09 Ottobre 2026
Jannik Sinner non parteciperà alle ATP Finals 2026. Fin qui, nulla di nuovo rispetto alle dichiarazioni del numero uno italiano che, a causa di un infortunio al ginocchio, ha concluso anzitempo il suo 2026. Quello che sta comportando, invece, la sua rinuncia forzata alle Finals di Torino è un vero e proprio fuggi fuggi dall’evento, con la corsa alla rivendita dei biglietti acquistati mesi fa da parte di tanti spettatori. Facciamo chiarezza: Jannik Sinner è il bicampione in carica delle Finals, la competizione che chiude l’anno tennistico e che vede sfidarsi i primi otto giocatori della Race.
Dal 2021 le ATP Finals si giocano a Torino e, anno dopo anno, il prezzo per assistere all’evento è aumentato, anche sulla scia dell’ascesa di Sinner e della crescente popolarità del tennis in Italia. Le Nitto ATP Finals 2026 sono in programma dal 15 al 22 novembre.
Con l’annuncio di Sinner e la sua rinuncia all’evento si è scatenata una vera corsa alla rivendita dei biglietti acquistati mesi fa, spesso a cifre importanti, nella speranza di vedere il campione italiano calare il tris sul cemento di Torino. “Non c’è Sinner, allora non vado”. È questo il ragionamento di molti di coloro che oggi stanno cercando di rivendere il proprio biglietto. Un ragionamento legittimo, sia chiaro, ma che apre una riflessione più ampia su cosa significhi essere appassionati di tennis.
Sinner ha avuto sicuramente il merito, o forse anche la “colpa”, di aver trasformato il tennis in un fenomeno popolare quasi paragonabile, per attenzione e seguito, al calcio. Ha avvicinato milioni di persone a questo sport, riempito campi e palazzetti e fatto conoscere il tennis anche a chi, fino a pochi anni fa, difficilmente avrebbe seguito una partita.
Il rovescio della medaglia, però, eccolo servito: è bastato un forfait per infortunio per far passare in secondo piano uno degli eventi più importanti dell’intero calendario tennistico. Per usare un paragone calcistico, sarebbe come acquistare con largo anticipo il biglietto per una finale di Champions League con la speranza di vedere la propria squadra del cuore e, una volta eliminata quest’ultima, decidere di non assistere più a una finale che rimane comunque uno degli appuntamenti più importanti del calcio mondiale.

La nota positiva di questo fenomeno è però un’altra: la rivendita a prezzi decisamente più bassi rispetto a quelli originali sta rendendo le Finals più accessibili anche a chi, magari, non aveva potuto permettersi di acquistare un biglietto mesi fa. I prezzi, però, variano: gli annunci vanno da circa 150 a 600 euro e c’è chi chiede ancora il prezzo pieno.
Per un amante del tennis, vedere in campo campioni del calibro di Zverev, Shelton e Alcaraz, assistere probabilmente alle ultime Finals di Djokovic e, perché no, vivere le prime Finals dell’italiano Flavio Cobolli, dovrebbe essere già motivo sufficiente per considerare Torino una tappa imperdibile.
Del resto, nel tennis il biglietto vale per l’intera giornata di gioco, non per un singolo giocatore. Sinner ha quindi avvicinato tantissime persone a questo sport. Ma il suo forfait sta anche mettendo in luce una distinzione che forse vale la pena osservare: quella tra chi si è innamorato del tennis attraverso Sinner e chi, invece, si è innamorato di Sinner attraverso il tennis. La sua assenza potrebbe essere la chance per i veri amanti del tennis: quelli che magari non riempiono il botteghino da soli, ma che continuano ad accendere la passione anche quando in campo non c’è il numero uno d’Italia.
Credits Photo: Michael Frey
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