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Venezia, vietato alzare bandiera bianca

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Calcio –

Venezia, vietato alzare bandiera bianca

Nonostante un’ottima partita per più di un’ora, il Venezia riparte male dopo la sosta: il gol di Dorgu regala al Lecce i primi tre punti dell’era Giampaolo, condannando gli arancioneroverdi al baratro. Dopo la terza sconfitta consecutiva i lagunari si trovano in solitaria all’ultimo posto. Vietato mollare per Il Venezia e per Di Francesco, le cui strade si sono incrociate per cercare di raggiungere un’impresa che si fa sempre più difficile.

Destini incrociati

26 maggio 2024. Allo stadio Benito Stirpe va in scena lo scontro salvezza all’ultima giornata tra Frosinone e Udinese. Il primo gol in serie A di Keinan Davis al minuto 76 spegne il sogno di Eusebio di Francesco di regalare ai ciociari la prima storica salvezza in serie A. Il Frosinone è di nuovo in serie B.

Dopo un ottimo avvio di stagione, sembrava una storia a lieto fine quella del tecnico abruzzese. Dopo anni di fallimenti ed esoneri prematuri, Di Francesco era riuscito a trovare un ambiente in cui poter esprimere al meglio le sue idee. Invece in primavera il Frosinone è crollato a picco fino alla retrocessione.

Quella stessa primavera un’altra squadra stava vivendo la parabola inversa: il Venezia di Paolo Vanoli. Il club veneto, trascinato dalle reti di Joel Pohjanpalo, chiude il campionato cadetto al terzo posto, qualificandosi per i play-off.
Il 2 giugno 2024 il Venezia torna in serie A, grazie alla vittoria in casa per 1-0 contro la Cremonese.

Pochi mesi dopo i destini degli arancioneroverdi e di Eusebio Di Francesco si incrociano. Entrambe le parti prendono la stessa strada: la proprietà americana dei lagunari sceglie Di Fra per raggiungere l’obiettivo salvezza in Serie A.

Venezia
Lo stadio Penzo al termine di Venezia-Cremonese (foto Luigi Brugnaro). Fonte: di Venezia Today

Alla ricerca della propria identità

La stagione dei veneti è partita nel peggiore dei modi: 11 gol fatti e 22 subiti in 13 partite. Nonostante questi dati, gli arancioneroverdi non hanno né il peggior attacco né la peggior difesa. Il Venezia è il fanalino di coda del campionato con appena 8 punti.
L’ultima apparizione nella massima serie risale alla stagione 2021/2022, terminata con la retrocessione. Quell’anno però, dopo 13 giornate, i punti raccolti erano stati 15, quasi il doppio di quelli raccolti fin qui in questa stagione.

I veneti hanno dunque un disperato bisogno di trovare la propria identità. Se da una parte il sistema di gioco basato sulla difesa a tre è diventato il punto fermo di Di Francesco, dall’altra il tecnico ex Frosinone non ha mai confermato lo stesso 11 di partenza: 13 formazioni titolari diverse in 13 partite, impiegando ben 28 giocatori. Svoboda, Zampano e Idzes hanno raccolto più minutaggio di tutti, seguiti da Oristanio e Pohjanpalo, capitano, trascinatore e capocannoniere della squadra con 4 gol. Il Venezia si affida proprio alla loro qualità per risolvere la prolificità offensiva.

Preoccupa anche la fase difensiva, anche perché tra i pali il finlandese Joronen ha perso il posto di titolare, scalzato da Filip Stankovic. Ma neanche il figlio d’arte scuola Inter garantire certezze.

Si salvi chi può

Nonostante il pessimo inizio di stagione, il Venezia si trova a sole tre lunghezze di distanza dal quartultimo posto, occupato da Genoa e Cagliari. Si tratta di una vera e propria bagarre per la salvezza, che vede ben otto squadre raccolte in appena quattro punti: dal Parma attualmente tredicesimo al Venezia ultimo in classiffica.

La speranza è più viva che mai, soprattutto considerando il fatto che in alcune occasioni i lagunari hanno dimostrato di essere all’altezza delle dirette concorrenti. Le due vittorie casalinghe contro Genoa e Udinese e il pareggio per 2-2 a Monza possono far ben sperare gli arancioneroverdi. Così come sono state un ottimo segnale alcune prestazioni, come contro Roma, Inter e in quella dell’ultimo turno contro il Lecce, in cui gli episodi non hanno girato dalla parte giusta.
Inoltre, molte altre squadre stanno attraversando diverse difficoltà, e nessuna pretendente alla salvezza può stare tranquilla al 100%.

Calciomercato tra luci e ombre

Numerosi sono stati gli innesti durante il mercato estivo: l’acquisto più oneroso è stato Gaetano Oristanio, prelevato per 4 milioni dall’Inter. il classe 2001 ex Cagliari è al centro di tutte le azioni offensive grazie alla sua duttilità e capacità di svariare su tutto il fronte. Dotato di un ottimo tiro, dribbling e velocità ha totalizzato un gol e due assist. Numeri forse non abbastanza per poter trascinare il Venezia verso la salvezza, ma Il talento del trequartista campano sembra poter esplodere definitivamente.

La cessione di Tessmann a centrocampo è stata rimpiazzata con l’esperienza, i muscoli e il dinamismo di Alfred Duncan, e con la qualità di Nicolussi Caviglia, a segno la scorsa giornata contro il Parma.

Pochi minuti, invece per il 20enne esterno destro Richie Sagrado e il difensore centrale 22enne Joël Schingtienne. Il primo è quasi sparito dai radar dopo l’esordio da titolare alla prima giornata di campionato contro la Lazio (in seguito ha giocato solo contro l’Atalanta per poco più di un’ora), mentre il secondo ha giocato solo 90′ minuti nella catastrofica sconfitta 4-0 a San Siro contro il Milan.

Entrambi i calciatori sono arrivati dall’ OH Leuven per un totale di circa 5 milioni e fanno parte della nazionale del Belgio Under 21. Complice la giovane età e un necessario periodo di adattamento al campionato, i due prospetti non sono ancora riusciti a ritagliarsi il loro spazio, ma, visto l’oneroso investimento, ci si aspetta che il talento di questi due ragazzi possa esplodere e che possano aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo.

Le prestazioni non bastano. Si volta pagina con i punti

La sosta non è servita per rivitalizzare i veneti, almeno dal punto di vista del risultato: nel posticipo del lunedì il Venezia crolla in casa contro il Lecce. I salentini tornano a segnare in trasferta dopo oltre 700 minuti. Partita paradossale, dominata in lungo e in largo per più di un’ora dai padroni di casa, ma alla fine la sfangano gli uomini di Giampaolo grazie alla terza rete in campionato di Patrick Dorgu.

Sconfitta amara per il Venezia, che avrebbe decisamente meritato i 3 punti: 16 conclusioni verso la porta, di cui 6 nello specchio, diversi interventi miracolosi di Falcone- cosa che non è una novità- e una traversa colpita da Idzes al 38’. Il dato più rilevante riguarda gli XG: 2,5, ma zero gol segnati. Solo una squadra in campo fino al minuto 70, quando il Lecce passa in vantaggio con Dorgu, che finalizza una bellissima azione corale costruita dal basso. Doccia fredda per il Venezia, che non riesce a reagire.

Di Francesco si porta a casa l’ottima prestazione, ma senza incisività e concretezza, nel calcio non si vince.

Venezia
Hans Nicolussi-Caviglia, fonte: profilo Facebook Venezia

Le prossime partite

Da qui alla fine del girone d’andata tutte le prossime partite casalinghe del Venezia saranno nodi cruciali per la salvezza: in laguna arriveranno Como, Cagliari ed Empoli. Obbligatorio cercare di fare bottino pieno per non rimanere troppo indietro, anche in vista delle trasferte proibitive che accompagneranno il Venezia da qui a Gennaio: Bologna, Juventus e Napoli.

Le prossime partite ci diranno molto sul futuro dei lagunari. Il Venezia si gioca una buona fetta di salvezza nei prossimi scontri diretti. Di Francesco deve assolutamente riscattarsi dopo anni di delusioni. Sempre considerando che il campionato è ancora lunghissimo.

Autore

  • 24 anni, genovese doc. Giornalista? No. La scrittura come forma per esprimere la mia libertà. Appassionato di calcio. Fetish per i giocatori strani del passato della nostra amata serie A. Da oltre un anno collaboro con Fuori Dal Gioco e sono referente della sezione “Calciatori dimenticati”.

    Risultatista puro. Chi lo ha detto che gli 0-0 sono partite brutte?

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