FuoriDalGioco Gli sport che ami, la voce che cercavi
Mondiali di sci, gioie e rimpianti per l’Italia nella prima settimana

10 min di lettura

Sport invernali –

Mondiali di sci, gioie e rimpianti per l’Italia nella prima settimana

L’Italia inizia con il botto il Mondiale di sci alpino, vincendo la medaglia d’oro nel Team Event, poi nel weekend dedicato alla velocità qualche centesimo di troppo fa piangere gli azzurri. Lo spettacolo a Saalbach (Austria) non è mancato nella prima parte della competizione iridata, nella settimana in cui si è celebrato anche il ‘One Year to Go” delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

I Mondiali di sci alpino 2025 sono al giro di boa. E e a Saalbach-Hinterglemm, località austriaca nel salisburghese, si è appena conclusa la settimana dedicata alla velocità, con grande spettacolo e qualche risultato a sorpresa. Prima di tutto la cornice, meravigliosa sia meteorologicamente parlando sia per la risposta di pubblico, con una media che sfiora i ventimila spettatori per ogni giorno di gara. Per il momento in testa al medagliere c’è la Svizzera (2 ori, 1 argento e 1 bronzo), a precedere l’Austria (1 oro e 3 argenti) e l’Italia (1 oro e 1 argento). La manifestazione iridata si è aperta con il Team Parallel, dove è subito arrivato l’urlo di gioia degli azzurri. Mentre il secondo metallo è stato portato in dote da Federica Brignone nel SuperG femminile.

TEAM PARALLEL

Una medaglia d’oro assolutamente inaspettata per aprire i mondiali di sci, con l’Italia che non partiva con i favori del pronostico, ma è riuscita a vivere un pomeriggio bellissimo. I Mondiali austriaci si sono aperti sotto la luce dei riflettori, per una disciplina che non si vede quasi mai in Coppa del Mondo e che sparirà anche dalle Olimpiadi. Prima di tutto grazie al pendio, ghiacciato e ripido, che ha permesso di vedere una gara comunque tecnicamente non del tutto irrilevante.

Il quartetto azzurro che si è laureato campione del mondo è giovanissimo, basti pensare che i due veterani sono Alex Vinatzer e Lara Della Mea, entrambi classe 1999. Gli altri due componenti sono nati nel nuovo millennio: Filippo Della Vite classe 2001, mentre Giorgia Collomb addirittura 2006. E la valdostana si è presa subito un record,: la più giovane italiana di sempre a vincere una medaglia d’oro, battendo la mitica Isolde Kostner.

Tutti e quattro gli azzurri hanno recitato il loro ruolo da protagonista: migliorando di manche in manche e trovando la miglior performance quando era necessario per passare il turno. La competizione infatti prevedeva un tabellone tennistico dagli ottavi alla finale, con l’Italia che ha iniziato il proprio percorso superando senza patemi l’Ucraina. Ai quarti di finale per gli azzurri la delicata sfida alla Francia, con Della Vita che batte Leo Anguenot regalandoci il punto del 3-1 e l’accesso alla zona medaglie.

Tra l’Italia e la finale c’era la Svezia, nella sfida che ha portato più phatos. Gli azzurri infatti prevalgono per un solo centesimo sul tempo combinato, visto che la sfida si è conclusa con due vittorie a testa. In finale contro la Svizzera poi il capolavoro. Giorgia Collomb si inventa la manche perfetta, asfaltando la super campionessa Wendy Holdener, e Alex Vinatzer che piega Thomas Tumler e fa partire i festeggiamenti. Una medaglia arrivata con una squadra giovane, di prospettiva, anche se di appuntamenti con il parallelo a squadra in calendario ce ne saranno sempre meno.

SUPER G, L’ARGENTO DI BRIGNONE E I RIMPIANTI AL MASCHILE

La prima gara individuale dei Mondiali di sci è stato il SuperG femminile, dove l’Italia si presentava al cancelletto di partenza con ambizioni elevatissime. C’è un enorme però, i grandi eventi nello sci alpino sono molto condizionati dal pendio e dalle condizioni che si trovano, e la pista austriaca per le ragazze è in completa antitesi con le caratteristiche delle azzurre. Non c’è praticamente pendenza e le curve sono poche; con le grandi scivolatrici che si esaltano a discapito delle atlete più tecniche. La prima delle big a scendere è Federica Brignone, che piazza una discesa perfetta, priva di sbavature.

Quello della campionessa azzurra è un capolavoro assoluto, considerando le sue caratteristiche, ma l’urlo di gioia viene strozzato subito. Con il pettorale successivo scende infatti Stephanie Venier, andando davanti di un decimo e mandando in estasi il pubblico di casa. Una dopo l’altra però le varie atlete vanno tutte dietro, compresa Sofia Goggia, che con qualche sbavatura arriva a soli sei centesimi dall’ultimo gradino del podio. Un terzo posto per due, condiviso con lo stesso tempo dalla norvegese Kajsa Vickhoff Lie e dall’americana Lauren Macuga. Seconda gara e seconda medaglia per l’Italia, nonostante una tracciatura e una pista non adatte alle azzurre, con i Mondiali che proseguono a gonfie vele.

Il giorno successivo ai mondiali di sci è andata in scena la stessa specialità, solo declinata al maschile. Il pendio qui era completamente diverso, con passaggi ripidi e tecnici che hanno reso la gara veramente spettacolare. La superpotenza svizzera, dopo due giorni a bocca asciutta, ha iniziato a raccogliere successi grazie alla punta di diamante della spedizione: Marco Odermatt. L’elvetico, autentico dominatore da qualche anno a questa parte, ha messo sulla neve una delle sue prove più esaltanti. Arrivato al traguardo, con più di un secondo di vantaggio sul norvegese Adrian Smiseth Sejersted, si è capito da subito come l’oro fosse già assegnato. Un “masterpiece” di linee, velocità, pulizia e rara bellezza, come solo Odermatt in questo momento è capace di realizzare. Tra lo svizzero e il transalpino si inserisce solo l’austriaco Raphael Haaser, un secondo netto dietro, regalando la seconda medaglia consecutiva al pubblico austriaco.

E l’Italia? I centesimi costati a Goggia il podio questa volta vanno sul groppone di Dominik Paris. Il veterano azzurro perde un secondo nella parte alta, quella più tecnica, poi scia sui livelli di Odermatt, ma al traguardo il suo distacco è di trentuno centesimi di troppo, quelli che lo separano dalla medaglia di argento. I rimpianti maggiori però sono per Giovanni Franzoni, classe 2001 e volto nuovo dello sci azzurro che sta crescendo di gara in gara.

Il lombardo (alla seconda convocazione ai mondiali di sci), su un tracciato angolato che lo può esaltare, pennella la prima metà di pista, presentandosi con appena 43 centesimi di ritardo da Odermatt al secondo intermedio. La sciata del giovane azzurro è meravigliosa, tutta all’attacco per tagliare il più possibile le linee. Ed è proprio il suo atteggiamento, impeccabile per una gara dove contano solo le medaglie, a tradirlo. Franzoni entra diretto su uno dei dossi più insidiosi, non si prende il giusto spazio e, la porta cieca successiva se la vede sfilare dalla parte opposta. Un pugno alla porta e un dito portato al casco fanno vedere tutta la rabbia dell’azzurro, che era in piena lotta per una medaglia. Il talento però, è sotto gli occhi di tutti, per un ragazzo con la testa sulle spalle, che sicuramente arriverà a regalare tantissime emozioni.

DISCESA LIBERA, GOGGIA ALLA PEGGIOR GARA E PER PARIS ANCORA MALEDETTI CENTESIMI…

Il giorno più atteso dall’Italia in tutto il Mondiale è probabilmente quello della discesa libera femminile. Brignone è in testa alla classifica di specialità in Coppa del Mondo davanti a Sofia Goggia, e le due italiane hanno vinto tre delle quattro gare disputate in stagione. L’avvicinamento però non è stato dei migliori. Le tre prove hanno evidenziato qualche difficoltà e, soprattutto la difficile comprensione della pista da parte della bergamasca. Un pendio piatto e con molti dossi da lavorare, con la maggior parte del tempo passata in posizione aereodinamica.

La prima a scendere è la statunitense Breezy Johnson, autrice per due volte del miglior tempo in prova, e arrivata al traguardo subito esulta. La sua è stata una discesa pulita, senza errori, e il riferimento cronometrico è veramente eccelso. Il primo vero attacco alla statunitense arriva da parte di Ester Ledecka, prima nella storia capace di vincere l’oro nelle stesse olimpiadi, sia con gli sci che con lo snowboard. La ceca è nettamente davanti nella prima parte di gara, ma poi nel finale, si deve arrendere alla statunitense per appena ventuno centesimi. Stesso film per Mirjam Puchner, austriaca e con caratteristiche idilliache per questa pista. I centesimi che separano la padrona di casa dall’oro sono appena quindici, con il podio che purtroppo non viene più modificato.

Non ci riescono né Goggia né Brignone, e neanche Cornelia Huetter (4a) e Lara Gut-Behrami (uscita nel finale); ossia le quattro atlete più forti in questa specialità. Per Sofia una discesa da dimenticare, su una pista in cui il feeling non è mai stato trovato. La bergamasca non è mai veloce, si fa sorprendere dai dossi e alla fine è addirittura sedicesima. Come da lei stesso ammesso: “Due secondi non li prendevo da non so quanto”, per la sua peggiore discesa libera da otto anni a questa parte.

Per Goggia si conferma la maledizione mondiale: mai una medaglia nella disciplina che le ha portato in dote quattro coppe di specialità. Due numeri dopo tocca a Brigone, con la valdostana che non commette sbavature ma non riesce a generare abbastanza velocità. Nonostante Federica sia migliorata tantissimo sui piani, paga ancora dazio alle specialiste, e alla fine per lei c’è il 10° posto. Purtroppo i mondiali di sci non sempre rendono giustizia alle migliori, considerando che Johnson non ha mai vinto in Coppa del Mondo; ma su una pista come questa i pronostici alla fine sono stati rispettati.

La domenica a Saalbach ha visto invece, un’invasione di tifosi per la gara regina al maschile. Ancora una volta ci si attendeva la Svizzera dominante, e le aspettative non sono state disattese: oro e bronzo per i rossocrociati. La gioventù al potere tra i ragazzi, visto che a trionfare è stato Franjo Von Allmen, atleta classe 2001 che quest’anno ha fatto irruzione nel Circo Bianco come nuovo fenomeno. Per l’elvetico una prova semplicemente perfetta, a precedere l’austriaco Vincent Kriechmayr (+0.24) e il connazionale Alexis Monney (+0.31).

Mondiali sci: Facebook Italia Team

Al quarto posto ecco la bandiera italiana: Dominik Paris staccato di solo 45 centesimi dalla prima posizione, e quattrodici dal podio. Per l’azzurro tante recriminazione per l’errore sulla traversa, intermedio che gli è costato quasi mezzo secondo, e un lapidario “Il sogno è andato” che spiega benissimo la sua delusione. Dopo una prima parte di stagione assai complicata, Paris si è ritrovato al mondiale, anche se purtroppo la medaglia è risultata un tabù sempre per una questione di centesimi. Un altro degli scontenti di giornata è senza dubbio Marco Odermatt, solo quinto su una pista comunque per lui troppo semplice.

Italia che nella discesa maschile, oltre a Paris, ha fatto vedere poco. Sedicesimo si piazza Florian Schieder, ventunesimo Giovanni Franzoni, anche lui come Odermatt non aiutato dalle caratteristiche della pista, e 22° Mattia Casse. È proprio quest’ultimo a uscire più deluso dalla due giorni di velocità. Inutile nascondersi, Casse è stato l’unico italiano in stagione a vincere in Coppa del Mondo a livello maschile, e da lui ci si aspettava di più in questo mondiale. Una prima settimana Mondiale comunque positiva per il Belpaese, anche se da adesso si dovrà giocare più in difesa.

SECONDA SETTIMANA E MILANO-CORTINA ALL’ORIZZONTE

Ora i mondiali di sci di Saabach entramo nella settimana dedicata alle specialità tecniche, con l’intermezzo della nuova combinata a squadre. Una gara di difficile lettura e comprensione, mai disputata nel Circo Bianco e che lascia moltissimi punti di domanda a tutti gli esperti. In sostanza la discesa e la manche secca di slalom saranno fatti da due atleti diversi, con la medaglia che quindi sarà assegnata alla coppia. Giovedì e venerdì spazio al gigante, mentre sabato e domenica si concluderà con lo slalom (sempre le ragazze il giorno prima degli uomini). Intanto qualche giorno fa, il 6 febbraio per la precisione, si è celebrato il “One Year to Go” alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, che ormai sono dietro l’angolo. Tra un anno infatti arriverà in Italia la magia dei Cinque Cerchi, con i preparativi ormai quasi ultimati e una rassegna tutta da vivere.

Autore

  • Ciao, sono Jacopo Perugini e sono un ragazzo malato di sport. Per Fuori dal Gioco mi dedico agli sport così detti di nicchia, andando ad analizzare discipline meno seguite ma comunque con tante storie da raccontare e grande fascino; come per esempio ciclismo e sport invernali.

Leggi altro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti