01 Marzo 2025
Sul tracciato del Bahrain dominato da meteo instabile e temperature basse i 10 team si son ritrovati per la prima uscita ufficiale della stagione 2025. Nonostante l’incombenza dei nuovi regolamenti, c’è la consapevolezza che questa sarà tutt’altro che una stagione di transizione. Vediamo come sono andati i 3 giorni di test?
La Mclaren MCL39 è l’evoluzione più estremizzata della monoposto campione del mondo 2024, e sin dalla sua rivelazione ha destato molto interesse da parte di tutti.
Come ci si poteva aspettare la Papaya è parsa molto a suo agio sul passo gara e sulla gestione gomma, e in particolar modo ha impressionato la simulazione di gran premio di Norris nel secondo giorno di test. Un passo molto forte e soprattutto costante, sia con mescola media che più dura. La monoposto non si è mostrata molto sul giro secco, ma anche in tale condizione è sembrata molto bilanciata e la percorrenza a centro curva rimane il suo punto di forza.
Nessuna sorpresa quindi per la Mclaren, che era e rimane al momento la macchina da battere. E la Ferrari?

La neonata del cavallino rampante invece è tutt’altro che una semplice evoluzione. La SF-25 è molto cambiata rispetto alla sua predecessora, soprattutto per quanto riguarda lo schema sospensivo. Dopo anni passati ad usare lo schema push road all’anteriore, si è infatti deciso di passare allo schema pull road.
In questi 3 giorni di test la Scuderia di Maranello ha dovuto comprendere al meglio tale sistema, e in generale fare numerose prove di set up per trovare il giusto bilanciamento. Il primo giorno infatti è stato dedicato quasi unicamente a queste prove comparative. Dagli onboard si è comunque evinto un anteriore molto preciso ed un posteriore più ballerino, segno che sono state eseguite delle variazioni per adattare la macchina allo stile di guida di Leclerc e del nuovo arrivato Hamilton. Quest’ultimo si è molto dedicato a fare molte prove di qualifica per trovare subito il limite e adattarsi ad una vettura totalmente nuova per lui.
Il passo gara resta ancora un’incognita. Dalle telemetrie è emerso che le mappature motore sono rimaste alquanto conservative per tutta la durata dei test. Inoltre anche i carichi di benzina erano certamente abbastanza elevati.
Per capire a pieno il reale valore della rossa bisogna solo aspettare l’Australia. Senza dimenticare che nel reparto tecnico di Maranello sono stati effettuati molti cambiamenti.

Un’altra monoposto su cui sicuramente c’era tanta attenzione era la nuova Red Bull, la prima non progettata da Adrian Newey. La RB21 è molto simile alla RB20, ma stando alle parole del direttore tecnico Wachè c’è stato un grande lavoro sul fondo e sotto le pance.
Nonostante questo è sembrata una macchina ancora acerba, in particolare sul giro secco. Molto nervosa e in difficoltà nelle curve lente, con un set up ancora complicato da trovare. Verstappen ha lavorato parecchio sulla prestazione pura per provare a trovare la quadra.
C’è sicuramente molto lavoro da fare, ma il passo gara di Max è stato sicuramente di buon livello. Da non prendere in considerazione Lawson che ha svolto un lavoro totalmente diverso.
Sulla Mercedes invece c’è la sensazione che qualcosa di buono sia stato fatto.
Tante modifiche sulla nuova W16, che presenta delle pance riviste nella zona delle bocca dei radiatori e un musetto più allungato. Buona sia sul giro secco che sul passo gara. Russell ha fatto segnare tempi molto buoni con la mescola dura. Anche il bilanciamento è stato buono, così come l’agilità nei tratti guidati. I dubbi principali sono sul degrado gomma, che sembra essere leggermente peggiore degli altri competitor, e sull’adattamento a condizioni climatiche diverse. Infatti le temperature sono state prettamente basse per tutta la durata delle prove, condizione molto apprezzata dalla vettura di Brackley.
Bisogna capire se le alte temperature e il vento non influiranno così tanto come l’anno scorso. Si spera anche in una migliore correlazione dei dati tra galleria del vento e pista.
Da sottolineare un ottimo Kimi Antonelli, che ha impressionato per la costanza dei suoi stint. Non un brutto inizio per l’esordiente pilota italiano.

Nel gruppo degli “altri” quelle apparsi decisamente in forma sono state Williams e Alpine, con la prima leggermente avanti.
Forte anche dell’arrivo di Carlos Sainz, la scuderia di Grove ha mostrato passi in avanti importanti rispetto alle scorse stagioni. Sicuramente è ancora presto per capire a cosa può realmente ambire, ma l’inizio è incoraggiante e la possibilità di lottare per il quinto posto in classifica costruttori non sembra affatto irrealistica.
Buona anche l’Alpine, che quest’anno utilizzerà per l’ultima volta una power unit prodotta in casa propria prima di passare a Mercedes. Il rebus importante sarà Doohan. Riuscirà a tenersi il posto, oppure verrà sostuito da Colapinto come tutti pensano ?
La Haas, che schiera una coppia di piloti da tenere d’occhio (Ocon e il rookie della Ferrari driver academy Bearman), ha lavorato tanto sul passo gara, offrendo però pochi spunti rilevanti. Da rivalutare nelle prossime uscite.
Molta incertezza invece sull’Aston Martin, la cui annata potrebbe essere condizionata dal voler concentrarsi sul 2026. La volontà di patron Stroll infatti pare essere questa, visti gli acquisti importanti per il reparto tecnico come Newey e l’ex Ferrari Cardile.
Stessa cosa vale per Sauber, che dal 2026 diventerà Audi.
Tanti passi indietro infine per la Racing Bulls rispetto allo scorso anno, che sembra seguire il trend della casa madre e la cui competitività potrebbe dipendere molto dal tipo di circuito.
Non ci resta altro che aspettare le prime gare della stagione per avere le risposte che cerchiamo, considerando anche che le condizioni meteo sono state estremamente instabili per tutta la durata dei test.
Commenti