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Passione e coraggio in campo, intervista a Francesca Falzetta

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Passione e coraggio in campo, intervista a Francesca Falzetta

L’8 marzo non è soltanto una celebrazione, ma un momento di riflessione sul percorso delle donne nella società contemporanea. Anche nello sport dilettantistico, sempre più donne scelgono di mettersi in gioco, affrontando sacrifici e sfide con determinazione. Le loro esperienze raccontano non solo risultati sportivi, ma soprattutto crescita personale, resilienza e voglia di affermarsi senza rinunciare alle proprie passioni. Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Francesca Falzetta, una pallavolista della Luiss Volleyball Team Femminile, che incarna perfettamente questi valori. La sua storia è un esempio di passione, sacrificio ed equilibrio tra allenamento, lavoro e impegni personali, e per questo è la persona ideale per diffondere un messaggio motivazionale.

Quando hai iniziato a giocare a pallavolo e cosa ti ha fatto innamorare di questa disciplina?

Ho iniziato a giocare a pallavolo all’età di 10 anni. Mi ricordo ancora la sensazione di spensieratezza e la serenità con cui entravo in palestra a scaricare tutta la tensione accumulata durante il giorno. Il fatto che fosse uno sport di squadra mi ha fatto sempre sentire a casa in ogni palestra.

Essere una sportiva significa anche conciliare allenamenti, impegni personali e lavoro: quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato nel tuo percorso e come sei riuscita a superarle?

Essere sportiva e lavorare contemporaneamente è la sfida più grande che io abbia mai affrontato. Lavoro in uno Studio legale in cui non esistono orari o giorni di riposo, perciò il fatto di avere un impegno 4 volte a settimana la sera tardi è veramente faticoso. Molto spesso mi capita di arrivare tardi agli allenamenti o di lavorare post allenamento. È impegnativo, ma ne vale la pena.

Francesca Falzetta
Francesca Falzetta

Oggi si parla spesso di parità di genere: secondo la tua esperienza, le donne hanno davvero le stesse opportunità degli uomini nel tuo settore oppure c’è ancora strada da fare?

“Nell’esperienza sportiva che ho nella pallavolo, frequentando un ambiente prettamente femminile, non noto particolari discriminazioni. Certo, a livello economico, la pallavolo dà più possibilità all’ambiente maschile. Nel settore femminile, il rimborso spese è irrisorio a causa soprattutto di carenza di sponsor.

Se dovessi descrivere in poche parole cosa ti ha insegnato lo sport come donna e come persona, cosa diresti?

L’impegno, il coraggio, la determinazione, la forza d’animo e la costanza.”

Guardando alla tua storia personale, quale messaggio vorresti trasmettere alle ragazze e alle donne che sognano di fare carriera nello sport e nel mondo del lavoro senza farsi limitare dagli stereotipi?

“Non mollare mai, credere in se stesse nel momento in cui gli altri non lo fanno. Si può fare tutto nella vita, basta solo gentilezza, coraggio e determinazione. L’unico limite è farci condizionare dall’esterno da qualsiasi persona che possa cercare di spegnerci.

Le storia raccontata dimostra che lo sport può essere uno strumento potente di crescita e benessere, capace di rafforzare il carattere e creare nuove opportunità. L’8 marzo diventa così anche un’occasione per riconoscere il valore delle donne che, con impegno e passione, lottano quotidianamente per raggiungere i loro obiettivi personali. Sempre più donne dimostrano ogni giorno che determinazione e sacrificio possono convivere con studio, lavoro e vita personale.

Il vero traguardo, allora, non è il risultato in sé, ma la consapevolezza di poter lavorare liberamente senza lasciarsi frenare da stereotipi o limiti imposti dall’esterno. E proprio da storie come quella di Francesca nasce il messaggio più forte: continuare a mettersi in gioco, con passione e coraggio, perché ogni sfida affrontata è un passo in più verso la propria libertà e realizzazione.


Autori

  • Fondatore di FuoriDalGioco. Studente di Scienze Giuridiche.
    Gestisco e coordino ogni attività diretta alla pubblicazione di contenuti come articoli e video, insieme alle pubbliche relazioni. Non mi pongo limiti di fronte alla possibilità di crescere e cerco l’avanguardia in ogni ambito. La mia missione è raccontare lo sport nella piena originalità.

  • Sono una calciatrice di Serie C e una laureata in Psicologia. Da oltre un anno scrivo per Fuoridalgioco e da qualche mese sono referente della sezione Calcio. Il calcio stesso è la mia più grande passione e attraverso la scrittura cerco di unirlo ai miei studi, approfondendo il lato mentale ed emotivo, oltre quello tecnico-tattico.

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