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L’esonero di Mourinho dalla Roma, due anni dopo

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L’esonero di Mourinho dalla Roma, due anni dopo

Il 16 gennaio 2024 la Roma esonerava José Mourinho. La fine di una (neanche troppo) breve era, il cui seguito pare che si debba ancora cominciare a scrivere

NOTA DEL CLUB. Ancor oggi, bastano queste tre parole (rigorosamente scritte in maiuscolo) per far accapponare la pelle dei Romanisti. I tifosi giallorossi infatti vi avevano acquisito una triste familiarità nell’annus domini 2024. Tutto inizia esattamente due anni fa, il 16 gennaio, con l’annuncio sui canali ufficiali del club dell’esonero di José Mourinho. Una notizia accolta con un misto di smarrimento (da molti) e di liberazione (da pochi). Otto mesi dopo, le note del club colpiscono De Rossi e due mesi più tardi Juric. Per poi, nel 2025, dare il benvenuto a Gian Piero Gasperini.

Non ho potuto evitare di fare caso a questa ricorrenza e di scriverci sopra. Perché José Mourinho, piaccia o meno, è un pezzo di storia dell’AS Roma. Unico allenatore ad aver portato un trofeo a Trigoria dal 2008, oltre a una finale europea persa per una disgrazia esterna (leggasi Taylor). Il primo, dopo anni, ad aver emanato un’aura da condottiero, da capopopolo, che con la tifoseria capitolina non poteva che andare a nozze. E la cui parentesi romana, quasi per volere del Fato, è casualmente coincisa con la prima stagione di riapertura degli stadi dopo un anno e mezzo di Covid-19 e con la prima edizione della Conference League, a cui la Roma si era fortuitamente qualificata. Se quisque faber fortunae suae, il condottiero portoghese deve aver fatto i giusti sacrifici agli Dei prima di intraprendere questa campagna.

José Mourinho con la Conference League conquistata alla sua prima stagione sulla panchina della Roma nel 2022

Dall’arrivo…

È il pomeriggio del 4 maggio 2021 quando su Sky Sport 24 va in onda la faccia attonita nientemeno che di Gianluca Di Marzio. Persino uno ammanicato come lui rimane sbalordito dinanzi alla notizia annunciata in diretta dalla collega Sara Benci: Mourinho sarà l’allenatore della Roma nella stagione a venire. Una trattativa, al contrario di quanto spesso succede a Roma, tenuta sottotraccia dal dg Tiago Pinto, mentre tutte le redazioni giornalistiche sono impegnate a dare praticamente per certo Sarri o a rincorrere altri nomi.

La reazione sbalordita del “guru” del calciomercato Gianluca Di Marzio (da lui stesso postata sui social) all’annuncio dell’arrivo di Mourinho alla Roma

…All’addio…

1002 giorni. Due stagioni e mezza. Dopo il primo Spalletti, il tecnico rimasto per più tempo sulla panchina della Roma dal 2009 ad oggi. Ad “eguagliarlo”, in questo lasso di tempo, solo Rudi Garcia (941 giorni). Questa volta, la notizia dell’esonero di Mourinho arriva in mattinata. Ha un impatto enorme, come quella di 1002 giorni prima. Ma non si può dire che giunga in maniera ugualmente inaspettata. Da nemmeno 48 ore, la Roma ha perso 3-1 a San Siro contro il Milan. La settimana precedente, è uscita ai quarti di Coppa Italia nel derby, con una prestazione amorfa. Nella prima metà di stagione 2023/24, ha raccolto solo 28 punti in 20 partite di campionato e si è lasciata scappare il primo posto (contro un non irresistibile Slavia Praga) nel girone di Europa League, che sarebbe valso l’accesso diretto agli ottavi.

Eppure, un senso di vuoto prende il sopravvento. Non è facile spiegarsi che quella favola sia “già” finita (“ma come, dobbiamo ancora arrivare in Champions e vendicare l’Europa League…”), che non potesse andare meglio di come è andata, che forse l’effetto Mourinho si era esaurito (“ma se la società lo avesse aiutato di più…“). E poi, in maniera quasi più esistenziale: dopo Mourinho, e se non Mourinho, chi? I ricordi si affollano nella mente. Istantanee di momenti vissuti “insieme” allo Special One. Esperienze che, fino a pochi anni prima, nessuno pensava si potessero realizzare. Il tempo di metabolizzare quanto successo quel giorno è troppo poco per accogliere con la giusta enfasi un altro annuncio, tanto lieto quanto assurdo: il conferimento dell’incarico a Daniele De Rossi. A prescindere dal nome del nuovo tecnico, secondo alcuni quel cambiamento avrebbe “salvato” la Roma dalla melma in cui si era impantanata a livello di gioco e risultati.

…A due anni dall’esonero

Sembra passata un’era geologica. Ma, apparentemente, tutto è cambiato perché nulla cambi. Dopo il portoghese, sulla panchina giallorossa si sono avvicendati quattro allenatori (altra espressione trigger per i tifosi a causa della “omonima” stagione 2004-2005, in cui la squadra ha seriamente rischiato di retrocedere). La Roma naviga sempre nelle stesse acque. Tra quel sesto e quel tanto agognato (ma mai raggiunto) quarto posto che vale la Champions League, divenuta una vera e propria chimera. Negli ultimi otto anni si sono avvicendati cinque direttori sportivi/general manager, nessuno dei quali è riuscito a imprimere una complessiva svolta di qualità alla rosa, nonostante le pur discrete risorse messe a disposizione dai Friedkin.

Lo sfogo di Mourinho nella pancia della Puskas Arena di Budapest contro l’arbitro Taylor, dopo la finale di Europa League persa contro il Siviglia

Prima della nomina di Ranieri a senior advisor del Friedkin Group, è mancata una figura in società in grado di dare manforte all’allenatore in certe situazioni. Tanto per fare degli esempi, il post-Budapest (leggasi ancora Taylor) e gli screzi con il CEO Lina Souloukou. L’attuale ds Massara non ha finora condotto una campagna acquisti in grado di garantire il livello tecnico e l’esperienza necessari a raggiungere il quarto posto. Nonostante i tanti indisponibili in rosa e le lacune da tempo note, la Roma ha disputato ben quattro partite a gennaio senza rinforzi dal mercato invernale (in arrivo solo questa settimana) . E senza voler alimentare il gossip radiofonico, le dichiarazioni di Gasperini post-sconfitta in Coppa Italia contro il Torino ci ricordano che il tecnico di Grugliasco è abituato a fare ben presenti le proprie esigenze alla dirigenza del club che allena.

Il dopo Mou

Insomma, il post-Mourinho deve ancora arrivare. E non è un nuovo allenatore. È un nuovo periodo in cui i tifosi possano sognare. Poco importa dove si arriverà. Conteranno il viaggio, le emozioni che si proveranno vivendolo e l’orgoglio di aver lottato insieme per un obiettivo. Perché una volta saliti sull’aereo, Sarà belissimo, viaggiare insieme…

Autore

  • Romano, 26 anni, in teoria giornalista professionista. Mi piace vivere il calcio dagli spalti, girare stadi e sfruttare l'occasione per conoscere città, Paesi e popoli. Di calcio non capisco nulla eh, preferisco parlare di quello che ci sta attorno...calcio e politica il mio binomio preferito dopo gin e tonic. In Fuori Dal Gioco sono referente per la rubrica “Calcio e politica”.

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