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Punto NBA: Le chiavi della rinascita dei Detroit Pistons

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Basket –

Punto NBA: Le chiavi della rinascita dei Detroit Pistons

Dalle stalle alle quasi stelle; la stagione dei Detroit Pistons è fin qua un autentico successo targato coach J. B. Bickerstaff. Negli ultimi sedici anni le partecipazioni alla post season sono state solamente due (con altrettante uscite al primo turno per 4-0) e nella scorsa stagione le vittorie sono state appena 14. Credo sia sufficiente per definire “capolavoro” il percorso dei Pistons in questa stagione. Ma quali sono i segreti di questa rinascita?

CUNNINGHAM E NON SOLO, I PISTONS VOLANO GRAZIE AL TEAMWORK

Se la stella indiscussa della franchigia del Michigan è Cade Cunningham (oltre 25 punti di media stagionali) il contorno e la cosiddetta “classe operaia” è un elemento altrettanto importante per la squadra di coach Bickerstaff. In questo notevole salto di qualità rispetto al passato ci sono però le importanti firme di giocatori d’esperienza come Tobias Harris, Tim Hardaway Jr e Malik Beasley, giocatori da “three and def” (difesa e tiro da tre punti) per eccellenza.

A questa esperienza si aggiunge la gioventù e la classe dei giovani pescati dai Pistons al draft degli ultimi anni: Jalen Duren, Jaden Ivey e Ausar Thompson. Le stagioni di Detroit in questi anni sono state al limite del ridicolo, ma il buon lavoro svolto nelle scelte al draft sta permettendo alla franchigia di Tom Gores di ripartire con notevoli ambizioni.

Tra questi giovani promettenti, se Jaden Ivey è a tutti gli effetti il secondo violino della squadra, l’importanza di Jalen Duren nel quintetto di coach Bickerstaff è incomparabile: la su stazza (2,08 m) permette di avere una difesa dell’area tra le migliori di tutta l’NBA (oltre 10 rimbalzi e 1 stoppata di media a partita).

Oltre alla difesa, Duren non fa mancare il suo apporto anche nella metà campo offensiva; il centro proveniente da Montverde Academy è infatti il maggior portatore di blocchi della squadra per Cade Cunnigham, pronto poi a recuperare un eventuale rimbalzo offensivo per trasformarlo in tap-in vincente.

UN ROLE-PLAYER DA PESCARA

All’interno delle rotazioni di questi ritrovati Detroit Pistons c’è anche un tocco di azzurro: si tratta di Simone Fontecchio, ala classe ’95 alla seconda stagione nel Michigan.

Arrivato in NBA nel 2022 dopo la chiamata degli Utah Jazz, Fontecchio ha saputo aspettare e ritagliarsi il suo spazio nel basket oltreoceano; dopo l’ottima scorsa stagione con più di 24 minuti di media e oltre la doppia cifra di media realizzativa, in questa stagione il minutaggio di Simone si è notevolmente abbassato. Il cestista italiano viaggia comunque a sei punti di media a partita e in campo si rivela un elemento prezioso per Cunningham e compagni. A lui è spesso affidato il compito di difendere sul miglior realizzatore avversario (difesa che non finisce nelle statistiche ma di ugual importanza per i suoi).

Fontecchio ha saputo adattarsi a questo nuovo ruolo ed è a tutti gli effetti un fattore che sta contribuendo a questa rinascita dei tre volte campioni NBA.

Detroit Pistons
Simone Fontecchio, X Detroit Pistons

DOVE SI PUÒ ARRIVARE?

Non è facile prevedere quale possa essere il futuro per i Detroit Pistons nella post-season; quel che è certo è che già un pass diretto per i playoff (senza passare per i play-in) sarebbe un grandissimo traguardo.

Cosa potrebbe mancare ad una squadra come Detroit in una serie di playoff? Sicuramente un po’ d’esperienza, dato che le stelle di questa squadra sarebbero alla prima partecipazione in carriera nella post-season.

D’altro canto, una concorrenza decisamente meno agguerrita rispetto alla western conference e una testa libera da pressioni, dato che l’obiettivo di questa stagione non è sicuramente quello di vincere l’anello, possono permettere ai ragazzi di coach Bickerstaff di sognare. Durante quest’annata i Pistons hanno dimostrato di giocarsela con tutti e, in una serie al meglio delle sette partite, Cunningham e i ragazzi terribili (i futuri “bad boys”?) possono dire la loro.

Autore

  • Sono Andrea, ragazzo di vent’anni appassionato di sport, dal calcio alle freccette. Scrivo per FuoridalGioco da oltre un anno e sono referente della sezione Tennis.

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