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23 ottobre 1920: quando si tornò a giocare dopo la guerra

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Back to the past –

23 ottobre 1920: quando si tornò a giocare dopo la guerra

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta del calcio inglese. Abbiamo parlato degli Oasis, del loro legame con lo sport che amiamo; abbiamo parlato del Casual e degli Hooligans, di come un modo di vestire abbia inciso su una tifoseria. Oggi, invece, la nostra macchina del tempo ci porta un pochino più indietro. 23 ottobre 1920, si disputa il British Home Championship e ad aprire il torneo sono Inghilterra e Irlanda.

Ma qual è la storia di questo trofeo? Perché nasce? Perché proprio questa partita? Seguitemi in questa nuova avventura d’oltre Manica.

Gli anni del primo dopoguerra in Inghilterra

Ho sempre pensato che un po’ di storia non faccia mai male. Per parlare di questa partita, specialmente, dobbiamo andare a conoscere il contesto storico in cui ci troviamo.

Il primo dopoguerra in Gran Bretagna è stato un periodo di transizione. Nell’isola d’oltre Manica si perse il primato economico e imperiale a favore degli Stati Uniti. L’Inghilterra è caratterizzata da politiche di austerità e forti tensioni sociali, anche se, tutto ciò, non fece crollare la stabilità democratica del paese (a differenza di altri stati). Una delle prime azioni compiute fu la difesa della moneta. Per difendere il valore e la forza della sterlina, i governi (guidati prevalentemente dai conservatori tra il 1918 e il 1929) adottarono severe misure di contenimento della spesa. Questo fece aumentare la disoccupazione, andando a creare disordini sociali (e vedremo come sarà un aspetto importante anche dopo).

I partiti conservatori dovettero far fronte anche alla crescita esponenziale di quelli laburisti, che arrivarono a formare il loro primo e breve governo nel 1924 sotto la guida di Ramsay MacDonald. 

Sono anche anni di traguardi importanti, però: nel 1918 viene ampliato il diritto di voto anche alle donne (in Italia dovremmo aspettare il ’46).

Sono anni importanti, che porteranno poi alla preparazione per la Seconda Guerra Mondiale, ma dove sicuramente non perde il suo ruolo fondamentale lo sport, specialmente il calcio.

La nascita del British Home Championship

Il “Torneo Interbritannico”, così lo chiamiamo all’italiana, nacque nel 1884. Già dai primi anni 80 del XIX secolo, il calcio stava diventando sempre di più centrale nei paesi del Fish and Chips. D’altro canto se oggi noi ne siamo così malati, un po’ lo dobbiamo anche a loro.

Il problema principale risiedeva nel fatto che tutte e quattro le federazioni (Inghilterra, Scozia, Irlanda del Nord e Galles) avevano regole diverse in ambito calcistico, e quando si andavano ad affrontare nelle amichevoli c’era sempre il dubbio su quali utilizzare.

Per risolvere questo problema, i rappresentanti delle quattro federazioni si incontrarono a Manchester nel 1882, per cercare di trovare delle regole univoche che potessero essere adottate in tutte le partite. Nacque così l’International Football Association Board, che diede luce al primo regolamento ufficiale del gioco del calcio.

Avendo finalmente un regolamento, si poteva dar vita a delle competizioni ufficiali. Basta con le amichevoli, nacque il British Home Championship, un torneo ufficiale dove Inghilterra, Scozia, Galles e IdN potevano sfidarsi.

Il torneo cominciò ad avere cadenza stagionale dal 1884, proprio in quell’anno la Scozia fu la prima vincitrice per 5-0 contro l’Irlanda. Era l’inizio di un torneo destinato a restare nella storia del calcio britannico.

British Home Championship
Uno dei pochi reperti di quegli anni

L’edizione del 1920 del British Home Championship

Il British Home Championship del 1920 ha un gusto particolare. Non solo perché è la 33esima edizione del torneo, ma perché è la prima manifestazione ufficiale dopo la Prima Guerra Mondiale. In realtà dobbiamo fare una piccola precisazione. Il torneo torna già a giocarsi tra l’autunno e la primavera del 1919-1920, ma, in quel periodo, si stanno ancora concretizzando i trattati di Versailles e quindi la pace ufficiale dopo la Grande Guerra. Proprio per questo, l’edizione del 1920 è la prima che viene giocata in tempi di pace effettiva.

Ciò da cui comprendiamo l’importanza di questa edizione, ma del torneo in generale, ce la lascia intendere il fatto che tutte le partite siano documentate dagli archivi della Football Association, dal portale storico England Football Online e dal database statistico RSSSF. Praticamente potremmo prendere una sedia e sederci in tribuna a vedere le partite.

Detto ciò, torniamo a noi. Quindi sì, 1920, prima edizione post guerra. Allora, dopo 5 anni tornare a giocare a calcio sembrava un traguardo importantissimo, un modo per dare alla gente un po’ di leggerezza dopo tutto quello che si era vissuto. Pur essendo la prima apparizione, nessuna delle quattro federazioni vuole lasciare indietro punti. Anzi, vincere questo torneo significa restare nella storia.

È ovvio pensare che l’Inghilterra fosse la favorita, insieme alla Scozia che aveva vinto il torneo 16 volte (14 da sola, 2 condivise con la nazionale dei tre leoni).

Diamo qualche piccolo dettaglio su come si svolgeva il torneo: la formula prevedeva un girone all’italiana in cui le quattro nazioni si affrontavano una volta sola. A quell’epoca la vittoria assegnava 2 punti, il pareggio 1 e la sconfitta 0, e non veniva ancora utilizzata la differenza reti per risolvere eventuali situazioni di parità in classifica.

A questo punto siamo pronti per vedere cosa ci ha riservato Inghilterra-Irlanda, nel particolare, e tutto il torneo.

Inghilterra-Irlanda: la partita d’apertura

È il 23 ottobre del 1920. Stadio Roker Park di Sunderland, nel distretto di Monkwearmouth. Sono passati 5 anni e 22 mila persone sono pronte a vedere la prima partita di calcio post-guerra tra Inghilterra e Irlanda. Tocca proprio a loro due aprire le danze a questa edizione del torneo.

Da quello che emerge leggendo il racconto della partita sull’England Football Online, l’Inghilterra dominò sul piano del gioco gli avversari, andando vicino al gol svariate volte. L’Irlanda, invece, sembrava essere nettamente inferiore e la nazionale con meno possibilità di vittoria finale.

Al 10° minuto ci pensa la mezzala del Burnley Bob Kelly a modificare i numeri della partita, finalizzando al meglio un pregevole assist proveniente dall’esterno Sam Chedgzoy. Questo, però, non fu l’unico gol della partita, perché se l’Inghilterra deve aprire il torneo, lo deve fare bene.

Ad avvio di secondo tempo, quello che era all’ora il centroavanti dell’Aston Villa Billy Walker sigla il raddoppio. Walker, oltre a mettere fine alla discussione sulla vittoria inglese finale, segna anche il suo primo gol in nazionale alla prima presenza, una giornata non da poco per lui il 23 ottobre.

Un altro dato interessante riguarda giocatori storici come Mew, Downs e Bullock. Ovviamente noi non li conosciamo, ma probabilmente questo è anche dovuto dal fatto che collezionarono proprio in questa partita la loro prima e unica presenza con la nazionale inglese. Come si dice in Inghilterra: “only cap“.

Supremazia totale della nazionale dei Tre Leoni in quella partita, ancora inconsapevole di ciò che sarebbe successo più avanti nel torneo.

Vista dall’alto dello stadio

La prosecuzione del torneo

Dopo il buon avvio con l’Irlanda, molti cominciarono a pensare che l’Inghilterra sarebbe stata la vincitrice di questa edizione del British Home Championship. In effetti pensateci: avevano vinto la Grande Guerra insieme alle nazioni dell’Intesa, avevano bisogno di affermarsi anche nel calcio.

Eppure il destino a volte è beffardo. Non solo l’Inghilterra non vinse quell’edizione, ma la vittoria con l’Irlanda fu anche l’unica di tutto il torneo. I britannici, infatti, il 14 marzo 1921 pareggiarono 0-0 in casa del Galles al Ninian Park di Cardiff. Successivamente il 9 Aprile ad Hampden Park, Glasgow, misero ufficialmente una pietra sopra alla possibile vittoria perdendo 3-0 davanti a 85 mila persone.

Ma chi vinse la 33esima edizione? Tolta l’Inghilterra ce ne restano tre. L’Irlanda, dopo la sconfitta all’esordio chiuse il torneo a 0 vittorie e un solo gol fatto (diciamo non il miglior torneo per loro). Al 3° posto, a pari merito con gli inglesi, troviamo il Galles con una vittoria, un pareggio e una sconfitta. La sconfitta è ovviamente arrivata con la nazionale che chiuse il torneo con 3 vittorie nettissime: la Scozia.

La squadra scozzese del 1920/1921

Un vago ricordo

È vero, questo non fu un torneo memorabile per l’Inghilterra. Eppure per alcuni giocatori fu il palcoscenico per mostrarsi alle squadre del tempo. Vi avevo detto di tenere a mente l’importanza di aver difeso la sterlina, perché il vizio di spendere per gli inglesi c’è sempre stato. I due marcatori del match contro l’Irlanda continuarono a fare la storia, in positivo questa volta. Kelly lasciò il Burnley per il Sunderland nel 1925 stabilendo il record per il trasferimento di un calciatore, all’epoca, fissato a £ 6.550. Walker rimase invece con i Villans per tutta la sua carriera e mise a segno in totale 244 reti in tutte le competizioni, diventando il cannoniere principe della compagine di Birmingham. Pur essendo negli anni ’20, non è roba da poco.

Se invece pensate che il British Home Championship abbia avuto una vita breve, mi duole dirvi che vi sbagliate. L’ultima edizione del torneo è stata disputata nel 1981, quando il torneo fu interrotto (la prima volta per fatti esterni alle due guerre).

Pensate che il torneo era così importante che nel 1950 fu utilizzato come metodo di qualificazione ai mondiali. Sicuramente molti di noi non conoscevano questa competizione, ma nel Regno Unito è stata un’istituzione per praticamente un secolo.

Alla fine, però, a prendersi il primo posto con il maggior numero di vittorie è stata l’Inghilterra con 54 piazzamenti sul gradino più alto del podio. Segue la Scozia con 41 vittorie e poi, molto distanti, Galles e Irlanda con rispettivamente 12 e 8 vittorie.

Autore

  • Cari lettori e care lettrici, io sono Gabriele Brunetti, ho 21 anni e vengo da Roma. Sono autore e referente della sezione Calcio di Fuori Dal Gioco. Mi piace raccontare le storie dello sport, soprattutto quelle passate, ma non vi preoccupate perché adoro anche discutere di attualità. Spero che i miei articoli, e quelli dei miei colleghi, vi piacciano!

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