16 Settembre 2025
Avete presente quel motivetto che precede il fischio d’inizio di ogni partita di Champions? Ecco, dal 16 settembre risuonerà nuovamente negli stadi e nelle nostre televisioni. L’ultima partita è datata 31 maggio 2025 e vien facile ricollegare la disfatta dell’Inter che subì cinque reti dal PSG, ma, sebbene si possa dire che la squadra di Chivu porti ancora le scorie della serata di Monaco di Baviera, i nerazzurri sono una delle quattro squadre italiane che proveranno la (difficile) conquista della coppa dalle grandi orecchie.
Se inizialmente il nuovo formato della Champions poteva non convincere, chi scrive questo articolo ha trovato divertente e in un certo senso rinfrescante la formula che ha invece diviso gli spettatori. Il brivido dell’ultima giornata con tutte le partite in contemporanea, la classifica che cambia praticamente ad ogni goal…insomma un trionfo di calcio. C’è da ricordare che squadre come Real Madrid, Bayern Monaco, PSG, Manchester City e le tre italiane (Atalanta, Milan e Juventus) dovettero passare dai play-off dove le squadre della Serie A vennero clamorosamente eliminate, mentre il Paris Saint Germain proseguì la propria marcia fino alla conquista del trofeo.

Napoli, Inter, Atalanta e Juventus. Sono queste le quattro squadre italiane che lo scorso anno si sono guadagnate la Champions e che quindi affronteranno il percorso europeo più prestigioso. Non bisogna dimenticare il contributo che potranno dare al ranking per cercare di sbloccare il quinto posto rendendolo valevole per la qualificazione in Champions League. Piantando però i piedi per terra, mi sento di fare una considerazione: “Se le nerazzurre non convincono a causa della scelta degli allenatori, Napoli e Juventus potrebbero andare lontano”.
Ovvio, è un parere personale, ma a sostegno di ciò metto sul piatto la sessione di mercato che Juventus e Napoli hanno effettuato. I bianconeri hanno rinforzato particolarmente l’attacco, mentre a Napoli sono arrivati quasi tutti gli obiettivi richiesti da Conte. L’acquisto di Hojlund è la prova di come i campani ascoltano, si fidano e accontentano il proprio tecnico. Il rovescio della medaglia vede Atalanta e Inter. La prima alle prese con un mercato praticamente passivo che ha visto uscire il capocannoniere Retegui e trattenere (impuntandosi) Lookman, mentre la seconda ha annunciato, come in realtà auspicabile, una rivoluzione, salvo poi sparare qualche colpetto finendo per rimangiarsi i propri intenti.

Abbiamo parlato delle italiane, ma è risaputo che le reali contendenti sono altre. Procederò con ordine. In Spagna i ragazzini terribili di Flick trascinati da Yamal, sono stati semifinalisti della scorsa edizione, co-protagonisti di una delle partite più emozionanti. Ma se c’è il Barcellona, risponde il Real Madrid. I Blancos si presentano con un nuovo allenatore e con un Mbappé in formato Pallone d’Oro. Il francese andrà a caccia di quel trofeo che ha solamente sfiorato una volta nel lontano 2020.
Lasciando la Spagna, si finisce a Parigi, sede della squadra campione d’Europa. Qua ci sono poche novità, con l’unica degna di nota data dalla partenza di Gianluigi Donnarumma, grande artefice della vittoria della scorsa edizione. L’interrogativo rimane probabilmente solo uno: “Riuscirà Luis Enrique a riportare i parigini sul tetto d’Europa?” Tra le altre grandi squadre c’è il Bayern Monaco che ha già cominciato a monopolizzare la Bundesliga grazie i colpi di Olise, del solito Kane e del neo-acquisto Luis Diaz.
Prendendo un aereo e superando il Canale della Manica, si approda in Inghilterra, che porta sei squadre nella massima competizione europea. Tra queste Newcastle, Tottenham non si candidano certamente alla vittoria finale e tra loro agglomererei anche l’imprevedibile Chelsea, sebbene abbia demolito il PSG nella finale del Mondiale per Club. Rimangono Arsenal, Liverpool e Manchester City. I Gunners hanno probabilmente trovato in Gyokeres il terminale offensivo che mancava per chiudere l’equazione del calcio di Arteta, mentre il City ha preso una certezza in porta con Donnarumma, rinforzato il centrocampo con Rejinders e recuperato il faro di Guardiola: Rodri.
Dedico un piccolo paragrafo esclusivamente per quella che, personalmente, sarà la squadra che alzerà la Champions League a Budapest: il Liverpool. I Reds hanno fatto spesa nei vari campionati portando ad Anfield: Isak, Wirtz, Ekitiké, Kerkez, Frimpong e Leoni. Questi sei sono i nomi più importanti (e costosi) che hanno rinforzato ulteriormente una squadra forte come quella di Arne Slot.
Anche se proprio sull’allenatore nutro delle personali perplessità, sono convinto di quello che affermo: “Il 30 maggio, il Liverpool sarà sul tetto d’Europa”. Solo il tempo potrà sconfessarmi. Intanto tra qualche ora pronti dallo stadio o dal divano per la nuova campagna europea: la Champions League 2025/2026 ha inizio.

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