11 Marzo 2025
Cos’è diventata questa stagione per la Juventus, se non un lento e inesorabile scivolare verso l’ennesimo fallimento? Un progetto che, ancora una volta, è crollato prima ancora di prendere il largo. Dopo l’ultima scintilla vincente con Maurizio Sarri – l’ultimo a conquistare uno Scudetto in bianconero – e dopo le scommesse Pirlo e Allegri (un triennio caratterizzato da alti e bassi e da un caos societario senza precedenti), anche il faraonico progetto Motta, fortemente voluto e sostenuto da Cristiano Giuntoli, sembra essersi dissolto prima ancora di esprimere il proprio potenziale.
Eppure, tutto sembrava essere iniziato sotto i migliori auspici. Il mercato bianconero era stato accolto con entusiasmo e valutazioni altissime, con investimenti importanti su giocatori di spessore come Douglas Luiz (50 milioni), Nico González (40 milioni) e Koopmeiners (60 milioni). Un nuovo ciclo sembrava pronto a decollare, fondato su un gioco spettacolare e risultati da top club europeo. Tutto era apparecchiato per far felici i tifosi della Juventus.
I sostenitori bianconeri pensavano finalmente di avere tutto:
Eppure, a tre quarti di stagione, il campo racconta tutt’altra storia: il gioco tanto atteso continua a latitare, con una produzione offensiva spesso sterile e farraginosa, che si traduce in una cronica difficoltà a segnare;
La difesa, un tempo punto di forza, è diventata vulnerabile, anche a causa dell’assenza prolungata di Gleison Bremer, mai adeguatamente sostituito dopo il grave infortunio subito a ottobre;
Le scelte di Motta hanno creato più dubbi che certezze all’interno dello spogliatoio, con la tendenza a “bocciare” giocatori d’esperienza e leadership come Szczęsny e Danilo, destabilizzando ulteriormente un gruppo che ha un’età media di 25 anni.
Il risultato? Venti giorni di pura follia, in cui ogni certezza è crollata. Uno dopo l’altro, tutti gli obiettivi stagionali sono svaniti: eliminazione agli ottavi di Champions League, fuori dalla Coppa Italia, un quarto posto in campionato sempre più a rischio. E la Supercoppa? Persa in modo tragicomico contro un Milan altrettanto deludente, in quella che sembrava una gara a chi riuscisse a compromettere di più la propria stagione.
L’unico traguardo rimasto è la qualificazione alla prossima Champions League, ma il quarto posto è tutt’altro che garantito. Squadre come Lazio e Bologna, più affamate e meglio organizzate, sono pronte a soffiare il posto ai bianconeri, minacciando di trasformare questa stagione in un vero disastro.
Ma c’è un’altra incognita: il Mondiale per Club, a cui la Juventus parteciperà durante l’estate. Un torneo che, in teoria, potrebbe rappresentare un’opportunità per risollevare l’immagine del club, ma che rischia anche di diventare un’ulteriore fonte di pressioni e difficoltà.
E il futuro? Ancora una volta, è avvolto nella nebbia. L’allenatore ex Bologna sarà confermato nonostante i risultati deludenti, o la dirigenza deciderà di cambiare nuovamente guida tecnica? E, in caso di rivoluzione, chi sarebbe l’uomo giusto per riportare la Juventus al vertice?
Se davvero si dovesse voltare pagina, la speranza è che questa volta la società scelga le persone giuste per aprire un ciclo vincente. Forse con il ritorno di un vero condottiero come Antonio Conte, per riportare la Juve dove le compete: al vertice, “[…]a riveder le stelle”.
Commenti