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Stulic: colpo di coda o nuova era? Il grande dilemma del Lecce 

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Calcio, Serie A

Stulic: colpo di coda o nuova era? Il grande dilemma del Lecce 

Dal digiuno al riscatto, il serbo si sblocca contro il Pisa e firma la sua redenzione nel momento più importante. Un gol che vale 6 punti. Ci sono momenti nel calcio che valgono più di 3 punti in classifica. Sono quei momenti in cui la pressione accumulata per mesi evapora in un istante, trasformandosi in un grido liberatorio. Per Nikola Stulic, il 12 dicembre 2025, non sarà una data qualunque: è il giorno in cui il ‘gigante serbo’ ha finalmente smesso di essere una scommessa in attesa per diventare una certezza. 

Il risveglio del gigante

Arrivato dalla Charleroi, con il peso di un investimento importante (circa 5 milioni) e l’eredità di 19 reti segnate in Belgio, Nikola Stulic ha vissuto un autunno ai margini della serie A, schiacciato dalla pressione e dalle difficoltà di adattamento al tatticismo del campionato italiano. 

Eppure, come sottolineano le cronache locali, il “vero Stulic” non era sparito, era solo in attesa del momento giusto. Eusebio Di Francesco lo ha aspettato, lo ha protetto e ha continuato a credere in quei 188 centimetri di muscoli, mentre tutti intorno lo criticavano. Alcuni della piazza leccese gli davano già l’etichetta di ‘flop’ e di partente a gennaio. 

Stulic

L’istante della liberazione

Sono bastati 5 minuti di gioco effettivo per cancellare il peso di un macigno che durava da mesi. Al minuto 67’ del match contro il Pisa, il mister fa scendere in campo il serbo al posto di un Francesco Camarda generoso ma poco incisivo, con un punteggio inchiodato sullo 0-0 e un attacco che appariva ancora una volta sterile. E’ bastato un soffio, al minuto 72’, al primo vero pallone giocabile, su assist di Banda, ha segnato la rete decisiva. Il gol serviva a lui stesso soprattutto per avere un po’ di fiducia e, allo stesso tempo, per darne ai tifosi. 

I dati analitici di questa prima parte di stagione, nonostante la mancanza di reti, lo premiano nei duelli fisici: il serbo vince oltre il 70% dei contrasti aerei ingaggiati. E’ un giocatore che accetta la lotta ravvicinata, che fa ‘a sportellate’ con i difensori centrali per aprire varchi agli esterni come Banda e Sottil, trasformandosi nel fulcro offensivo su cui la squadra si appoggia per risalire il campo e innescare gli inserimenti dei compagni. 

Stulic
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I numeri di un attacco in crisi 

Nonostante l’entusiasmo la realtà dei numeri resta cruda. Ad oggi, il Lecce detiene un primato negativo difficile da ignorare: è il peggior attacco del campionato con sole 14 reti segnate in 16 partite. Una media di 0,87 reti a gara, che, storicamente, porta diretta in serie B. 

Proprio per questo la rete di Stulic diventa vitale. Se il Lecce vuole salvarsi ha bisogno che il suo numero 9 non manchi più di carattere e trasformi i duelli vinti in occasioni da rete concrete. Questi tre punti pesano oro: i giallorossi hanno scavato un solco di +6 punti proprio sul Pisa, portandosi in 14esima posizione, all’inseguimento di squadre come l’Atalanta. 

Realtà o illusione? 

Il dilemma resta aperto. Quello contro il Pisa è stato il “colpo di coda” di un giocatore che ha trovato il jolly in una giornata fortunata o è l’alba di una “nuova era” per l’attacco salentino? 

Il Lecce ha ritrovato il suo bomber o ha solo vissuto una notte di gloria? La risposta effettiva arriverà nelle prossime giornate. Di certo dopo aver visto Stulic lottare su ogni pallone e prendersi l’abbraccio della curva, la sensazione è che il ghiaccio si sia finalmente rotto. Ora spetta a lui dimostrare che il gigante non ha solo fame ma ha finalmente imparato a colpire con continuità. 

Autore

  • Ventiquattro anni di passione sportiva e qualche ricordo sbiadito dei primi anni 2000. Cresciuta a pane e competizioni, per FuoriDalGioco mi dedico ai due mondi che seguo con maggior interesse: La Formula 1 e il Calcio. Cerco di raccontarli e analizzarli trasmettendo tutta l’emozione, andando oltre l’apparenza e il risultato finale.

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