22 Settembre 2025
Un inizio di stagione innegabilmente complicato quello di Santiago Giménez, ancorato a zero gol dopo le prime quattro giornate di campionato. Nonostante una corposa produzione offensiva corale, il messicano non è ancora riuscito a lasciare il segno, mostrando più di qualche difficoltà in fase di finalizzazione. Diversi gli errori sotto porta, soprattutto nelle ultime due uscite contro Bologna e Udinese, sintomatici di una condizione di scarsa lucidità mentale.
Se nessun appunto gli può essere mosso in quanto a partecipazione alla manovra e spirito di sacrificio, l’impressione è che la voglia di riscatto abbia in parte ceduto il passo alla paura di sbagliare. Anche nella roboante vittoria rossonera (3-0) maturata al Bluenergy Stadium di Udine, Gimenez ha lasciato il campo dopo una prova sicuramente generosa, ma appena sufficiente per un calciatore chiamato a reggere il peso dell’attacco rossonero. L’unico sussulto del match del messicano è arrivato al 19′, quando, lanciato a tu per tu con Sava da un grande filtrante di Estupinan, ha centrato in pieno l’estremo difensore.

Una condizione di forma che sembra collegabile agli strascichi lasciati dagli insistenti rumors che hanno segnato le ultime ore di calciomercato estivo. A pochi minuti da Lecce-Milan, infatti, il D.S. Tare aveva di fatto ammesso l’intenzione di cedere il proprio attaccante titolare. Una revoca di fiducia brusca, improvvisa, che ha senz’altro contribuito a scardinare le consapevolezze del Bebote.
Ci ha provato – e ci sta tuttora provando – Massimiliano Allegri a rinfrancare lo spirito di Giménez, schierandolo al centro dell’attacco (con Pulisic a supporto) in tutte le uscite stagionali. Una scelta facilitata in parte dall’assenza forzata di Leao, fermo ai box per un infortunio al polpaccio rivelatosi più serio del previsto.
A stemperare il malumore attorno a Gimenez ha contribuito anche Youssuf Fofana, ai microfoni del post partita di Udine. Il centrocampista, a segno per la prima volta in questo campionato, ha affermato: «Gli attaccanti hanno bisogno di fare tanti gol. Il gol è come il ketchup, quando arriva il primo gli altri seguono». Un’immagine dai contorni sicuramente singolari, ma che ben rende il concetto sulla necessità di “sbloccarsi” dell’attaccante.
A insidiare la titolarità di Gimenez, però, potrebbe essere Christopher Nkunku. L’ex Chelsea, momentaneamente relegato al ruolo di riserva del messicano, nella manciata di minuti collezionata finora ha mostrato tanti spunti interessanti. Il francese è apparso tarantolato nei dieci minuti disputati da subentrato contro il Bologna, seminando scompiglio nella difesa avversaria e procurandosi un rigore, poi revocato al VAR tra mille polemiche. In poche parole, se Allegri dovesse decidere di modificare qualcosa, la prossima maglia per un posto da titolare in attacco sarebbe già assegnata.
Insomma, Gimenéz è consapevole che il tempo a sua disposizione sta per terminare, che altre prestazioni descrivibili con un “è mancato solo il gol” potrebbero essere nient’altro che una magra consolazione, insufficiente a consolidare la maglia da titolare difesa finora. E se è vero che per giudicare gli attaccanti qualcuno consiglia di pesare i gol prim’ancora che contarli, la prossima sfida contro il Napoli, a San Siro, potrebbe essere il palcoscenico ideale per rilanciarsi e, in ottica collettiva, accendere subito un testa a testa per i vertici della classifica.
Commenti