07 Gennaio 2026
Un nuovo anno tennistico è alle porte, o meglio, è già cominciato. Tra sorprese, ritorni, conferme e ultimi canti anche il 2026 del tennis, come le ultime stagioni, è pronto a regalare spettacolo ed emozioni, ovviamente alle spalle dei due alieni.
Partendo proprio dai due giocatori più forti attualmente sul pianeta, Sinner e Alcaraz sono pronti a sfidarsi al primo Slam dell’anno, l’Australian Open, l’unico torneo del Grande Slam dove ancora non si sono incontrati.
Se Sinner è a caccia del terzo titolo in terra australiana consecutivo, Carlos (per la prima volta senza il suo storico coach Juan Carlos Ferrero) vuole prendersi il primo Slam dell’anno ribaltando l’egemonia indoor dell’italiano. 2026 che offrirà presumibilmente la chance a Jannik di tornare numero uno del mondo, recuperando i punti dei Masters 1000 primaverili, saltati l’anno scorso per la sospensione.
Il 2026 del tennis sarà l’anno di nuovi talenti pronti ad affacciarsi tra i più grandi: da chi ha già dimostrato talento cristallino come Fonseca e Tien a chi ancora ha tanto migliorare come Engel e Basavareddy.
Un focus in particolare, e un nome da tenere d’occhio è sicuramente Alexander Blockx; il belga classe 2005 sconfitto nella finale delle Next Gen Atp Finals da Learnen Tien ha dimostrato sprazzi di vero talento nel corso di tutto l’anno, pur senza troppo clamore.

Se da un lato c’è chi cerca uno spiraglio per emergere nel grande tennis, dall’altro c’è chi ha fatto la storia di questo sport ed è giunto all’ultimo ballo.
Partendo da Stan Wawrinka, lo svizzero classe 1985 ha annunciato che il 2026 sarà il suo ultimo anno nel circuito. Stiamo parlando di un’assoluta leggenda del tennis, vincitore di 16 titoli ATP di cui tre Slam (Australian Open 2014, Roland Garros 2015, US Open 2016), il tutto nell’epoca dei mostri sacri dei big three.
L’altra leggenda che a fine anno appenderà la racchetta al chiodo è Gael Monfils. Se il palmares del trentanovenne francese è sicuramente meno ricco di quello dello svizzero (vantando comunque 13 titoli, una semifinale al Roland Garros e un best ranking al numero 6), Gael è stato un personaggio semplicemente iconico. Il suo stile di gioco spettacolare, i suoi colpi pazzeschi e le sue maratone sono un piccolo pezzo di storia di questo sport che Monfils lascerà.
In tutto questo l’Italia si candida ad un ruolo da protagonista anche quest’anno. Al di là dell’ormai solito Sinner sono ben cinque gli italiani in top 50, con Berrettini appena fuori.
Da Musetti chiamato a ripetere l’incredibile 2025 all’eroe dell’ultima Coppa Davis Flavio Cobolli, pronto al definitivo salto di qualità e all’ingresso, perché no nella top 15.
Gli stessi Sonego e Darderi hanno dimostrato di valere la classifica che hanno, con l’italo-argentino che deve dimostrare di essere pronto a competere anche su altre superfici oltre la terra rossa.
Infine guardando ai giovanissimi lo sguardo è ovviamente rivolto al classe 2007 Federico Cinà; attualmente alla posizione numero 237 del ranking, in questa stagione il palermitano avrà la possibilità di salire e di crescere ulteriormente, senza affrettare i tempi ma con la consapevolezza del suo talento.


Infine ci sono ormai i soliti noti, i comuni mortali. Se Jannik e Carlos hanno ormai monopolizzato la maggior parte dei tornei del circuito, alle loro spalle la bagarre è apertissima con tanti giocatori pronti a sfruttare loro eventuali passi falsi.
Da chi vuole tornare ad alto livello come Tsitsipas dopo un’annata disastrosa, a chi rientra dopo un lungo infortunio come Hubert Hurcacz. Tra gli altri soliti noti i sempre ostici Zverev, Medvedev e Fritz vogliono mettere i bastoni tra le ruote ai due fuoriclasse.
Per chiudere non si può non citare quello che probabilmente è ancora, all’età di 38 anni, il terzo giocatore più forte del circuito, Nole Djokovic. Se ormai ci stiamo avvicinando alla chiusura della carriera del tennista più forte di sempre, il serbo vuole ancora dire la sua; ovviamente il numero di tornei che Novak giocherà quest’anno saranno ancora meno del precedente, focalizzandosi e preparandosi al massimo per gli Slam, a caccia del tanto bramato venticinquesimo titolo, e quando Djokovic è in tabellone non si può mai darlo per vinto.
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