10 Settembre 2026
Si è giunti alla resa dei conti dell’ultimo Slam stagionale e, anche questa volta, le sorprese non sono mancate. Il tanto atteso ritorno in campo di Carlitos Alcaraz è stato convincente, rumoroso, ma il numero uno spagnolo si è dovuto arrendere ai quarti di finale a Ben Shelton che ora se la vedrà con l’amico Frances Tiafoe per una semifinale di questo US Open tutta a stelle e strisce. Dall’altra parte il numero uno del tabellone Alexander Zverev sfida Khachanov con il tedesco avanti per 6-3 nei testa a testa.
Sarà una prima volta per tutti qui a New York; tra i quattro tennisti rimasti in corsa infatti solo Zverev ha già provato la sensazione di essere campione Slam, seppur non qui a Flushing Meadows.
Se Sasha Zverev vuole riconfermarsi campione Slam dopo il successo di Parigi, l’assenza di Sinner, l’uscita di Alcaraz e un tabellone apertissimo offrono a tutti un’occasione d’oro per fare il grande colpo.
Da una parte la sfida tutta statunitense tra Tiafoe e Shelton, due che per arrivare a questa semifinale hanno dovuto lottare e non poco contro i rispettivi avversari. Se Ben ha compiuto l’impresa nello sconfiggere un Carlos Alcaraz seppur non nella miglior condizione fisica, il successo di Frances Tiafoe arrivato contro l’amico Alex Michelsen è stato a tratti molto più complicato. Basti pensare che il classe 2004 americano (al primo quarto di finale Slam della carriera, e di certo non ultimo) ha servito nel terzo set per il match, non riuscendo a sfruttare l’occasione; da quel momento il mai morto Tiafoe ha saputo ribaltare il match grazie a tenacia e qualità e a strappare il pass per le semifinali.
Dall’altra parte Shelton ha sovvertito i favori del pronostico battendo per la prima volta in carriera un top 3, al termine di quello che potrebbe essere stato uno dei match dell’anno. Quasi cinque ore di gioco, match terminato alle 3:30 del mattino locali e un successo che proietta Ben verso la finale; tra lui e questo traguardo c’è però di mezzo il suo caro amico Tiafoe, che come lui ha l’occasione della vita di arrivare in finale slam, a casa sua.
I testa a testa dicono che il tennista mancino è avanti 3-1 sul nativo del Maryland, numeri che danno seguito all’ottimo momento di Shelton, vincitore neanche un mese fa al Masters 1000 di Montreal. Nonostante questo anche Tiafoe arriva da una finale (seppur persa contro Arthur Fils) al 1000 di Cincinnati e, l’ottima condizione e il morale altissimo dopo il successo in rimonta contro Michelsen apparecchiano la tavola per un incontro che può regalare fuochi d’artificio.
Quel che è certo è che gli Stati Uniti avranno un tennista americano in finale e, a differenza di Taylor Fritz nel 2024, questa volta dall’altra parte della rete non ci sarà Jannik Sinner. Ora o mai più quindi per Shelton e Tiafoe, pronti per riportare a casa un titolo slam che manca da 23 anni, quella volta Andy Roddick sempre a New York trionfò su Juan Carlos Ferrero.


L’altra semifinale vedrà sfidarsi invece Alexander Zverev e Karen Khachanov; con la vittoria agevole questa notte sulla favola Van Den Zandschulp, Zverev completa il quadro, raggiungendo nel 2026 tutte le semifinali Slam. Con un successo a Parigi e una sconfitta a Wimbledon, il tennista tedesco a ventinove anni sembra aver finalmente fatto lo switch mentale e fisico che gli consentono di giocarsi fino in fondo ogni torneo.
Dall’altra parte della rete ci sarà un’exploit; non sarà la prima volta che Khachanov giocherà una semifinale allo US Open (era già stato semifinalista nel 2022 e sconfitto da Ruud), ma questa volta il tennista russo arriva da vero e proprio underdog. Il classe ’96 arriva a questa semifinale con tutte le carte per giocarsela quanto meno alla pari con il tedesco, forte di un ottimo torneo e tennis offerto. Appena tre set lasciati in tutto il torneo superando avversari dal calibro di Auger-Aliassime e Learner Tien.


L’assenza di Sinner e un’Alcaraz ancora lontano dai giorni migliori ha offerto in questi mesi e in particolare in questo US Open tante chance agli altri; tante chance di scoprire giocatori, di consacrarne altri e persino di vedere chi quest’ultimo passo per diventare grande forse non lo farà mai.
È chiaro che tutti gli amanti del tennis non vedano l’ora di rivedere Jannik e Carlos a pieno servizio ma, fino a quel momento bisognerebbe godersi di più “questi altri”. Proprio come i loro colleghi più forti sono dei professionisti che praticano questo sport a livelli incredibili.
Non tutti nascono Sinner e Alcaraz ma non per questo bisogna screditare il lavoro, il percorso e i successi di questi altri. Godiamoci questi giocatori, godiamoci queste semifinali e soprattutto godiamoci il tennis, perchè un nuovo campione agli US Open verrà incoronato.
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