FuoriDalGioco Gli sport che ami, la voce che cercavi
Tennis, quali prospettive nel 2025? Parola a Guido Monaco

5 min di lettura

Interviste, Tennis

Tennis, quali prospettive nel 2025? Parola a Guido Monaco

Jannik Sinner ha ufficialmente preso il comando del circuito ATP, mentre Carlos Alcaraz cerca di ritrovare la costanza necessaria per contrastarlo. La generazione di mezzo, quella di Zverev, Medvedev e Tsitsipas, sembra aver perso il treno per la gloria, mentre i giovani talenti iniziano a farsi strada nell’olimpo del tennis.

Nel panorama italiano, il movimento maschile è in crescita, ma quello femminile fatica a trovare nuove protagoniste. In WTA, il dualismo tra Swiatek e Sabalenka resiste, ma outsider come Madison Keys dimostrano che le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

Il 2025 sarà l’anno della conferma o della rivoluzione per il mondo del tennis? Ne abbiamo discusso con Guido Monaco, giornalista Eurosport e OA Sport.

Jannik Sinner: la sua onnipotenza, il Grande Slam e il Caso Clostebol

La vittoria agli Australian Open ha certificato la superiorità di Sinner nel circuito ATP. Secondo Monaco, la caratteristica che più impressiona del talento italiano è la sua incredibile copertura del campo: “Arriva dappertutto, il che rende quasi impossibile fargli il punto. Si parla spesso del fatto che sia esile, ma in realtà il suo fisico è perfetto, frutto di un lavoro meticoloso sugli spostamenti.”

Sinner può realisticamente puntare al Grande Slam? Per Monaco non è un’utopia: “Se Alcaraz non ritrova la sua miglior forma, è molto probabile. Sarebbe un’impresa straordinaria, visto che nell’era Open non ci è riuscito nessuno. A differenza dell’epoca di Federer, Nadal e Djokovic, oggi non ci sono così tanti fenomeni a contendersi il primato.”

Quanto al caso Clostebol, il giornalista ritiene che Sinner e il suo team abbiano fatto la scelta più saggia accettando la squalifica di tre mesi: “Non era una buona situazione, meglio il male minore. In futuro, serve più chiarezza su episodi simili, spesso legati alla contaminazione involontaria piuttosto che a un reale doping.”

Carlos Alcaraz: un prodigio in cerca di continuità

Recentemente, Alcaraz ha definito Sinner “il miglior giocatore del mondo”, sottolineando il fattore che più fa la differenza oggi: la continuità. Eppure, lo spagnolo ha già tre Slam in bacheca, uno in più di Sinner.

Monaco non ha dubbi sulle qualità di Alcaraz: “A livello di talento puro, è forse qualcosa che non si è mai visto su un campo da tennis. Tuttavia, i suoi alti e bassi sono diventati sempre più evidenti, anche all’interno della stessa partita. Resta un contendente per le grandi vittorie, ma se non migliora la sua gestione della partita e della concentrazione, difficilmente dominerà la classifica.” L’attesa più grande è vedere una finale Slam tra i due: “La rivalità esiste già, ma per diventare leggendaria servono le finali nei Major. Spero arrivi presto.”

La generazione ’90 e il treno perso

Zverev, Medvedev, Ruud, Tsitsipas, Rublev e Fritz appartengono a quella generazione che avrebbe dovuto contendere la scena ai Big Three, ma che ha raccolto poco. Per Monaco, il loro problema principale è stato inizialmente la presenza di Federer, Nadal e Djokovic, ma anche con il passare del tempo non sono riusciti a colmare le loro lacune: “Ognuno di loro ha dei limiti precisi e ormai il treno sembra passato. Potranno vincere uno Slam nei prossimi anni, ma non hanno quel qualcosa in più per lasciare un segno duraturo.”

Le nuove leve: chi farà strada?

All’Australian Open, giovani come Fonseca, Tien, Michelsen e Mensik hanno fatto parlare di sé. Chi potrebbe emergere già nel 2025? “Fonseca sembra un predestinato, è solo questione di tempo. Tra gli altri, sono curioso di vedere l’evoluzione di Rune, Fils, Draper e Shelton: hanno talento, ma devono decidere cosa vogliono diventare. Se fanno il salto di qualità, possono avvicinarsi stabilmente alla top ten.”

Il tennis italiano: promesse da mantenere e conferme

Oltre a Sinner e ai soliti noti (Musetti, Sonego e Berrettini), il 2024 ha visto l’emergere di Cobolli, Arnaldi e Darderi. Cobolli ha potenzialità da top ten? Monaco è cauto: “Ha talento, ma non è ancora un top player. Arnaldi sta crescendo, mentre Darderi deve ritrovare la sua forma migliore.” Chi sta sorprendendo è Bellucci: “Serve in modo incredibile ed è un giocatore interessante, soprattutto sul veloce.”

Il tennis in rosa: un momento difficile

Dopo l’epoca d’oro di Errani, Schiavone, Pennetta e Vinci, il movimento femminile fatica a portare giocatrici in top ten. Oltre a Paolini (su cui ho qualche dubbio per il futuro), solo Cocciaretto e Bronzetti si mantengono a buoni livelli. “Il problema è strutturale: poche ragazze scelgono il professionismo. Mi dicono che qualcosa si sta muovendo, ma il buco dietro Paolini è grande. Cocciaretto può fare di più, ma ha avuto molti infortuni, mentre Trevisan è in crisi.”

Il 2025 sarà l’anno delle outsider? Il dualismo è finito?

La vittoria di Madison Keys all’Australian Open ha sorpreso molti, ma secondo Monaco il dualismo Sabalenka-Swiatek non è finito: “Keys ha meritato la vittoria, ma non credo possa confermarsi ai massimi livelli. Sabalenka e Swiatek restano le due più credibili, ho qualche dubbio su Gauff. La loro rivalità è destinata a continuare, soprattutto sulla terra e sul cemento.”

Sei appassionato di tennis? Leggi anche Novak Djokovic: la fame del campione

Non vi facciamo mancare niente, nemmeno gli sport invernali: leggi Federica Brignone, la “tigre” che continua a sbranare il mondo

Autore

  • Paolo Mazza

    26 anni, calabrese, laureato in Media e Giornalismo e giornalista pubblicista. In Fuori dal Gioco mi occupo della parte amministrativa e operativa, oltre che della stesura di articoli e creazione di contenuti. Mi piace cercare la curiosità e non amo scrivere banalità.

Leggi altro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti