17 Aprile 2026
Dopo 3 gare e una pausa forzata a causa del conflitto in Medio-Oriente, abbiamo decisamente capito una cosa: questa nuova Formula 1 ibrida non piace proprio a nessuno, se non a Liberty Media. Il regolamento di quest’anno è nato male, con molte criticità già note in passate colpevolmente sottovalutate, e con il direttore tecnico della FIA Tombazis costretto a correre ai ripari.
E nel mentre in questi giorni la Federazione Internazionale sta discutendo dei cambiamenti da poter attuare per ridare un minimo di credibilità a questo sport, la paura di perdere uno dei suoi più grandi talenti si fa sempre più concreta.
Non ci vuole una laurea in ingegneria per capire che questo regolamento ha fatto emergere delle importanti falle concettuali, e infatti in molti se ne sono accorti subito. Soprattutto dopo il Gran Premio del Giappone, dove l’incidente tra Bearman e Colapinto ha fatto aprire gli occhi anche agli autori questo disastro.
Ciò che è saltato subito all’occhio è stata l’enorme differenza di velocità fra chi utilizza l’overtake mode e chi deve ricaricare la batteria. Se il pilota davanti finisce la carica in un tratto veloce, come un rettilineo o un curvone come la 130R, il delta di velocità con chi dietro sta utilizzando la suddetta modalità per attaccarlo diventa abissale. Nell’incidente fra il pilota inglese e l’argentino si è arrivati a toccare più di 100 km/h di differenza.
Capirete bene il pericolo che costituisce tale situazione, con i piloti totalmente disorientati e costretti quasi a schivare chi gli sta davanti per evitare incidenti del genere.
E poi ovviamente è impossibile non citare lo scempio delle qualifiche. Vedere delle monoposto con più di 1000 cavalli, che dovrebbero costituire il picco massimo di performance per il motorsport, plafonare a metà rettilieno a causa del superclipping è veramente il più grande torto che la FIA e Liberty Media potessero fare agli appassionati di Formula 1. Con i piloti costretti talvolta a fare anche lift and coast per recuperare un briciolo di energia per non perdere troppo nelle curve veloci.
Questo effetto è sostanzialmente causato dall’estremo recupero dell’energia che il moto-generatore l’MGU-K è costretto a fare, togliendo potenza al’ICE(il motore termico). Come se possedeste un’auto plug-in hybrid e la metteste in modalità di ricarica della batteria. Non è francamente accettabile che, nonostante le avvisaglie al simulatore, nessuno in fase di costituzione del regolamento non abbiano pensato subito a trovare una soluzione.
Le problematiche sopra elencate sono solo la punta dell’iceberg di un problema concettuale enorme, ovvero la troppa preponderanza della componente elettrica delle power unit. Nonostante fossero già stati mandati numerosi segnali in precedenza da parte di alcuni addetti ai lavori, la Federazione sembra essersi svegliata solamente adesso.
Il direttore tecnico FIA Tombazis, uno dei “padri” di questo regolamento, ha parlato a lungo delle possibili soluzioni che si potrebbero attuare per ovviare a queste problematiche, e per restituire uno spettacolo meno artificioso.

Nonostante l’ingegnere greco abbia provato anche a minimizzare la gravità della situazione, le soluzioni presentate ai primi colloqui tenutisi negli scorsi giorni appaiono molto drastiche. Secondo The Race infatti, si sta discutendo su 6 aspetti principali:
L’ultimo aspetto sarebbe forse il passaggio più logico, per ridare al motore termico più importanza e per consentire una gestione dell’energia elettrica meno cervellotica. Una soluzione che limiterebbe chiaramente l’effetto superclipping e consentirebbe ai piloti di tornare a spingere in qualifica senza doversi preoccupare di software o di LI-CO. Tale soluzione però richiede tempo, a causa soprattutto dell’affidabilità dei componenti.
Inoltre bisognerebbe effettuare delle modifiche sostanziali in fase di progettazione da parte dei motoristi, e ciò richiederebbe nuovi test al banco e in pista.
Intanto Stefano Domenicali, colui che gestisce attualmente la baracca per conto degli americani, ci tiene, come al solito, a cercare di non farsi voler bene proprio da nessuno.
In un’intervista ad Autosport l’ex Team Principal Ferrari ha dichiarato quanto segue: “Non dimentichiamo che questo regolamento è nato perché i costruttori chiedevano questa direzione per restare nel motorsport. E chi dice che i sorpassi oggi sono artificiali ha la memoria corta: nell’era dei turbo, negli anni ’80, si faceva lift and coast, si avevano velocità diverse e si doveva risparmiare benzina, altrimenti non si arrivava alla fine”.

Nonostante lui stesso su auspica delle modifiche, ci tiene comunque a mandare una frecciata enorme ai piloti e agli appassionati. Non è sicuramente sbagliato ciò che dice, dimentica però che all’epoca c’erano regolamenti diversi e, soprattutto, un’evoluzione tecnologica diversa. Paragonare in questo modo due epoche con 40 anni di differenza a livello di progresso tecnologico è oggettivamente scorretto.
Anche perché negli anni 80, se non si gestivano le varie componenti si rischiava di non finirle nemmeno le gare…
Forse sarebbe ora di rimboccarsi le maniche ed essere meno accecato dal business, dato che questo regolamento è stato voluto quasi solo per far entrare Audi, e viste anche le enormi prese in giro da parte degli admin dei social delle varie categorie del motosport in tutto il mondo.
Ma forse, ciò che sta facendo davvero preoccupare i vertici della Formula 1 è l’insofferenza e la frustrazione di Max Verstappen.
Non è un segreto che a SuperMax questi regolamenti non piacciano per nulla, e le sue dichiarazioni a Suzuka hanno fatto davvero preoccupare tutti. Il campione olandese appare sempre più scuro in volto, e ancor più orientato a sperimentare altre tipologie di vetture, come le GT3 su cui ha già corso, ottenendo subito ottimi risultati . Tra l’altro egli possiede già un suo team che corre nel GT World Challenge, che da la possibilità ai sim driver, come Chris Lulham, di potersi cimentare con auto e gare reali.

Certo, vedere Max a Le Mans sarebbe gioia per gli occhi, ma fa malissimo constatare che uno dei più grandi talenti della storia Formula 1, oltre che uno dei personaggi più veri e schietti nel paddock, non si diverte più nel fare ciò che ha sempre sognato di fare sin da ragazzino. E nemmeno il clima in Red Bull aiuta, dato il momento di forte crisi che il team anglo-austriaco sta affrontando, culminato con l’addio del mitico Gianpiero Lambiase.
Lo storico ingegnere di pista di Max si accaserà in Mclaren nel 2028, rompendo una delle coppie pilota-ingegnere più iconiche degli ultimi anni. E pare che il suo addio sia stato consigliato dalla stessa famiglia Verstappen.
Cosa ne sarà dell’immediato futuro della massima categoria del motorsport nessuno può dirlo con certezza al momento, bisognerà solo aspettare le prossime riunioni fra i vertici FIA per capire si si avrà davvero ancora voglia di salvare la faccia.
Tra le varie congetture fatte si è persino parlato di un ritorno ai motori V8 aspirati con benzine ecosostenibili a partire dal 2031. Per quanto sia una soluzione meravigliosa, grazie anche al sound iconico di questi motori, è davvero difficile pensare che si possa tornare al termico puro.
Quel di cui si può essere certi è che delle modifiche verranno fatte, bisogna solo capire come e quando. Intanto il mantra è solo uno: “Salvate la Formula 1!”
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