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Adams sta trascinando il Toro

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Calcio, Serie A –

Adams sta trascinando il Toro

Questo inizio di stagione parla chiaro. Lo scozzese ha realizzato già 4 gol in 7 partite in Serie A, considerando l’infortunio che lo ha tenuto ai box contro Roma e Bologna. Un rendimento molto importante (se pensiamo ai 6 gol realizzati in 33 presenze lo scorso anno). Adams è sempre più determinante per la squadra di Ignazio Abate.

Contro il Como i granata non hanno per niente sfigurato, andando vicini a conquistare la quarta vittoria consecutiva in Serie A. L’ultima volta che il Toro ottenne quattro successi consecutivi, fu con Giampiero Ventura in panchina nel 2015. Ché e compagni hanno tenuto testa per 80 minuti ad una squadra che ormai è da considerare una big a tutti gli effetti del panorama calcistico italiano.

Le chiavi dell’attacco

Al contrario dello scorso anno, quando l’attore protagonista dell’attacco granata era il “Cholito” Simeone, quest’anno lo scozzese sta risultando più decisivo che mai. Gol a parte, Adams è un attaccante molto cinico che sa capitalizzare le occasioni e un “filtro” tra centrocampo e attacco.

Le statistiche parlano chiaro: in questa stagione Ché Adams ha realizzato 12 tiri complessivi, di cui 6 in porta e di quelli nello specchio della porta, circa il 67% si trasformano in reti. La sua precisione nei passaggi supera l’80% e nonostante non sia altissimo, dimostra la sua abilità anche nel gioco aereo, oltre alla tecnica individuale e ai duelli vinti in campo (circa il 40%).

Tecnica e fisicità permettono ad Abate di schierarlo sia come prima che seconda punta, vista la precisione dei suoi tiri da fuori area e al killer instinct che possiede negli ultimi 15-20 metri, oltre alla capacità di mandare a rete i compagni. Un leader silenzioso che unisce l’etica del lavoro alla leadership in campo: i fatti parlano chiaro, come dimostra la straordinaria media dello 0,04% di cartellini gialli da quando veste la maglia granata.

L’intesa tra Adams e Simeone

La coppia Simeone-Adams è una coppia molto equilibrata e forse una delle più complete a livello di rendimento nella Serie A. Nessuno può fare a meno dell’altro.

Nonostante siano interscambiabili nei ruoli di prima e seconda punta, Ché Adams preferisce sicuramente il secondo ruolo. Un regista offensivo allo stato puro. Allo scozzese piace legare il gioco, ma anche attaccare la profondità, quando ce n’è bisogno: lo testimoniano i 4 gol realizzati tutti dall’interno dell’area di rigore.

L’argentino, al contrario, predilige l’attacco alla profondità del tipico attaccante. Ma attenzione, non fatevi ingannare: non è fantascienza vederli a posizioni invertite. Uno abile nei duelli aerei, lo scozzese nel difendere la palla e smistarla, ma sanno esattamente cosa fare uno per l’altro e sarà difficile per Abate privarsi di uno dei due. Gli esempi più lampanti sono il gol da rapace d’area di Adams e il gol dalla distanza di Simeone nella gara tra Parma e Torino.

Se mai il Cholito dovesse prendere uno specchio e vedere la sua immagine riflessa, vedrebbe sicuramente non la sua, ma quella del compagno di reparto.

Adams

Pensare in fretta e agire

La qualità, tra le tante, che mi ha fatto sin da subito apprezzare questo giocatore è la rapidità esecutiva tra mente e piedi. Raramente vediamo lo scozzese portare palla incollata ai piedi e toccarla tre, quattro, cinque volte.

Ché Adams è diverso dal prototipo di attaccante con cui siamo cresciuti, ossia quello che attaccava sempre la profondità e che in area era infallibile (Immobile, Icardi, Higuain), bensì rispecchia un movimento calcistico in cui la tecnica fa da padrone e l’attaccante si abbassa anche in fase di costruzione.

Appena la palla finisce sui piedi, lo scozzese sa già cosa fare. A volte finisce di pensare alla giocata ancor prima di avere il possesso palla. Un gol che mi ha impressionato e che avvalora questa tesi è quello realizzato alla prima di campionato contro il Milan, quando su un cross dalla sinistra conseguente ad una punizione, Ché Adams, di spalle alla porta, si è coordinato e con una girata al volo ha messo la palla sotto al sette, alle spalle di Maignan. Nonostante la rete, l’immagine che è entrata nella mia mente è quella del gesto tecnico.

Prolificità=Ché Adams

Nonostante in svariate occasioni la distanza tra sé e la porta avversaria sia elevata, Ché Adams non perde il vizio del gol. E con lui in campo, si alza la media dei gol segnati dai granata e del numero di occasioni create. I 4 gol realizzati in 7 partite mettono lo scozzese sulla buona strada verso un bel bottino di reti. Un numero interessante, se consideriamo la media di gol a partita superiore allo 0,5.

Il Toro ha segnato 14 gol in 9 partite, che lo posizionano al decimo posto per reti segnate nel nostro campionato. Se pensiamo che la media di gol a partita si aggiri intorno al gol e mezzo, concludiamo che Adams ha realizzato quasi il 40% delle reti totali dei granata, pur non avendo giocato ogni partita.

Per trovare una partenza di questo livello con la maglia granata bisogna tornare ad esattamente 10 anni fa. Precisamente alla stagione 2016/2017, quando nelle prime 7 giornate di Serie A un certo “Gallo” Belotti, con la fascia al braccio aveva realizzato 6 reti. Se invece vogliamo scomodare dei nomi importanti, il record di reti nelle prime sette giornate di A con la maglia granata appartiene a Guglielmo Gabetto, con 10 reti, seguito da Valentino Mazzola, con 8.

Se l’obiezione è che con questi nomi, quello dello scozzese non c’entri nulla, siamo d’accordo. Ma già il fatto di aver descritto la prolificità dello scozzese utilizzando questi nomi, deve far riflettere su quanto Adams possa trascinare il Toro quest’anno.

Ché Adams è l’arma in più del Toro e sta dimostrando il suo valore. Le azioni passano da lui e le ambizioni della squadra anche.

Autore

  • 20 anni, studente e appassionato di sport. Solare, curioso e riflessivo: dal negativo estraggo sempre il positivo.

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