14 Luglio 2025
Jannik Sinner ce l’ha fatta: è campione di Wimbledon per la prima volta ed è il primo italiano a riuscire in quest’impresa. Sinner vince grazie ad una pazzesca prova di forza, fisica e mentale, ribaltando l’iniziale svantaggio e prendendosi la meritata rivincita da quell’8 giugno in Francia.
Sai Jannik, nella vita come nello sport prima del grande successo è necessario cadere, farsi male per poi riprendere la via, cercando di volare ancora più in alto.
Sai Jannik, a te nel tennis non è mai stato regalato nulla; mi ricordo la prima sconfitta a Wimbledon quattro anni fa al primo turno contro Fucsovics… Quanto tempo è passato.
Sai Jannik hai dovuto passare tre mesi non facili, ai box mentre i tuoi colleghi cercano invano di spodestarti dal trono, ma sei tornato con più fame di prima. Sei arrivato a centimetri, a un punto da vincere il Roland-Garros un colpo durissimo da digerire per chiunque, ma ovviamente non per te.
Evidentemente non era ancora questo il momento di vincere in Francia Jan, ma a quanto pare il fato aveva in serbo qualcosa di ancora più grande.

Chi lo avrebbe mai detto che 35 giorni dopo quella cocente sconfitta avresti avuto un’altra chance per entrare definitivamente nel club dei più grandi. Beh, che la finale con Alcaraz fosse molto plausibile siamo d’accordo, ma che finisse in questa maniera, così dominante, ecco forse era un po’ più complicato aspettarselo.
Sai Jannik, sei riuscito a sconfiggere Carlos dopo venti vittorie consecutive a Wimbledon, costringendolo alla prima sconfitta in finale Slam dopo cinque successi consecutivi.
Sai Jannik, anche oggi sembrava che dovesse andare come tutto era già stato scritto: con il tuo solito grande torneo ma con la puntuale sconfitta in finale con quel fuoriclasse spagnolo, ed il primo set è andato esattamente in questa direzione.
Poi però quel destino che sembrava già scritto hai scelto di prenderlo a pallonate, così come hai fatto per i successivi tre set con Alcaraz, che arriverà a dire al suo angolo “è troppo più forte di me da fondo”.
Tre set giocati con forza e attenzione, venuti meno quest’oggi a Carlos ma con tanti meriti tuoi, ti hanno permesso di coronare questo sogno.
Sai Jannik, come detto la sconfitta è una parte del successo, bisogna accarezzarla da vicino per potersi poi gustare un successo ancora più grande. In un certo modo anche in questo torneo la sconfitta si è presentata senza avviso al portone, sotto forma di un ragazzo bulgaro di trentaquattr’anni.
Ovviamente nessuno sa come sarebbe andata a finire senza il terribile infortunio di Grigor Dimitrov in ottavi di finale; quel che è certo è che da quel momento qualcosa è scattato. Accarezzare la sconfitta, nuovamente dopo Parigi, ti ha fatto capire che questa volta tu non ci stavi.
Contro Dimitrov, quel destino che tanto spietato era stato nei tuoi confronti ha deciso di pareggiare i conti e te, saggiamente, non hai voluto farti sfuggire quest’occasione.

“Sei un mito per me”, così nel lontano 1993 cantano gli 883. Oggi Jannik tu sei un mito per tutti noi italiani e non solo.
L’impresa compiuta sull’erba londinese è qualcosa che rimarrà nella storia; una storia da tramandare a figli e nipoti, così come i successi di Alberto Tomba, i mondiale di Valentino Rossi e l’oro olimpico di Marcell Jacobs.
Sinner è il miglior sportivo italiano della storia? Chi può mai affermarlo con certezza. Troppo spesso ci si ferma a fare inutili classiche e paragoni tra campioni di diverse epoche e diversi sport. Quello che altrettanto spesso ci si dimentica è di vivere e godersi la realtà; godersi i campioni del nostro paese, godersi chi ci fa gioire e ci fa rimanere ore attaccati allo schermo.
E sai Jannik, te rientri esattamente in questa categoria, un campione da tramandare e da ricordare, un vero e proprio mito.
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