro i quali avevano perso qualcosa nella prima due giorni. Anche in questo caso però la Lidl-Trek è stata impeccabile.

La squadra di Pedersen ha controllato la corsa fin dal primo metro, facendo partire una fuga non pericolosa che non ha mai avuto speranze. In salita si è fatto vedere l’azzurro Lorenzo Fortunato, solo però con l’intendo, andato a buon fine, di raccogliere i punti per la maglia di miglior scalatore (che a questo punto per lo scalatore italiano diventa un vero e proprio obiettivo). Ancora una volta i velocisti si sono staccati, mentre Pedersen è rimasto a ruota dei compagni (risparmiato dal lavoro Ciccone) prima di imporsi ancora una volta con una volata imperiale.

IL GIRO SBARCA IN ITALIA

Dopo l’arrivo della terza tappa dei voli charter hanno riportato la carovana del Giro in Italia, dove si riprenderà da oggi dopo il giorno di riposo di ieri. Per la precisione si riparte dalla Puglia, con tre frazioni in fila che dovrebbero premiare ancora le ruote veloci. Ci sarà meno salita, quindi per Pedersen potrà diventare un po’ più complessa la volata, con uomini come Kaden Groves che vogliono iniziare a farsi vedere.

I fari sono soprattutto puntati sulla settima tappa dove entreranno in gioco gli scalatori e dove ci sarà una prima grande battaglia tra gli uomini di classifica. C’è l’arrivo in salita a Tagliacozzo, salita di 11,9 che arriva a toccare anche punte del 14%. Particolarmente insidiosa anche l’ottava tappa con arrivo a Castelraimondo. Probabilmente dopo le fatiche del giorno prima, il gruppo potrebbe lasciare andare una fuga. Posizionata a metà tappa la salita di Sassotetto, GPM di prima categoria di 13,1 km con punte anche al 14%. Attenzione poi alla chiusura di domenica, con 30 km di sterrato negli ultimi 70. Una piccola Strade Bianche, con l’arrivo iconico in quel di Siena, che potrebbe mettere in difficoltà tanti uomini.

Autore

  • Ciao, sono Jacopo Perugini e sono un ragazzo malato di sport. Per Fuori dal Gioco mi dedico agli sport così detti di nicchia, andando ad analizzare discipline meno seguite ma comunque con tante storie da raccontare e grande fascino; come per esempio ciclismo e sport invernali.

Leggi altro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti