09 Ottobre 2026
Il ritorno del grande basket nella capitale richiama ricordi di sfide passate e di rivalità che, per ora, non torneranno. In LBA, dal 2014, manca la Montepaschi Mens Sana Basket Siena, una delle squadre più vincenti degli ultimi vent’anni in Italia, scomparsa dopo il terremoto dell’inchiesta Time Out.
L’inchiesta della Procura di Siena portò, il 9 luglio 2014, al fallimento della Mens Sana Basket. Pochi mesi prima, a maggio, fu arrestato l’allora presidente Ferdinando Minucci, finito al centro del lavoro degli inquirenti.
L’ex presidente fu accusato di irregolarità finanziarie, bancarotta, frode fiscale e distrazione di denaro all’interno della storica società di pallacanestro senese. Le indagini coinvolsero anche altre persone, tra cui alcuni esponenti del club e figure esterne alla società. Furono invece esclusi dall’indagine l’ex allenatore Simone Pianigiani e diversi giocatori.
Minucci aveva iniziato la sua carriera nelle testate senesi e aveva lavorato come bancario presso la Monte dei Paschi di Siena. All’inizio degli anni Duemila riuscì a portare proprio la banca come main sponsor della Mens Sana. Siena beneficiò enormemente di quell’accordo e riuscì a costruire un vero e proprio impero nel panorama cestistico italiano.
Arrivarono sette scudetti consecutivi e una lunga serie di successi europei, accompagnati dalle tantissime sfide contro l’Olimpia Milano e le altre grandi del basket italiano.

I capi d’imputazione della Procura di Siena furono 33 e comprendevano, tra gli altri, associazione a delinquere, riciclaggio, ricettazione e diversi reati tributari, tra cui frode fiscale, bancarotta fraudolenta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Le indagini, coordinate dal pm Antonino Nastasi e condotte dalla Guardia di Finanza a partire dal 2012 portarono alla luce presunti accordi illeciti tra la società senese e alcune società esterne.
Secondo l’accusa, il meccanismo avrebbe permesso, attraverso pagamenti in nero, conti esteri e false fatturazioni, di aumentare gli stipendi dei giocatori, alterare i bilanci della società e ottenere vantaggi economici personali.
Il Tribunale di Siena dichiarò il fallimento della Mens Sana Basket nel 2014. Per i tifosi senesi, però, l’incubo non finì con la scomparsa della società.
Due anni dopo arrivò un’altra decisione pesantissima: la revoca degli ultimi due scudetti conquistati dalla squadra di Simone Pianigiani.
La Mens Sana provò comunque a ripartire. Ma dopo l’addio al Monte dei Paschi come sponsor e una nuova crisi societaria, nel 2019 arrivò un secondo fallimento, che portò anche all’uscita dal campionato di Serie A2.
Negli anni successivi arrivarono le sentenze relative all’inchiesta e alle responsabilità degli ex dirigenti. Per Minucci e gli altri protagonisti della vicenda si aprì così un lungo percorso giudiziario, destinato a chiudere definitivamente una delle pagine più controverse della storia recente del basket italiano.
Minucci nel 2021 patteggiò per una pena di 4 anni. Il tribunale di Siena condannò invece gli amministratori delegati Massimo Macchi e il figlio Filippo a 6 anni di reclusione.
Per capire la caduta della Mens Sana bisogna però tornare al rapporto con il Monte dei Paschi di Siena.
La crisi della banca, esplosa con particolare forza dopo il 2012 anche a causa dell’acquisizione di Banca Antonveneta e dei pesanti problemi di bilancio, rese sempre più difficile mantenere il livello di finanziamento che aveva sostenuto la società cestistica per anni.
Il nuovo management guidato da Fabrizio Viola e Alessandro Profumo decise di ridurre il sostegno economico alla Mens Sana. La società fu quindi costretta a ridimensionarsi drasticamente.
Nel 2013 arrivarono anche alcune cessioni importanti a stagione in corso: Daniel Hackett, Kristjan Kangur e David Moss lasciarono Siena, simbolo di un progetto che stava progressivamente perdendo i suoi pezzi migliori.
La mancanza improvvisa di liquidità contribuì così a far emergere le difficoltà finanziarie della società e attirò ulteriormente l’attenzione della Guardia di Finanza e della Procura di Siena sul sistema di gestione del club.

Il dominio della squadra senese non si può raccontare soltanto attraverso gli scudetti. La grande Siena di quegli anni si costruì anche attraverso le rivalità con alcune delle piazze storiche del basket italiano. Sfide che contribuirono a rendere il campionato italiano uno dei più competitivi d’Europa.
Su tutte c’era l’Olimpia Milano, la rivale per eccellenza. Siena e Milano si affrontarono in numerose serie playoff, dando vita a una sfida che rappresentava quasi uno scontro tra due mondi diversi della pallacanestro italiana. I biancoverdi riuscirono a imporsi anche in alcune finali scudetto, mentre Milano sarebbe poi riuscita, negli anni successivi, a interrompere il dominio senese.
Un’altra sfida dal grande peso storico era quella con la Virtus Bologna. Due società tra le più importanti della pallacanestro italiana, protagoniste di una rivalità che raggiunse il suo punto più alto nella finale scudetto del 2007. Siena vinse quella serie e conquistò il secondo titolo della propria storia, dando inizio a un ciclo destinato a cambiare il volto del basket italiano.
Particolare era invece il rapporto con la Virtus Roma, soprattutto per alcune sfide diventate memorabili. Tra queste spicca gara-3 della semifinale playoff del 5 giugno 2007: una partita interminabile, terminata 114-108 dopo ben tre tempi supplementari. Un incontro rimasto nella memoria dei tifosi come uno dei simboli della durezza e della spettacolarità di quella Siena.
Sul campo, quella Mens Sana era soprattutto l’era di Simone Pianigiani, affiancato da giocatori diventati simbolo della squadra come Rimantas Kaukenas, fino all’arrivo di un giovane Daniel Hackett e, successivamente, di Luca Banchi.
Era una squadra costruita per vincere, capace di dominare in Italia e di imporsi anche sul palcoscenico europeo.
Ed è proprio questo il contrasto che rende ancora più amara la storia della Mens Sana: mentre sul parquet Siena costruiva una delle dinastie più importanti della pallacanestro italiana, fuori dal campo si accumulavano problemi che avrebbero portato alla sua rovina.
Alla fine, a rimanere senza nulla furono soprattutto i tifosi.
Il popolo senese è stato costretto ad assistere al crollo di una squadra che per anni aveva dominato il panorama cestistico italiano. Da protagonisti assoluti del basket nazionale, i tifosi della Mens Sana si sono ritrovati a vivere una lunga rincorsa, stagione dopo stagione, con l’obiettivo di tornare un giorno nella massima serie.
Attualmente il pubblico senese deve accontentarsi di accompagnare la propria squadra alla vittoria della serie B, il terzo campionato nel panorama cestistico italiano. Potrà romanticamente ritrovare ai play-off la Virtus Roma per regalarsi sfide dal sapore glorioso del passatp.
Credits Photo: Facebook Mens Sana Siena
Commenti