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Ancora loro, sempre loro

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Tennis –

Ancora loro, sempre loro

Come nei più classici dei déjà vu ci ritroviamo all’atto finale di uno Slam con ancora loro: Jannik, Carlos e Nole.

Sembra un finale già scritto, ed effettivamente lo è; a volte però ci si dimentica di quanto possa essere complicato un torneo del Grande Slam, con tutte le insidie che nasconde. Da una parte i due dominatori assoluti del tennis attuale, dall’altro l’immortale Nole, che a trentott’anni ha raggiunto le semifinali in tutti i tornei dello Slam nella stessa stagione, pura fantascienza.

L’ULTIMO CANTO DEL RE?

Cinquantatré, dicasi cinquantatré semifinali a livello Slam per Novak Djokovic, numeri semplicemente da capogiro. Il percorso che ha portato il campione serbo in Semifinale a Flushing Meadows non è stato sicuramente impossibile ma, a trentott’anni, senza giocare un match da Wimbledon, non è comunque da tutti. Novak ha lasciato per strada solamente tre set, al secondo turno contro Svajda, al terzo con Norrie e ai quarti di finale contro Taylor Fritz.

Dopo il ritiro con Zverev in Australia e il doppio ko contro Sinner al Roland-Garros e Wimbledon, Djokovic sfida Carlos Alcaraz. Lo spagnolo parte ovviamente forte dei favori del pronostico, in una condizione fisica e mentale ai massimi livelli.
Djokovic non vuole comparire e sa che potrebbe essere una delle ultime occasioni di andare a caccia del tanto agognato venticinquesimo Slam. La finale che tutti si aspettano è solo una, ma attenzione a dare per vinto troppo presto l’immortale Nole.

UNA RIVINCITA ANCORA DA PRENDERE

Se da un lato c’è chi, forse, è all’ultimo canto, dall’altro c’è chi ancora non ha digerito la sconfitta di Wimbledon. Com’era stato a parti invertite post Roland-Garros, l’obbiettivo segnato in rosso da parte dello spagnolo è sicuramente quello di prendersi la rivincita contro Jannik allo US Open, obiettivo che dista solamente due match.

Le motivazioni per Carlitos sono molteplici: di cancellare il ko londinese, pareggiare gli Slam nell’anno con Sinner e riprendersi il numero uno al mondo.
Tra Jannik e Carlos la finale tanto bramata ci sono di mezzo Auger e Djokovic, più il serbo che il canadese; due match che probabilmente ci porteranno a goderci, domenica, l’ennesima sfida tra due giocatori che semplicemente praticano un altro sport.

A CACCIA DEL BIS

Se vincere è difficile, rivincere è ancora più complicato. Lo sa bene il nostro Sinner che è a caccia del terzo Slam dell’anno (con quei tre match point di Parigi che ancora rimbalzano nella mente di tutti).

Il percorso a New York dell’altoatesino è stato pressoché impeccabile, con l’unico set lasciato in ottavi di finale contro un ottimo Shapovalov.
Dopo la masterclass ai quarti di finale contro Bublik, un altro canadese sulla strada del numero uno al mondo, Auger-Aliassime. L’ultimo incontro tra i due, nemmeno un mese fa è stato a senso unico, per usare un eufemismo e Sinner si augura di poter bissare il successo per giocarsi l’ennesima finale Slam.

Questa volta si giocherebbe potenzialmente a casa sua, su quella che è la superficie su cui Jannik si sente maggiormente a proprio agio. Imbattuto da tre Slam consecutivi sul cemento, Sinner, senza sottovalutare un finalmente ritrovato Auger, aspetta presumibilmente e nuovamente Alcaraz, in una sfida che promette spettacolo.

BENTORNATO FELIX

Si erano quasi perse le speranze ma, proprio quando ormai quasi nessuno ci credeva più, ecco che Felix Auger-Aliassime torna tra i grandi. Per la seconda volta in carriera infatti il canadese giocherà una semifinale Slam e lo fa dopo un percorso tutt’altro che semplice: Harris e Safiullin ai primi due turni, Zverev, Rublev e De Minaur a seguire, il tutto perdendo solamente due set.

Già a cincinnati l’ex numero sei al mondo aveva dimostrato una buona condizione e un buon livello di tennis, salvo poi essere sonoramente sconfitto da Jannik Sinner. Ora di fronte a lui nuovamente l’italiano e, quello che il nativo di Montreal si augura è un epilogo differente.

Difficile, forse impossibile, quel che è certo è che un Felix così in palla erano anni che non si vedeva, e chi ama questo gioco non può non essere contenta del ritorno di un ragazzo che ha subito cadere, soffrire e ora finalmente ripartire.

Autore

  • Sono Andrea, ragazzo di vent’anni appassionato di sport, dal calcio alle freccette. Scrivo per FuoridalGioco da oltre un anno e sono referente della sezione Tennis.

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