27 Aprile 2026
Mentre Alex Marquez festeggia la sua quarta vittoria in MotoGP, e Marco Bezzecchi si conferma sempre di più nel suo prime, in casa Ducati Lenovo è tempo di grosse riflessioni. Un inizio di stagione così negativo non si vedeva da parecchi anni, con podio e vittoria in gara lunga che mancano addirittura dal Gran Premio del Giappone dello scorso anno, lo stesso che aveva visto il trionfale ritorno di Marquez.
Solo un momento negativo dopo anni di dominio? Più attenzione rivolta ai nuovi regolamenti ? O c’è qualcosa di più ? Proviamo a capire quali siano i fattori dietro questa inaspettata debacle.
Forse il buon Andrea Dovizioso ci aveva visto lungo sulle condizioni di Marc Marquez.
In un’intervista rilasciata di recente a Moto.it, il campione del mondo 2004 nella 125 aveva dichiarato che, secondo lui, le condizioni fisiche del pilota di Cervera sono ben più gravi di ciò che si possa pensare:
“La sua situazione secondo me è molto più grave di quello che sembra. L’anno scorso è riuscito a vincere un campionato sicuramente non al suo 100%, è ben lontano. E forse con la caduta in Indonesia ha incrementato ancora di più questo limite al braccio, che non credo sia possibile mettere a posto”

Vedendo i risultati recenti, con Marc che fa fatica anche in piste dove lui è sempre andato molto forte come Austin, la sensazione è che forse il Dovi abbia ragione. Il dominio del 2025 potrebbe esser stato favorito soprattutto dalla condizione per la quale la Ducati era ancora molto superiore alla concorrenza, e che non ci sia mai stato realmente un avversario capace di impensierirlo.
E anche qui a Jerez era evidente che non avesse il passo per impensierire il fratello Alex e Bezzecchi, e che la pole e la vittoria della sprint siano arrivate grazie principalmente alla pioggia che ha imperversato nel sabato andaluso.
Il 2026 per il 9 volte campione del mondo si quindi fa sempre più in salita, con la vetta della classifica che ora dista ben 44 punti. Mai ovviamente dare per vinto un combattente come Marquez, ma se vorrà davvero impensierire il Bez e l’Aprilia dovrà spingere ancor più al limite di quanto già non abbia fatto durante la sua funambolica carriera.
Al venerdì di Jerez, Fabio Di Giannantonio, attualmente la miglior Ducati nella classifica mondiale, ha sollevato una questione interessante riguardante lo sviluppo della moto di Borgo Panigale.
Secondo Diggia infatti, la Ducati ha sempre più la tendenza a seguire Marquez nello sviluppo, sacrificando però la gestione della gomma posteriore e il feeling dei piloti sull’anteriore. Qualcuno potrebbe dire che il pilota romano provi semplicemente a mettere le mani avanti, ma i problemi che ha denunciato non sono campati in aria dall’oggi al domani.

Pecco Bagnaia infatti, denuncia gli stessi problemi da circa un anno a questa parte, soprattutto sul feeling all’anteriore. E proprio questa mancanza di feeling influisce su quello che è sempre stato un punto di forza delle moto rosse, ovvero la staccata. Inoltre il due volte campione del mondo sta soffrendo terribilmente anche il degrado della gomma, guardare la seconda parte di gara ad Austin, a conferma della tesi del suo compagno di marca.
Non possiamo chiaramente sapere se la tesi di Diggia sia reale al 100%, ma se un pilota arriva ad esprimersi in maniera così schietta sulla casa per cui corre, e per cui è anche pilota ufficiale, allora è evidente che qualcosa che non stia funzionando. Anche perché il bilancio della GP26 è imbarazzante se confrontato con le sue predecessore, una delle quali ha vinto a Jerez, un giardino di casa di Ducati dal 2021 ad oggi.
Tra l’altro è abbastanza ironico pensare a ciò che successe in Honda per seguire proprio le linee guida di Marc. Non sarà questo il caso, ma è impossibile non fare dei parallelismi.
E infine non possiamo ignorare lo step enorme fatto da Aprilia.
La casa di Noale fa davvero sul serio. Anche se a Jerez non è arrivata la vittoria, Bezzecchi ha ottenuto un secondo posto che vale oro, e tutte e 4 le moto venete sono arrivate in Top 6, contando ovviamente anche le due guidate da Ogura e Fernandez del team Trackhouse. Il tutto in una delle piste forse più ostili alle caratteristiche di Aprilia, e che da al team capitanato da Massimo Rivola un’iniezione di fiducia ancora più grossa in vista della lotta al titolo.

Come è apparso già da inizio anno, il divario tecnico con Ducati sembra essersi totalmente assottigliato. In fatto a gestione gomma in particolare, le moto venete non hanno rivali, e tutti i piloti esprimono feedback molto positivi. Merito di un gran lavoro di sviluppo portato avanti dai direttori tecnici Romano Albesiano e Fabiano Starlacchini, che ha preso il posto del primo a fine 2024.
La presenza di un competitor serio per la Ducati è ciò che negli ultimi anni è sempre mancato, e ora che c’è non sembra per nulla essere un fuoco di paglia. Se contiamo inoltre una coppia di piloti di prim’ordine come un sempre più maturo Bez e un ritrovato Martin il risultato vien da sè.
Difficile pronosticare ciò che accadrà con certezza nell’immediato futuro.
Per Ducati potrebbe anche semplicemente trattarsi di un momento di naturale transizione al 2027, dove cambierà tutto a livello di motori ed elettronica. Ma quel che è certo è che per il team rosso ha un estremo bisogno di invertire la tendenza, anche per scacciare via le voci che vedrebbero un Marquez ritirato a fine anno e uno sconsolato Bagnaia proprio verso Aprilia.
Già i prossimi appuntamenti a Le Mans, a Barcellona e al Mugello, piste storicamente amiche della moto bolognese, potrebbero darci delle risposte definitive per il prosieguo della stagione.
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