31 Ottobre 2025
L’Hellas Verona, rispetto alla scorsa stagione, ha attraversato una piccola rivoluzione. L’ossatura della squadra è cambiata notevolmente, puntando da un lato sull’usato sicuro, come Roberto Gagliardini, e dall’altro su alcune scommesse, nella speranza che possano determinare la lotta alla permanenza in Serie A. Le condizioni nelle quali ha operato l’Hellas sul mercato, ricordiamolo, sono state precarie. Budget limitato, alcuni affari importanti saltati proprio per ragioni economiche. Spicca su tutti il caso Baldanzi. Eppure forse c’è qualcosa, o meglio qualcuno, per cui vale la pena attenzionare le sponde veronesi quest’anno. Ci riferiamo nello specifico al nuovo duo d’attacco: Giovane Santana do Nascimento e Gift Orban.
Nato nel 2003 a Limeira, cresciuto nel vivaio del Corinthians, è il tipo di attaccante che sembra appartenere a una scuola passata: strutturato (1,84 per 78 kg), potente di gambe, piede sinistro educato ma colpi mai banali. È una punta che viene incontro, che si sporca con il gioco, che brama il gol senza dimenticare di lavorare per i compagni. Descrizione che, per ora, trova riscontro nelle sue prestazioni. Giovane ha un’alta predisposizione al tiro (2.9 a partita) e al tiro in porta (1.6 di media a partita) con un xG atteso di 1.99. Nonostante ciò, non ha ancora trovato la via del gol. Eppure, vanta a tabellino già tre assist, di cui due arrivati nel match contro il Cagliari.

Giovane è un attaccante da sviluppare, ha un buon potenziale e si vede da come tocca palla. Un ventunenne a cui non mancano i piedi e il fisico e che pare sorprendentemente composto in termini caratteriali. Sappiamo che l’ambientamento nel calcio italiano, o più in generale europeo, può essere complicato per chi proviene dal contesto sudamericano. L’ex Corinthians, tuttavia, sta dimostrando una buona tempra, spirito di sacrificio e voglia di crescere.
Un regalo. Di nome e di fatto. Questo è stato finora il nigeriano, arrivato in prestito dall’Hoffenheim, per mister Paolo Zanetti. A differenza del suo collega di reparto, lui sì che ha trovato confidenza con il gol, siglandone già due. Orban è il calcio istintivo e potente. L’occasione che si materializza. Un dato che racconta bene la sua natura: nella prima annata al Gent ha segnato 20 gol in 22 partite. Non perché fosse calato all’interno di un sistema offensivo particolarmente dominante, ma perché ha il senso della porta cucito addosso. È l’anti-centravanti costruito in laboratorio. Quando taglia in profondità sembra sempre arrivare un istante prima degli altri. Una sfida che dovrà superare a Verona sarà proprio quella di ritornare sui livelli del periodo al Gent. Anche Orban, sebbene abbia trovato la rete, come Giovane, concretizza poco rispetto a quanto calcia e a quanto crea. Un aspetto sul quale, insieme allo staff, dovrà necessariamente lavorare.

È affascinante calare questi due profili nella stessa squadra. Differenti, ma complementari. Zanetti, e Verona, hanno tra le mani due potenziali jolly per la corsa alla salvezza. E d’altro canto, non possono permettersi di temporeggiare oltre. L’inizio di campionato non è stato dei migliori, ci sono ancora alcuni elementi che non stanno rendendo e i risultati stentano ad arrivare. Ad oggi, sono solo cinque i punti ottenuti su nove partite, con 14 gol subiti e soltanto 5 realizzati. Il Verona dà l’impressione che faticherà molto più delle passate stagioni. In quest’ottica, riuscire a far rendere quei due giovani smaniosi potrà essere una delle chiavi di volta per alleggerire la corsa.
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