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8 Marzo, la forza delle atlete – Intervista a Sara Madera

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Basket, Interviste

8 Marzo, la forza delle atlete – Intervista a Sara Madera

C’è chi scopre lo sport per gioco e chi, invece, se ne innamora al primo palleggio. Per lei, il basket è sempre stato questo: un colpo di fulmine, nato a soli 6 anni e cresciuto nel tempo tra allenamenti, sacrifici e momenti condivisi con le sue compagne di squadra. In occasione della Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo Sara Madera ci racconta il suo percorso, le difficoltà incontrate e le lezioni che lo sport le ha insegnato. E i suoi racconti ci ricordano quanto lo sport possa essere uno spazio di libertà, autodeterminazione e condivisione. Capace di rafforzare la fiducia in sé stesse e contribuire a una cultura sempre più inclusiva.

Tra allenamenti, studio e vita quotidiana, il cammino di Sara continua con la stessa passione con cui è iniziato. Tra sogni, sacrifici e vittorie quotidiane, la sua esperienza dimostra che lo sport non forma solo atlete, ma persone più forti e consapevoli. Un messaggio importante per l’8 Marzo e per tutte le ragazze che vogliono inseguire i propri sogni nello sport e nella vita, senza paura di superare limiti e stereotipi.

Amore a prima vista

Quando hai iniziato a giocare a basket e cosa ti ha fatto innamorare di questa disciplina?

“Ho iniziato a giocare a basket all’età di 6 anni, ed é stato subito amore a prima vista. La cosa che mi è rimasta più impressa è stata come uno sport così completo, e per certi versi complesso, possa diventare così facile se condiviso con le proprie compagne di squadra. Quindi, senza ombra di dubbio, il fatto che sia una disciplina di squadra e che tutti lottino per un unico obiettivo”.

Essere un’atleta significa anche conciliare allenamenti, impegni personali e lavoro: quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato nel tuo percorso a riguardo e come sei riuscita a superarle?

“Fin da subito sono stata abituata a conciliare i vari impegni, soprattutto all’inizio non è stato facile. Ma, grazie all’aiuto dei miei genitori, sono riuscita sempre a portare avanti di pari passo le varie attività. Con il tempo tutto è diventato più semplice e, per certi versi, un’abitudine. Quando ero più piccola, la più grande difficoltà è stata quella di non avere molto tempo libero, al contrario dei miei coetanei. Ma, con un po’ di impegno e strategie scolastiche, mi concedevo uno stacco dalla quotidianità per passare del tempo con gli amici”.

Donne e sport: a che punto siamo con la parità?

Oggi si parla spesso di parità di genere: secondo la tua esperienza, le donne hanno davvero le stesse opportunità degli uomini oppure c’è ancora strada da fare?

“Che se ne parli è già un punto di partenza, ma il lavoro da fare per raggiungere la parità di genere, a mio avviso, è ancora lungo. Ci sono stati, negli ultimi anni dei miglioramenti, con la copertura mediatica in aumento e gli investimenti che piano piano stanno crescendo sempre di più. Ma il divario economico é ancora enorme. Ad esempio, per quanto riguarda gli investimenti sulle infrastrutture. Ma qualcosa, piano piano, si sta muovendo sempre di più”.

Le lezioni dello sport

Se dovessi descrivere, in poche parole, cosa ti ha insegnato lo sport come donna e come persona, cosa diresti?

“Lo sport mi ha insegnato a non mollare mai: ci sono e ci saranno momenti negativi, ma la forza sta nel non abbassare mai la testa e continuare, più forte di prima, a lavorare. Perché il miglioramento avviene attraverso la dedizione e il lavoro quotidiano. Mi ha insegnato, inoltre, a fidarmi delle compagne e soprattutto di me stessa, prendendo decisioni importanti sia dentro che fuori dal campo”.

Oltre gli stereotipi

Guardando alla tua storia personale e in occasione dell’8 Marzo, quale messaggio vorresti trasmettere alle ragazze e alle donne, che sognano di fare carriera nello sport senza farsi limitare dagli stereotipi?

“Il messaggio che vorrei trasmettere è quello di non mollare mai e soprattutto di non smettere mai di sognare. Può sembrare una frase scontata, ma così non è. La strada per raggiungere gli obiettivi é sempre lunga e tortuosa, ci saranno successi e fallimenti durante il percorso. Ma questi ultimi non definiscono chi sei, piuttosto quanto stai provando per raggiungere la meta. La forza di ognuno di noi deve essere quello di cadere nove volte e rialzarsi dieci, nello sport come nella vita. Non limitatevi agli stereotipi. Siate voi stessi. A testa alta, sempre”.

Tra allenamenti, studio e vita quotidiana, il cammino di Sara Madera continua con la stessa passione con cui è iniziato. La sua esperienza racconta che lo sport non è solo competizione, ma anche crescita, fiducia e consapevolezza. Un percorso fatto di impegno quotidiano, cadute e ripartenze, che diventa un esempio concreto per tutte le ragazze che vogliono inseguire i propri sogni senza lasciarsi fermare da limiti o stereotipi.

In fondo, è proprio questo il valore più grande dello sport: insegnare a credere nella propria forza, a combatter senza avere paura di mettersi in gioco. Perché ogni allenamento, ogni sacrificio e ogni traguardo raggiunto rappresentano un passo avanti nello sport, ma anche nella crescita personale di chi sceglie di provarci, ogni giorno.

Autore

  • Carmen Apadula

    Classe 2005, nata tra i templi di Paestum ma con origini statunitensi. Esperta di sport americani, faccio parte di Fuori dal Gioco dal marzo 2025 e sono caporedattrice di NBAPassion.com dal novembre 2022. Scrivo perché non so farne a meno. Ironia inclusa.

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