23 Febbraio 2026
Chissà se i rivoltosi francesi, durante l’assalto alla Bastiglia, avessero la percezione di ciò che il loro gesto avrebbe scatenato. Allo stesso modo, non abbiamo idea di cosa riserverà il 2026 ai team, ma una cosa è sicura: sarà una stagione rivoluzionaria per la Formula 1. Nuovo regolamento tecnico, power unit completamente riprogettate, carburanti 100% sostenibili, aerodinamica attiva e nuovi costruttori: la classe regina del motorsport si prepara a una delle trasformazioni più profonde della sua storia recente. Nel paddock l’atmosfera è già rovente come l’asfalto del Bahrain.
Prima ancora che i motori iniziassero a ruggire, la tensione era salita per la cosiddetta “lotta dei motori”: Mercedes e i team clienti sembrano averla spuntata contro le accuse sollevate da Ferrari, Audi, Honda e Red Bull, ma le schermaglie politiche sembrano essere solo all’inizio, insieme alle critiche nei confronti delle nuove vetture da parte dei piloti. In questo contesto, i test invernali e lo shakedown di Barcellona hanno rappresentato il primo vero banco di prova.
Prima di entrare nel dettaglio dei test, bisogna fare un inciso su quello che ci aspetta: il nuovo ciclo regolamentare si fonda su tre pilastri.

Power Unit: più elettrico, meno complessità
Addio MGU-H, grande protagonista dell’era ibrida. La potenza sarà quasi equamente divisa tra il V6 turbo e la parte elettrica, con l’MGU-K che passerà a 350 kW (circa 475 CV). Motori meno complessi, più elettrificati e con una gestione energetica completamente diversa: chi interpreterà meglio questo equilibrio potrà fare la differenza.
Inoltre, i piloti avranno anche a disposizione un boost button che gli permetterà di sfruttare al massimo la potenza combinata tra il motore termico e quello elettrico per un breve periodo. Funzione pensata soprattutto per favorire i sorpassi, anche se i piloti potranno usarla pure per difendersi.
Carburanti 100% sostenibili
Gli e-fuel “drop-in” e i carburanti bio sostituiranno totalmente i combustibili fossili. Cambiano densità energetica e caratteristiche chimiche: i motoristi dovranno ripensare mappature, compressioni e strategie. L’integrazione tra PU e carburante — Ferrari con Shell, Mercedes con Petronas, Aston Martin con Aramco — potrebbe diventare decisiva.
Aerodinamica attiva e overtake mode
Le monoposto peseranno 30 kg in meno, con il ritorno del fondo piatto e saranno più corte e strette. Ma soprattutto saranno dotate di aerodinamica attiva con ali mobili sia al posteriore che all’anteriore. Avremo:
Una soluzione studiata per compensare la nuova gestione dell’energia elettrica e migliorare l’efficienza complessiva.
Inoltre, i piloti avranno anche a disposizione una overtake mode che gli permetterà di sfruttare al massimo la potenza combinata tra il motore termico e quello elettrico per un breve periodo. I piloti potranno attivarla per attaccare nel caso si trovino a meno di un secondo dall’auto di fronte.
In una Montmeló blindata è andato in scena lo shakedown di Barcellona, il luogo individuato dai team per effettuare test privati lontani dai riflettori. È stata una richiesta esplicita delle singole scuderie alla FIA per evitare eventuali figuracce e problemi che avrebbero potuto condizionare il lavoro svolto in fabbrica. L’obiettivo era evitare “spifferi”. Eppure, qualcosa è filtrato. Forse più del previsto.
Mercedes ha impressionato per solidità, potenza e costanza. Bene anche i team clienti McLaren e Alpine.
Ferrari ha portato una vettura “B” per lavorare su motore e bilanciamento. Bene Haas, che ha mostrato buoni riscontri, mentre Cadillac ha pagato l’inesperienza.
Red Bull ha lavorato in modo metodico sull’integrazione della PU Ford, non male VCARB.
Più complicata la situazione di Audi, fermata da problemi al propulsore, e di Aston Martin, arrivata in ritardo e con poco lavoro in pista.
Assente Williams, bloccata dai crash test.
Bahrain Parte 1: Si gioca a nascondino
Nella prima settimana Red Bull ha stupito tutti, tanto da essere indicata da Toto Wolff come possibile favorita. Non manca la replica di Max Verstappen a cui aggiunge anche una pesante critica nei confronti di queste nuove auto, paragonandole a quelle di Formula E.
Proprio la Mercedes , pur senza scoprirsi troppo per evitare ulteriori polemiche sul famoso rapporto di compressione, ha mostrato un grande potenziale con la sua nuova monoposto, dotata di soluzioni aerodinamiche molto interessanti.

Meno chiara la situazione per i campioni in carica della Mclaren. Andrea Stella ha dichiarato di non avere ancora a disposizione tutte le informazioni necessarie sulla PU Mercedes, ma le prime prestazioni si sono dimostrate convincenti.
Molto positivi anche i test per la Ferrari. La scuderia di Maranello ha mostrato di essere sulla stessa lunghezza d’onda delle principali rivali, con un Charles Leclerc in grande spolvero e un ritrovato Lewis Hamilton.
Malissimo Aston Martin. La compagine guidata dal genio di Adrian Newey ha mostrato una monoposto Wow! Aerodinamicamente molto curata, con soluzioni estremamente interessanti e pochissime aperture. Forse proprio questo ha causato non pochi problemi alla PU Honda, che secondo le indiscrezioni emerse sembra non riuscire ad andare oltre i 11.000 giri al minuto, oltre che evidenti lacune nella gestione dell’elettrico. Un problema non da poco per la “verdona” di Stroll, tuttavia nulla di irrisolvibile: siamo ancora all’inizio.
Giornate complicate anche per Audi e Cadillac. Bene gli altri.
Bahrain Parte 2: Ferrari lancia il guanto a Mercedes
La seconda settimana ha delineato un quadro più definito.
Davanti, i quattro top team sembrano molto vicini. La sensazione è che Mercedes abbia almeno tre decimi di margine su tutti gli altri, lo dimostrano anche le dichiarazioni ottimistiche di Kimi e Russell. Tuttavia, ha avuto due rotture al motore che si ritiene siano legate al raffreddamento.
Stupisce Ferrari: in linea di massima sembra la scuderia che ha lavorato meglio, quella che ha accusato meno problemi e forse anche quella che si è nascosta meno. Si è dimostrata solida, aggressiva e creativa, portando sviluppi aerodinamici al diffusore e all’ala posteriore.

La scuderia di Lando Norris resta competitiva ma deve lavorare sulla gestione degli pneumatici e sul peso. Anche Red Bull è solida, anche se forse leggermente dietro rispetto alle tre sopracitate.
Nel centro gruppo spiccano Haas, Williams (che sembra recuperato il tempo perso) e Alpine, tutte costanti e ben organizzate. VCARB ha lavorato più in ottica di raccolta dati.
In coda, Audi paga l’esperienza limitata sui nuovi motori e Cadillac è ancora in fase di rodaggio, va ricordato che è un team completamente nuovo. Delude ancora tantissimo Aston Martin, lontana dalle aspettative iniziali, un bel problema per Alonso e Co. Sembra incredibile, ma Fernando sembra proprio non avere pace con le power unit nipponiche.
Dai test sono emersi alcuni problemi che si spera possano essere risolti il prima possibile.
In qualifica, il timore è che per risparmiare energia in vista del giro lanciato si proceda troppo lentamente nel giro di preparazione, rendendo difficile il corretto riscaldamento delle gomme.

Nell’ultimo giorno di test si è discusso della possibilità di abbassare la potenza del motore elettrico per evitare il clipping sul rettilineo e avere una resa migliore.
Per facilitare i sorpassi si è pensato a un “boost” elettrico temporaneo, tuttavia sembra che il margine sia minimo. C’è seriamente il rischio di vedere dei trenini, in cui i piloti saranno costretti a non guidare al limite per ricaricare al meglio le batterie.
Infine, anche in partenza sembrano esserci delle incognite: si è notato che alcuni team (motorizzati Ferrari) facciano meno fatica rispetto ad altri (motorizzati Mercedes, Audi e Red Bull).
Di carne al fuoco ce n’è tantissima. La sensazione è che, mai come quest’anno, la distanza tra i vari team sia relativa. Molto dipenderà dai diversi tracciati, dall’apporto delle varie benzine, dal funzionamento delle diverse PU, dalla gestione dell’energia e delle gomme, e dagli aggiornamenti che verranno portati per rimescolare le carte.
Prepariamoci, perché siamo davanti a uno dei cambiamenti più importanti della storia della F1. Tra due settimane, a Melbourne, vedremo se tutto ciò che è stato scritto verrà confermato o smentito.
L’imprevedibilità è la parola chiave di questa nuova Formula 1 e non vediamo l’ora che inizi. La Rivoluzione è stata evocata: che Rivoluzione sia!
(Crediti immagine in evidenza: FIA)
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