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La fenice araba

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Ciclismo

La fenice araba

Così il grande Luca Gregorio definiva in telecronaca Wout Van Aert dopo uno dei successi più importanti della sua carriera, alla nona tappa del Giro d’Italia. Proprio come una fenice in grado di rinascere dalle proprie ceneri, Van Aert è saputo rinascere, prima al Giro e poi al Tour de France.

MA CHI È WOUT VAN AERT

Per chi non lo conoscesse, Van Aert è un ciclista belga di trent’anni, attualmente in forza al Team Visma-Lease a Bike, la seconda potenza del mondo del ciclismo dopo la UAE Emirates XRG di Tadej Pogacar.

Nel palmares di Wout rientrano senza dubbio i tre mondiali consecutivi di ciclocross (dal 2016 al 2018), i successi nelle classiche del 2020 alla Milano-Sanremo e alle Strade Bianche e ben dodici vittorie di tappa nei grandi giri, tra cui la vittoria della maglia verde nel 2022.

Nonostante un curriculum che parla da sé, il nativo di Herentals si è addossato troppe volte la nomea di “eterno secondo”: tantissimi secondi posti in volata sia nelle classiche che nei grandi giri, argento alle Olimpiadi di Tokyo, doppio argento nelle cronometro mondiali nel 2020 e nel 2021 e altro doppio argento nei mondiali in linea su strada nel 2020 e nel 2023.

LA RINASCITA DI WOUT

Al netto delle tante delusioni, degli infortuni che non sono mancati e di una scorsa stagione dove non ha brillato (per usare un eufemismo), quest’anno Van Aert si è ripreso con gli interessi tutto ciò che il destino gli aveva tolto.

Quest’anno al Giro d’Italia Wout è stato in grado, oltre a guidare al successo il suo compagno di squadra Simon Yates, anche a prendersi la tappa più iconica del Giro, vale a dire la nona.
La nona tappa del Giro d’Italia di quest’anno ha visto un duello a due per la volata finale con arrivo nella suggestiva Piazza del Campo di Siena tra Van Aert e Isaac del Toro, con il corridore della Visma che negli ultimi metri è riuscito a battere il giovane messicano, dando il via alla sua rinascita.

IL SUCCESSO SUGLI CHAMPS-ELYSEES

A distanza di qualche settimana Van Aert partecipa anche al Tour de France, disputando un buon giro e collezionando i “consueti” secondi posti in volata.

Tutto questo fino alla ventunesima tappa, l’ultima di un Tour stradominato dal fenomeno sloveno; anche qui, nella tappa più iconica del Tour (com’era stato per il Giro), con arrivo sugli Champs-Élysées, Van Aert e Pogacar danno vita a una delle tappe più emozionanti degli ultimi anni.

All’ultimo passaggio, a meno di 8km dall’arrivo, sul Cote de la Butte Montmartre Pogacar con la sua solita sgasata prova a fare il vuoto, azione che da un paio di anni a questa parte lo ha sempre visto trionfare. Questa volta però, Pogi, non aveva fatto i conti con un ragazzo belga che rilancia e riesce a fare quello che nessuno negli ultimi tempi era riuscito a fare: staccare Pogacar in salita

Sarà un arrivo in solitaria trionfale per Van Aert che dopo Siena si prende anche Parigi, confermando la sua rinascita.
Avrà vinto sicuramente meno di altri in carriera, ma quando su parla di grandissimi di questo sport, occhio a dimenticarsi di Wout Van Aert.

Autore

  • Sono Andrea, ragazzo di vent’anni appassionato di sport, dal calcio alle freccette. Scrivo per FuoridalGioco da oltre un anno e sono referente della sezione Tennis.

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