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Si accende la corsa alla Premier

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Calcio, Campionati esteri

Si accende la corsa alla Premier

Il pareggio per 2-2 maturato nel match tra Arsenal e Liverpool, partita conclusiva della 9a giornata di Premier League, ha regalato la vetta solitaria al Manchester City, permettendo agli uomini di Guardiola di scavalcare proprio i Reds, fino a quel momento al comando della classifica e reduci da un filotto di sette vittorie consecutive (8, se si considerano anche gli impegni di Champions). Si accende la corsa alla conquista della Premier League.

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Dopo i cinque gol rifilati allo Sparta Praga, per il Manchester City, orfano di Rodri fino a fine stagione, è arrivata anche la vittoria in campionato: 1-0 ai danni del Southampton, grazie alla rete del solito Haaland. Il talento norvegese conferma la sua identità di macchina da gol che rasenta il concetto di perfezione.

Quattro squadre in cinque punti, esattamente le stesse che l’anno scorso hanno chiuso nelle prime quattro posizioni: City, Arsenal, Liverpool e l’ormai consolidata realtà dell’Aston Villa, che dall’arrivo di Unai Emery ha letteralmente cambiato pelle. I villans sono determinati a competere per obiettivi stagionali importanti in patria come in Europa, dove conducono a bottino pieno la classifica delle 36 squadre partecipanti alla Super-Champions.

Se la Manchester Blue si gode l’ennesimo anno ai massimi livelli, dall’altro lato della città la situazione è diametralmente opposta, con lo United di Ten Hag che dopo l’ennesima sconfitta, stavolta in casa del West Ham (2-1), inizia la settimana relegato al quattordicesimo posto in classifica con 11 punti.

I red devils distano sole 7 lunghezze dalla zona retrocessione, con la sensazione di non avere neppure una vaga idea circa i tasti toccare per invertire una rotta sempre più disastrosa e ingenerosa nei confronti della storia e del prestigio del club. Questa ennesima disfatta segna la parola fine all’avventura di Erik Ten Hag a Manchester. All’Old Trafford, nel mentre, spunta l’ombra di Roberto Mancini, libero dopo l’esonero della Federazione dell’Arabia Saudita. Ci sono però anche altri profili che la dirigenza dello United sta valutando: Van Nistelrooy, Xavi, Amorim…

Arsenal-Liverpool: a suon di spettacolo

Quattro gol, ritmi alti, un punto a testa e, soprattutto, tanti rimpianti: questo è il bilancio finale dello scontro ad alta quota tra Arsenal e Liverpool.

I Gunners, alle prese con l’assenza per infortunio di Calafiori, divenuto ormai un elemento imprescindibile della linea difensiva di Arteta, arrivavano al match con l’obiettivo di riscattare la brutta sconfitta rimediata in casa del Bournemouth (2-0); il Liverpool, dal proprio canto, è determinato invece a inanellare l’ottava vittoria consecutiva e consolidare il primo posto solitario in classifica.

Sorrisi a metà per entrambe, dunque, al termine di 90 minuti intensi, per certi tratti nervosi, costellati di grandi giocate individuali e più di qualche incertezza difensiva.

Primo tempo

La prima frazione di gioco è quasi interamente di marca Arsenal, che sblocca il match al 9’ grazie all’incontenibile Saka, innescato in profondità da un lunghissimo lancio di White. L’esterno inglese prima taglia alle spalle di un distratto Robertson, che dopo mette a sedere con una finta a rientrare e, da distanza ravvicinata, spara sotto la traversa, alle spalle di un incolpevole Kelleher.

La reazione del Liverpool è immediata, e il pareggio arriva dopo 11 minuti quando il calcio d’angolo di Alexander Arnold pesca nel cuore dell’area piccola Virgil Van Dijk, che corregge in rete la spizzata sul primo palo di Luis Diaz.

Da quel momento è solo Arsenal, che ritrova il dominio del campo e, soprattutto, il nuovo vantaggio al 43’, quando Mikel Merino insacca di testa su calcio di punizione al bacio di Declan Rice, dalla trequarti. Il centrocampista spagnolo, al primo gol con la maglia dei Gunners, deve però attendere quasi 5 minuti per far esplodere la sua gioia, quelli che servono al Var per controllare la sua posizione, regolare grazie alla punta dello scarpino di Van Dijk.

Secondo tempo

Il Liverpool parte forte al rientro dagli spogliatoi, come testimonia il palo colpito da Luis Diaz dopo 5’, al termine di un’azione personale condotta sulla linea di fondo.

Le squadre si allungano, gli spazi aumentano ed è un rapido susseguirsi di ripartenze. Ed è proprio da un contropiede fulmineo che nasce il pareggio finale di Salah. Darwin Nunez, lanciato in profondità da Szoboszlai, vede il movimento in area di rigore dell’egiziano, che apre il piatto sinistro e imbuca alle spalle di Raya.

Nei 7’ di recupero non accade nulla, complice soprattutto la stanchezza derivante dagli impegni europei infrasettimanali.

Un 2-2 che non esalta e non deprime le due squadre, candidate a darsi battaglia fino alla fine, in una corsa alla Premier pronta ad entrare nel vivo.

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Autore

  • Sono Giuseppe, 27 anni, laureato in giurisprudenza, avvocato, giornalista pubblicista dal 2022. Il calcio è bello, raccontarlo ancora di più. Per questo, ringrazio Fuori dal Gioco, che da oltre un anno rappresenta lo spazio in cui coltivo questa grande passione.

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