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“Only the Brave”: Sofia Goggia è tornata!

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Sport invernali

“Only the Brave”: Sofia Goggia è tornata!

Sofia Goggia è tornata, e lo ha fatto in grande stile. Questa volta però la missione era veramente difficile, perché l’ennesimo infortunio della carriera ha messo la bergamasca in difficoltà forse mai quanto prima. Sono serviti 314 giorni per trasformare la rabbia e la delusione in gioia e felicità, tornando sul gradino più alto del podio alla seconda occasione in cui l’azzurra ha aperto ufficialmente il cancelletto di partenza.

IL WEEKEND DI BEAVER CREEK

Partiamo dal presente, e dalla prima settimana di gare di velocità della Coppa del Mondo 2024-25 di sci alpino femminile. È stata un debutto assoluto in velocità per il Circo Bianco del gentil sesso su una pista mitica, la Birds of Pray di Beaver Creek (Colorado). Un pendio iconico al maschile ma ancora inesplorato dalle ragazze prima d’ora. Si sono disputate due gare: una discesa libera e un SuperG. Come da prassi quando c’è da completare una competizione della disciplina più veloce, la settimana è iniziata molto presto con ben tre prove cronometrate. Queste servono alle sciatrici per conoscere al meglio la pista, studiarne i dossi e tutti i movimenti, per poi liberare i cavalli in sicurezza nel giorno della gara.

Per Goggia le tre giornate di prova sono sempre fondamentali. La bergamasca infatti cura ogni dettaglio, analizza ogni curva e ogni passaggio per provare a mettere tutto insieme nel giorno più importante. La campionessa olimpica del 2018 in questa occasione ha sempre manifestato un po’ di indigestione verso il muro, dove bisognava tirare cinque curve sul ripido, veramente difficili tecnicamente.

IL RIENTRO IN GARA IN DISCESA

Andando cronologicamente il primo appuntamento sulle nevi statunitensi è la discesa libera, la disciplina che ha fatto diventare leggenda Goggia. L’italiana ha nel suo palmares quattro coppette di specialità, è salita sul gradino più alto del podio per 18 volte sulle 25 in carriera nel Circo Bianco. E vanta due medaglie olimpiche: la prima, d’oro, a Pyeongchang nel 2018, la seconda, d’argento, a Pechino 2022 dopo un altro dei suoi numeri di magia, un rientro in appena 23 giorni da un infortunio che avrebbe messo ko quasi chiunque. A Beaver Creek i giorni dall’ultima volta in gara erano invece molti di più, 313 per la precisione da quel maledetto 5 febbraio (una caduta banale in allenamento tra le porte larghe a Ponte di Legno che le ha causato la frattura di tibia e malleolo).

La gara è difficile per tutte, su una pista appunto nuova e molto tecnica nella prima parte. Goggia scende con il pettorale numero sette, è autrice di una grande prova e arriva al traguardo con più di un secondo di vantaggio sulla leader precedente. Tutto sembra apparecchiato per un rientro vincente. Ma la bergamasca è in parte gelata da Cornelia Hütter, austriaca detentrice della coppa di discesa che si dimostra assai veloce e va davanti all’azzurra di appena sedici centesimi. Il ritorno è comunque magico, un secondo posto che farebbe contente tutte. Ma non fino in fondo Goggia, che sa dove ha sbagliato (nella parte più congeniale a lei) e le sue parole a fine gara sono un monito per tutte: “Quei sedici centesimi saranno la benzina per il SuperG di domani”.

IL RITORNO AL SUCCESSO IN SUPERG

Ventiquattro ore dopo tutte di nuovo in pista in Colorado, ancora una volta con Lindsey Vonn a fare d’apripista. E il nome della statunitense è una delle maggiori ragioni d’interesse per il futuro. La sciatrice più forte di tutti i tempi, che a quaranta anni compiuti ha deciso di tornare nel Circo Bianco, è stato uno dei segreti della vittoria di Sofia. Parte la gara, e davanti a tutte si mette Lara Gut-Behrami. La svizzera è la vincitrice della scorsa classifica generale, e probabilmente la sciatrice tatticamente migliore del lotto.

Le vanno dietro sia Federica Brignone sia Marta Bassino, che perdono nel finale dopo aver mal interpretato l’ultimo settore. E soprattutto una porta che richiedeva di non abbassare la linea per evitare di perdere velocità nel tratto conclusivo. Tocca a Goggia, l’ultima carta da novanta per il successo. L’azzurra pennella il muro iniziale, è velocissima sul piano centrale. Nonostante non sia perfetta dal punto di vista tattico nel finale lascia scorrere gli sci come solo lei sa fare.

All’arrivo è quasi mezzo secondo “in luce verde” rispetto a Gut, e si capisce come oggi battere la bergamasca sia impossibile. Il suo classico ‘Only the Brave’ è sostituito da un samba improvvisato, che ha come fonte d’ispirazione Lucas Braathen, norvegese che corre sotto bandiera brasiliana su sui si potrebbe già scrivere un libro. Ma la festa è tutta italiana, con Sofia Goggia che 314 giorni dopo l’ennesimo infortunio torna a vincere, e lo fa dominando.

E ORA? IL PENSIERO ALLA GENERALE E UNA FELICITÀ RITROVATA

Adesso si aprono indubbiamente scenari interessanti per Goggia, visto l’infortunio subito da Mikaela Shiffrin che la terrà lontana dalle gare almeno fino ad inizio 2025. L’assenza dell’americana riapre i discorsi per la Coppa del Mondo generale, soprattutto perché non si ha la certezza di come possa rientrare Shiffrin. La principale candidata all’overall senza la campionessa a stelle e strisce è Lara Gut-Behrami. L’elvetica punta ad un magico bis consecutivo e può far forza su tre discipline dove è praticamente sempre da podio.

Il discorso per la bergamasca è un po’ più complicato: tassativo sarebbe rimanere sempre tra le prime tre in tutte le gare di velocità (e l’inizio promette bene), ma ci sarebbe anche da prendere in considerazione un rapido rientro in gigante. Disciplina che comunque Sofia quest’estate non ha abbandonato, anzi, ha continuato a lavorarci intensamente. Il tassello fondamentale però per Sofia è la salute. Un talento unico che con 7 operazioni e tanti infortuni sta vivendo una carriera comunque da assoluta fuoriclasse, scrivendo pagine di storia sportiva italiana. Goggia è la terza italiana più vincente di sempre in Coppa del Mondo (maschi inclusi), ma soprattutto è una personalità a tutto tondo che avvicina la gente al mondo dello sci.

MASCHI IN ITALIA, DONNE IN SVIZZERA

La Coppa del Mondo di sci alpino prosegue e lo fa sbarcando per la prima volta in stagione in Italia, con il settore maschile che riabbraccia la Val Gardena. Due prove veloci sulla mitica Saslong, seguite da un gigante sull’altrettanto leggendaria Gran Risa; due piste storiche per una delle tappe più attese dell’intera annata. In casa azzurri fari puntati soprattutto su Dominik Paris, che l’anno scorso ha vinto su queste nevi sbloccando una località in cui in passato aveva sempre fatto tantissima fatica, e Mattia Casse. Occhio poi, soprattutto per il SuperG, a Giovanni Franzoni. Classe 2001 e grande protagonista due settimane fa proprio a Beaver Creek con il quarto posto partendo con il pettorale 39.

Per quanto riguarda Sofia Goggia e le ragazze trasferimento transatlantico verso la Svizzera e verso Sankt Moritz, dove ci saranno in programma due SuperG. Piatto forte del weekend il rientro in competizione di Vonn, con Goggia che vuole continuare a vincere su una pista che in passato le ha spesso regalato grandissime soddisfazioni. Tra cui la prima medaglia mondiale della carriera, in gigante. Sembra passata un’eternità da quel 2017, ma una cosa non è cambiata: Sofia Goggia è tornata, sa ancora emozionarci e non vuole smettere di sognare.

Autore

  • Ciao, sono Jacopo Perugini e sono un ragazzo malato di sport. Per Fuori dal Gioco mi dedico agli sport così detti di nicchia, andando ad analizzare discipline meno seguite ma comunque con tante storie da raccontare e grande fascino; come per esempio ciclismo e sport invernali.

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