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Ultras e pensionati uniti contro Milei

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Calcio, Calcio e politica –

Ultras e pensionati uniti contro Milei

Buenos Aires, Plaza de Congreso rappresenta molto di più che la sede del Parlamento argentino: qui il legame tra calcio, politica e storia alimenta il fuoco di milioni di cittadini. Il clima che si respira è capace di flettere anche la più sacra delle tradizioni in Argentina: quella del tifo calcistico. Nelle ultime settimane, a pochi passi dal Parlamento argentino, va in scena un complesso scenario di tensione sociale, paragonabile a un tango politico, tra i pensionati, con il supporto inedito degli ultras argentini contro l’amministrazione del paese. I manifestanti chiedono a gran voce adeguamenti pensionistici contro la politica del Presidente Milei che ha fatto dei tagli il proprio brand personale (con la motosega divenuta ormai il suo emblema riconoscibile).

Pensionati in mobilitazione

Plaza de Congreso diventa, ogni mercoledì, il punto di ritrovo fisso per i pensionati argentini. Questi vengono appoggiati dai partiti di opposizione, fra cui “Unione per la Patria”, coalizione di centro-sinistra e alcuni sindacati, in una lunga protesta per la revisione dei tagli alle pensioni attuate dal governo attuale. La situazione ha portato allo sfinimento una fascia fragile della popolazione. Le attuali pensioni mensili arrivano a 340 dollari statunitensi (equivalenti a circa 312 euro), costringendo molti anziani a gestire con estrema parsimonia ogni singolo dollaro, arrivando a scegliere se mangiare o comprare le medicine necessarie. Non sono mancati scontri fisici e repressione con il pugno duro da parte della polizia. Queste proteste arrivano a un anno di distanza dalle precedenti che denunciavano il grave stato di povertà e si opponevano ai tagli forti e controversi promossi dal presidente MIlei.

La cultura del tifo argentino

Quando pensiamo al tifo argentino siamo bombardati di immagini e video in cui una quantità spropositata di tifosi invadono strade, piazze e saltano a ritmo di cori sulle gradinate degli stadi. Ci sembra spesso tutto esagerato, o quanto meno troppo folkloristico. Lo diciamo seduti comodamente sul nostro seggiolino numerato o sul divano di casa, al caldo e con tutti i comfort. Ma l’esperienza argentina non si limita al calcio o al tifo da casa e bar. È un atto di fede che plasma un’educazione civica donandole un’essenza di “argentinità”. Rende i tifosi, non figli di un villaggio globale, ma radicati alla propria terra natia, culturalmente e attivamente. Noi abbiamo il catechismo o la chiesa, loro hanno un percorso di crescita già segnato dalla squadra per cui tiferanno. 

Il supporto degli ultras alla causa sociale

L’allenza tra ultras e pensionati rappresenta un fenomeno sociologico senza precedenti nel contesto argentino contemporaneo. Questi elementi permettono di comprendere la stretta correlazione tra tifoso argentino e società in cui vive. Se la società lo chiede, il tifoso c’è, più o meno violentemente. Ed è quello che è accaduto nelle scorse settimane, quando assieme ai pensionati, si son mossi gli ultras argentini: un corpo disorganico ed eterogeno, senza capo e senza la sacra regola del tifo.

La prima presenza in piazza è la conseguenza ad un fatto considerato inaccettabile: alcuni poliziotti argentini avevano circondato un 75enne che, durante le proteste, aveva addosso la maglia del Chacarita Juniors, club della seconda serie. Poco prima, l’anziano, aveva dichiarato ad una radio locale il suo appoggio e sostegno alla causa. Il suo grido di battaglia non cadde nel vuoto. Gli ultras della squadra, alla manifestazione successiva, si sono riservati in massa nelle strade. Sostenitori di club come Chacarita, Boca Juniors, River Plate, Indipendiete e altri si sono ritrovati uniti per un giorno contro un avversario comune. Da singolo aficionado ad un gruppo unico di aficionados.

Ultras e pensionati
Anziano tifoso con la maglia del Chacarita durante le manifestazioni

Fronte comune contro il governo

La risposta governativa alla mobilitazione congiunta di ultras e pensionati non ha aspettato molto ad arrivare. Il Ministro della Sicurezza, Patricia Bullrich, ha inasprito il clima già teso da anni tra tifo e governo, arrivando a minacciare l’interdizione dei primi dagli stadi. Confronti diretti, comunicazioni intimidatorie e misure repressive: le mosse della Ministra Bullrich sembrano intenzionate a colpire in un colpo solo le anime combattive del paese. Una mossa, soprattutto quella contro i barra bavras (il tifo più caldo argentino) che presenta analogie con quelle adottate in passato dal governo britannico guidato da Margaret Thatcher.

Il precedente di Maradona e la questione pensionistica

In realtà è qualcosa di già visto, o meglio, di già successo. Gli attori in gioco sono gli stessi: tifosi, pensionati e governo. La differenza la fa il personaggio che smosse gli animi in quel 1992. Non uno qualunque in generale, tanto meno in Argentina e che non si è mai tirato indietro quando si è parlato di schierarsi. Diego Armando Maradona non ha mai nascosto quello spirito combattivo e ribelle che ha contraddistinto la sua carriera anche extracalcistica (si pensi al tatuaggio di Che Guevara che aveva sul braccio destro).

La politica argentina e Maradona si ritrovano spesso l’uno sulla strada dell’altro. La controversa “mano di Dios”, che decise la sfida contro l’Inghilterra nel 1986, è stata più volte intesa come una forma simbolica di rivalsa per la questione delle isole Falkland. Già nel 1992, quasi da precursore assoluto, si interessò alla causa dei pensionati, ed intervistato da una televisione locale, lasciò ai posteri una delle sue frasi più iconiche: “bisogna essere dei cagones per non stare dalla loro parte”. Poche parole che fanno da manifesto a una tendenza sociale sempre più marcata da parte dei tifosi. Non a caso viene usata spesso come slogan anche nelle proteste più recenti. Proteste, pensionati e tifosi sempre sotto il segno del “Pibe de Oro“.

L’immagine in evidenza è presa da Reuters.

Autore

  • Studio Editoria e comunicazione all’Università degli Studi di Milano. Mi limito a scrivere di calcio, con sottile ironia, su Fuoridalgioco perché palla al piede sono un disastro. Se non esistesse il calcio passerei le giornate parlando di teorie e tecniche degli scacchi, ma in realtà lo faccio già. Piango ogni volta che vedo un video di Pato al Milan o parte Touch dei Daft Punk.

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