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Pietro Iemmello: gol, cuore e leggenda giallorossa

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Calcio, Interviste, Serie B e

Pietro Iemmello: gol, cuore e leggenda giallorossa

Pietro Iemmello, attaccante, bomber, leader e capitano dell’US Catanzaro 1929 è stato ospite di Espresso Cadetto, il podcast sulla Serie BKT e partner social di Lega B, in onda ogni martedì mattina su Spotify, condotto dal nostro Luca Leoni insieme a Giacomo Giunchi. Dal Ceravolo e ritorno. Un viaggio lungo la penisola, da Firenze a Vercelli, con tappe a La Spezia, Sassuolo e Perugia. Parentesi dal retrogusto agrodolce, come quella di Foggia, guidate dalla mano di Roberto De Zerbi, fino al salto al di là del mare stretto. Destinazione: Canarie, Las Palmas. Prima della volta di casa, nella sua Catanzaro. Da tifoso a capitano. Da capitano a leggenda. Da leggenda a Re. Tra record, obiettivi e aneddoti: Pietro racconta Iemmello e Iemmello racconta Pietro. L’uomo dietro al giocatore, il calciatore dietro all’icona. Di una città, di un popolo, quello giallorosso. Sempre con i gol nel destino.

Le aquile non hanno limiti

Luca Leoni: “Partiamo con dei dati: 1 gol, 1 assist, 2/2 dribbling riusciti e 3 punti in tasca, che ti sono valsi il titolo di MVP della 25ª giornata. Diciamo che una parte della vittoria sul Mantova è passata dai tuoi piedi. Che gara è stata?”

Iemmello: “Una gara fondamentale. Venivamo da due vittorie ed è stato molto importante aver fatto la terza. Una partita dove siamo partiti bene, facendo gol all’inizio. Poi siamo riusciti a raddoppiare, per poi gestirla fino alla fine.”

Giacomo Giunchi: “Allargando un po’ il campo, 3ª vittoria consecutiva (oltretutto sempre per 2-0), 41 punti e 5º posto in classifica. Nelle ultime due stagioni (chiuse al 5º e 6º posto), la vostra cavalcata si è fermata alle semifinali playoff (contro Cremonese e Spezia): credi che siano maturi i tempi per una tanto attesa finale per questo Catanzaro?

Iemmello: “Questi ultimi due anni (onestamente) sono stati un po’ una sorpresa perché è incredibile aver fatto due semifinali di fila. Nel 2023 eravamo una neopromossa. Dopo la prima stagione in Serie B abbiamo cambiato tanto e l’obiettivo della società è sempre quello di consolidare la categoria. Quindi, con la semifinale playoff della scorsa annata abbiamo raggiunto un obiettivo che non ci eravamo posti a inizio stagione. Ogni anno stiamo riuscendo a fare cose importanti. In questa stagione siamo ancora lì, a salvezza ormai raggiunta (penso di sì) ce la possiamo giocare ed è giusto non porci limiti. Abbiamo di fronte squadre molto forti e strutturate. Però mai dire mai, noi ci siamo.

Come gestire un ricambio generazionale

Luca Leoni: “Sempre parlando della stagione, mister Aquilani in luglio ti ha definito “il suo Totti”. Da leader, capitano e simbolo di questa squadra, com’è stato gestire il ricambio generazionale che in parte è avvenuto in estate, con gli addi di Scognamillo, Biasci, Bonini…?”

Iemmello: “La scorsa estate sono partiti due pezzi storici come Scognamillo e Biasci e la società si ristruttura ogni anno. Il DS Polito è rimasto e abbiamo cambiato allenatore. Aquilani è bravissimo, sa lavorare con i giovani e ha un’identità ben precisa. Farà sicuramente molto strada.”

Iemmello

Cissè e Liberali: talento, testa e umiltà

Giacomo Giunchi: “Ecco Pietro, possiamo dire che questo mix è forse il segreto di questo Catanzaro. A proposito di giovani, ti chiediamo un pensiero su due ragazzi che si stanno mettendo in luce e che oltretutto hanno il Milan nel destino: Liberali, cresciuto proprio nei rossoneri, e Alphadjo Cissè, che a Milano vedrà invece il suo futuro. Ci parli un po’ di loro, come sono arrivati, come si sono integrati e dove possono arrivare?

Iemmello: Cissè lo conoscevamo poco quando è arrivato, ma in questi mesi si è fatto notare per la sua qualità, elevata per la Serie B e considerando la sua età. Bravo Polito a sceglierlo. Penso che la sua forza sia la sua natura umile, un ragazzo che vuole crescere e con la testa sulle spalle. A vent’anni è facile montarsi la testa e perdersi, ma credo che abbia le carte in regola per fare una bellissima carriera.”

Stesso discorso per Liberali, che è arrivato con aspettative molto alte. Brava la società e il mister a proteggerlo, seguirlo, farlo crescere con pazienza, prima di schierarlo titolare con continuità.. E lui in 3 mesi è diventato un altro calciatore, dimostrando il suo talento.

Vivere il mito, tra record e divertimento

Luca Leoni: “Torniamo ora su di te: sei il secondo miglior marcatore all time del Catanzaro con 80 reti in 159 presenze, con Palanca distante 53 lunghezze (a 137). In cadetteria invece te ne mancano 27 per raggiungere quota 100: pensi di poter eguagliare questi due traguardi?

Iemmello: “Eguagliare il record di reti di Palanca (137) lo vedo un po’ difficile. Sono tanti gol (ride, ndr). Non so quando smetterò di giocare, ma è dura raggiungere quella quota. Nella mia carriera ho sempre pensato che i gol siano importanti per un attaccante, ma per la mia persona è il divertimento che mi spinge ad andare avanti. Alla mia età mi preme di più divertirmi in campo e con la squadra. Vedremo. Non mi pongo limiti.”

Luca Leoni: “Secondo noi sei come il buon vino, che invecchiando migliori, quindi ci riuscirai.”

Iemmello: “Grazie mille, vedremo. Non mi pongo limiti. Poi se arriveranno, sarà una grande soddisfazione personale.

Esperienze all’estero: Las Palmas

Giacomo Giunchi: “Nel corso della tua carriera hai vestito tantissime maglie, ma ce n’è una in particolare che ha colto la nostra attenzione e che hai condiviso anche con mister Aquilani: quella del Las Palmas. Come nacque l’idea di andare a Gran Canaria e com’è stato il tuo contatto con il calcio spagnolo?

Iemmello: “Guarda, sono andato a Las Palmas in epoca Covid, a Settembre 2020. Il calcio spagnolo mi ha sempre incuriosito e volevo conoscere la loro cultura. Dopo qualche colloquio e una chiacchierata con il loro DS, che mi ha spiegato il loro progetto e le loro strutture, sono riuscito ad andare lì. Fu un’avventura breve, ma che porto dietro con affetto, perché ho vissuto in un clima diverso, per come intendono e vivono il calcio. Un’esperienza per me sicuramente positiva.”

Ritorno a casa

Luca Leoni: “Passiamo a tempi più recenti. Nel gennaio del 2022 decidi di lasciare la cadetteria (ai tempi con la maglia del Frosinone) e prendi una scelta di cuore: scendere di categoria e passare al Catanzaro, la squadra della tua città. Spesso si dice “nemo profeta in patria”, ma possiamo dire che a conti fatti per te è stato il contrario. Come hai vissuto quei momenti e cosa ti ha spinto ad accettare questa sfida? Visto che eri fermi da diversi mesi, come poi hai raccontato.”

Iemmello: “Ero a Frosinone, ma non stavo giocando tanto. A Gennaio arrivò la chiamata sia dell’Avellino che del Catanzaro. Onestamente ho sempre sognato di giocare nel Catanzaro. Sono nato qui e sono stato tifoso da bambino. Era la mia squadra, andavo in curva. Ho sempre avuto in testa l’idea di poter vestire la maglia della mia città. Nel 2022 si è fatta avanti questa opportunità e si sono incastrate parecchie cose: la società era nuova e ambiziosa e ho deciso di tornare qui.”

Foggia: ricordi agrodolci

Giacomo Giunchi: “Nel corso di quella stessa stagione avvenne anche l’episodio che ti vide, a tuo malgrado, protagonista: l’aggressione da parte dei tifosi del Foggia al Pino Zaccheria, che era stata anche la tua “casa” per 3 stagioni (e con ben 60 gol): cos’hai provato quel giorno e come ha inciso nella tua visione del calcio?

Iemmello:Ho un ricordo bellissimo di Foggia, nonostante l’episodio del 2022. Lì sono cresciuto calcisticamente e umanamente. È una città che mi ha dato veramente tanto. Dispiace che con la piazza ci lasciammo male, perché chiudemmo la stagione con la retrocessione in Serie C. Poi in quella partita con il Catanzaro vincevamo 5-1, c’era il rigore, potevo fare tripletta e loro l’hanno vista come una mancanza di rispetto. Un po’ come in quelle storie di amore e odio. Ma a distanza di anni posso dire che prevale comunque l’affetto.

Il rapporto con De Zerbi

Luca Leoni: “Scivolando sulla parentesi foggiana, uno degli allenatori con cui hai legato di più è stato Roberto De Zerbi: sei rimasto in contatto con lui e se magari vuoi mandargli un messaggio dopo questi mesi di alti e bassi a Marsiglia?

Iemmello: “Roberto è stato un padre calcistico per me, ha creduto prima di tutti nelle mie capacità. De Zerbi mi ha voluto a tutti i costi a Foggia, facendomi diventare prima calciatore e poi uomo. Ci sentiamo spesso e sono sicuro che tornerà ad allenare una grande squadra, perché é un rivoluzionario. Tanti allenatori si ispirano a lui perché le sue squadre giocano molto bene.”

Dopo il ritiro? Su una panchina

Giacomo Giunchi: ” Chiudiamo con uno sguardo al futuro. Premesso che ci sono ancora tanti record da battere e, chissà, pure un Catanzaro da trascinare in Serie A, hai dichiarato che un domani ti piacerebbe allenare. C’è uno o più tecnici che osservi da vicino e ti piacerebbe ripartire proprio dalla panchina dei giallorossi?

Iemmello: Ci penso da anni. Un domani mi piacerebbe fare l’allenatore. Già oggi mi ci sto preparando: a tempo perso guardo, studio e osservo. La panchina del Catanzaro? Non lo so, perché quando inizi la carriera da tecnico ti senti come un giovane calciatore che parte dalla Primavera e deve fare tutta la gavetta. Comunque non ho fretta, ci penserò quando appenderò gli scarpini al chiodo. “

Iemmello

Autori

  • Giornalista e storyteller.

    Cesenate dal cuore latino, storico applicato al calcio. Autore per FuoriDalGioco, ex collaboratore di FIFA.com e inviato per CalienteTv in UEFA Champions League.

    Nel tempo libero papà di Espresso Cadetto.

    Dietro ogni risultato c’è un giocata. E dietro a ogni giocata c’è una storia da raccontare.

  • Fondatore di FuoriDalGioco. Studente di Scienze Giuridiche.
    Gestisco e coordino ogni attività diretta alla pubblicazione di contenuti come articoli e video, insieme alle pubbliche relazioni. Non mi pongo limiti di fronte alla possibilità di crescere e cerco l’avanguardia in ogni ambito. La mia missione è raccontare lo sport nella piena originalità.

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