05 Novembre 2024
È il 24 maggio del 2003, e il Como sconfigge il Torino in casa per 1-0 grazie alla rete di Benin. La Gazzetta dello Sport parla di una partita noiosa, con i padroni di casa che trovano una vittoria che non gli impedisce di evitare la retrocessione in Serie B. “Arrivederci in B”, si legge nell’articolo di Massimo Arcidiacono, e nessuno si poteva immaginare che questo “arrivederci” sarebbe stato lungo 21 anni. Da quel 24 maggio del 2003, infatti, il Como ha vissuto una lunga odissea nelle serie minori, e soltanto al termine della scorsa stagione i lombardi sono tornati in Serie A. Ma come sta andando, finora, il campionato del Como?
Fabregas e i suoi si trovano al 15esimo posto, con 9 punti conquistati a seguito delle 2 vittorie e dei 3 pareggi, i gol segnati sono stati 12 e quelli subiti 21, con una differenza reti di -9. Da quando la Serie A è tornata a 20 squadre, nel 2004-05, la media punti con la quale le squadre si sono salvate è stata di 37,2 punti. Negli ultimi anni questo dato è in lieve calo, e, seguendo la media punti fatta dal Como finora (0,81), al termine della stagione i ragazzi di Fabregas dovrebbero chiudere con 31 punti fatti. Basteranno?
Lo spagnolo non ha bisogno di presentazioni: da giocatore era un professore di alcuni dei centrocampi più forti del mondo, dal Barcellona all’Arsenal, passando per il Chelsea e per la Spagna, con la quale si è laureato campione del mondo nel 2010 e campione d’Europa nel 2008 e nel 2012. Nella sua carriera si è sempre contraddistinto per essere un giocatore con qualità tecnico-tattiche fuori dal comune, e questo è quello che sta provando a replicare, da allenatore, nel Como. Calcio veloce, brillante e pratico: con il suo 4-2-3-1 vengono valorizzati soprattutto i giocatori offensivi, ai quali lascia grandi libertà di svariare e di inventare in mezzo al campo. Le lacune riguardano soprattutto la fase difensiva: il Como che ha la seconda peggior difesa del campionato e un centrocampo fatica a fare filtro. Manca un punto di riferimento nella retroguardia e la squadra è troppo altalenante, come dimostrano i risultati.
Le note più liete riguardano soprattutto Strefezza, che sembra essere tornato il giocatore di Lecce: 2 gol e 1 assist a referto. Fadera, arrivato come uno sconosciuto, si sta ritagliando un ruolo sempre più importante, con 8 presenze (524′ in totale) e 1 rete, Cutrone sta attraversando quella fase di maturità calcistica che lo può portare nuovamente nel giro della nazionale. Infine, c’è lui: Nico Paz.
Classe 2004, cresciuto nel Real Madrid, Nicolas Paz Martinez è a tutti gli effetti il giocatore più interessante del Como. Arrivato in Lombardia il 25 agosto del 2024, in pochissimo tempo il trequartista spagnolo naturalizzato argentino ha conquistato la titolarità e lo status di stella della squadra. 9 partite totali, 1 gol, 3 assist e tantissime giocate da fuoriclasse, che gli hanno garantito la convocazione con l’Argentina. Grazie alle ottime prestazioni fornite con la maglia del Como, inoltre, il suo prezzo di mercato è arrivato a toccare quota 15 milioni di euro, secondo i dati di Transfermarkt.
Nico Paz è il prototipo di giocatore moderno: alto 1,86 metri, forte fisicamente e tecnicamente, il suo ruolo naturale è quello di trequartista ma può agire anche come centrocampista centrale o ala destra. La sua esplosione, che non è assolutamente improvvisa, ha cambiato decisamente le gerarchie del Como, dal momento che è diventato un titolare inamovibile della trequarti e ha relegato in panchina (complice anche l’ottimo inserimento in squadra di Fadera) Lucas Da Cunha, che partiva come titolarissimo.
Dopo la sconfitta per 3-0 contro la Juventus, il Como è sensibilmente cresciuto nelle partite successive, dimostrando di essere una squadra che può tranquillamente stare in Serie A. D’altronde, l’esperienza non manca: oltre i giocatori in rampa di lancio come Paz e Perrone, infatti, il Como ha in rosa anche dei giocatori con un’importante carriera alle spalle, che li rendono dei pilastri sui quali Cesc Fabregas può contare. Su tutti, è impossibile non citare Sergi Roberto, centrocampista classe 1992 che con il Barcellona ha vinto tutti i trofei possibili e immaginabili.
Dopo la pesante sconfitta casalinga contro la Lazio, i lombardi sono usciti sconfitti anche dal Castellani. È bastato un gol di Pellegri per decidere il match a favore dell’Empoli, e minare alle certezze del Como.
Nelle ultime 5 partite, infatti, i ragazzi di Fabregas hanno conquistato appena un punto e, dopo un inizio di campionato comunque interessante, adesso si trovano ad appena un punto dalla zona rossa. Durante la sfida di ieri non hanno funzionato le scelte di Fabregas, che ha voluto dare un po’ più di spazio alle seconde linee. Si è sentita la mancanza di Nico Paz in mezzo al campo e Da Cunha non è riuscito a creare pericoli alla difesa toscana, così come Strefezza. Rimangono sempre i canonici problemi difensivi, con un reparto che necessita di qualche innesto di qualità nel mercato di gennaio per alzare il livello: 22 gol subiti (seconda peggior difesa) sono assolutamente troppi.
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