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ROMA: DATTE NA MANO

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Calcio, Serie A, Sport & Musica

ROMA: DATTE NA MANO

Non facciamo finta di niente, nonostante la nostra qualifica di pagina a tema sportivo, questa settimana è sacra anche per noi: è la settimana di Sanremo! Andremo quindi ad analizzare la stagione della Roma fino ad ora in chiave sanremese.

Fino a qui, il RITMO DELLE COSE nella stagione giallorossa è stato senza ombra di dubbio altalenante, caratterizzato da tre gestioni tecniche diverse e, risultati e dinamiche che hanno lasciato inevitabilmente il segno. Analizziamo nel dettaglio gli alti e bassi avuti fino a qui dai giallorossi, partendo dai cambi in panchina fino al rendimento di alcuni giocatori chiave.

UNA PANCHINA PER TRE

Partiamo da Daniele De Rossi. L’ex centrocampista ha guidato la Roma dopo l’esonero di José Mourinho, totalizzando 30 partite sulla panchina giallorossa. Durante la sua gestione, la squadra ha ottenuto 14 vittorie, 9 pareggi e 7 sconfitte, segnando 50 gol e subendone 35.
La sua media punti per partita (1,70) attualmente è la più alta tra gli allenatori, ma non è bastata a consolidare la sua posizione. Nonostante i 51 punti totalizzati in toto, le fragilità difensive e l’incostanza hanno pesato, così come le scelte inusuali e frettolose della società. Come De Rossi stesso ha detto in passato: “La perfezione non esiste, ma è lì che dobbiamo tendere”. Tuttavia, nel suo caso, la strada verso la perfezione è rimasta incompiuta. Un vero e proprio AMARCORD  “Però era magico, cosa sei tu un dejavu. Mi sono solo illusa. Amarcord

Il passaggio a Ivan Juric, che ha assunto la guida tecnica della Roma per 12 partite, ha mostrato luci e ombre. Con 4 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte, la media punti è scesa a 1,25, accompagnata da una differenza reti negativa (-2). La squadra ha segnato 15 gol, ma ne ha subiti 17, segno di difficoltà sia in fase offensiva che difensiva. Juric ha sempre creduto che “il lavoro duro paga”, ma in questa breve parentesi il tempo non è stato sufficiente per vedere i frutti, complici anche scelte tecniche più che discutibili. Juric: GRAZIE MA NO GRAZIEMa che storia triste. Avevo aspettative basse. So già come finisce”

Ranieri: capitolo III

Con l’arrivo di Claudio Ranieri, il vento è sembrato cambiare. In 12 partite, la squadra ha ottenuto 6 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, segnando 23 gol e subendone solo 12. La media punti di 1,75 è leggermente inferiore a quella di De Rossi, ma il miglioramento nella solidità difensiva e nella produzione offensiva è evidente. Che sia lui la vera cura? “Solo tu sei la cura per me . Tutto passa, ma scordarti ancora non so come si faccia”. Ranieri: LA CURA PER ME

Confrontando le tre gestioni, appare chiaro che il tecnico di Testaccio ha saputo portare quell’equilibrio che mancava da tempo. De Rossi, nonostante i numeri migliori, è stato frenato da una struttura difensiva fragile e non ancora ben formata, mentre Juric ha pagato le scelte tecniche e la voglia di imporre troppo presto la sua visione. Ranieri, invece, ha trovato il modo di far emergere il meglio dal gruppo, mostrando che il calcio non è solo numeri, ma anche emozione e fiducia. Come dice lui stesso: “Nel calcio, come nella vita, la semplicità è il segreto del successo”.

CERTEZZE…

Tra le note positive della stagione figurano gli arrivi di Hummels, Koné, Saelemaekers e Dovbyk. 

Il centrale è arrivato a parametro zero dal Borussia Dortmund e, dopo una lunga serie di panchine sotto la guida Juric, con l’avvento di Ranieri, si è preso la Roma diventando imprescindibile. Al momento sono 8 le presenze in stagione. Esperienza, leadership e qualità agli ordini di Ranieri, il quale ha già ammesso di puntare sul tedesco anche per la Roma del futuro. Quando è in giornata a livello fisico e tecnico, Hummels appartiene indubbiamente a un’altra categoria. Per la Serie A un FUORILEGGE “Senza di me cosa fai? Forse non sai che per te ho pianto. Stelle sopra al soffitto però mi accontento” 

Se Hummels ha beneficiato della fiducia di Ranieri, Koné ha dimostrato fin da subito la sua importanza per la squadra. Il centrocampista francese rappresenta, al momento, il vero colpo del mercato estivo in casa giallorossa: 21 presenze stagionali, 2 gol e un assist. Ma soprattutto, tanta quantità, cha abbinata alla giusta dose di qualità in mezzo al campo, gli han permesso di diventare il titolare inamovibile della squadra. L’ ANEMA E CORE della Roma “Baby I love you, nennè ti amo. Non so se ti suonerà neo-melodico ma stanotte ti dedico anima e core”

… E PROSPETTIVE

Una pedina fondamentale della Roma è rappresentata da Alexis Saelemaekers: l’esterno belga, in prestito secco dal Milan, ha dovuto fare i conti fin dall’inizio della sua esperienza nella Capitale con un infortunio alla caviglia, che lo ha costretto ai box per due mesi. Una volta tornato a disposizione, Saelemaekers si è ritagliato fin dal primo momento un posto negli undici titolari di Ranieri. Da seconda punta o da esterno di centrocampo, il belga ha convinto tutti: 13 presenze, 4 gol e 2 assist in Serie A. Unica nota dolente: l’incertezza sul suo futuro. D’altronde, con tutti i giocatori in prestito, bisogna fare attenzione, perché SE TI INNAMORI MUORI “Che non è facile lasciarsi perdere. Serenamente. Perché è impossibile scordare quelle notti”

Tra le note positive c’è anche Dovbyk: il centravanti ucraino finora ha realizzato 13 gol e 2 assist in 32 presenze complessive fra tutte le competizioni, alternando ottime prestazioni a prove alquanto negative. I tre cambi in panchina non gli hanno facilitato la stagione di esordio nel campionato italiano che, specialmente per un ruolo delicato come quello del centravanti, richiede un periodo di ambientamento fisiologico. Non è ancora la macchina da gol vista al Girona nella passata stagione, ma il valore dell’ucraino rimane indiscutibile. Dobvyk: VOLEVO ESSERE UN DUROVivere la vita è un gioco da ragazzi, me lo diceva mamma, ed io cadevo dagli alberi. Quanto è duro il mondo per quelli normali”

PORTO – ROMA

Restiamo sulla stretta attualità: questa non è solo la settimana di Sanremo, ma anche quella dei playoff di Champions League ed Europa League, che hanno visto la Roma impegnata in trasferta contro il Porto.

Finisce 1-1 al Do Dragao. Un pareggio prezioso, strappato con grinta e carattere: le doti che chiedeva Ranieri alla squadra. In vantaggio con Celik nel primo tempo, i giallorossi subiscono la rete di Moura nella ripresa. Nonostante l’inferiorità numerica, a causa dell’espulsione di Cristante, la Roma ha mostrato resilienza e determinazione, riuscendo a difendere il risultato fino al fischio finale. Ranieri a fine partita ha espresso soddisfazione per la prestazione della squadra, sottolineando la grinta e il carattere dimostrati, ma ha anche manifestato rammarico per l’occasione mancata di portare a casa una vittoria.

Ora tutto si deciderà all’Olimpico, dove i giallorossi dovranno sfruttare il fattore campo per conquistare la qualificazione e dare, si spera, la scossa definitiva a questa stagione rollercoaster. Pertanto, il nostro commento è rinviato di una settimana, Roma:non fare la stupida, datte na mano“.

Autore

  • Sono una calciatrice di Serie C e una laureata in Psicologia. Da oltre un anno scrivo per Fuoridalgioco e da qualche mese sono referente della sezione Calcio. Il calcio stesso è la mia più grande passione e attraverso la scrittura cerco di unirlo ai miei studi, approfondendo il lato mentale ed emotivo, oltre quello tecnico-tattico.

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