20 Maggio 2025
Nella tragedia greca esiste un personaggio particolare, dai caratteri mistici, la cui caratteristica principale è quella di stravolgere la trama cogliendo tutti di sorpresa. L’espressione latina deus ex machina, “dio che scende da una macchina”, deriva proprio da quel personaggio. E sta ad indicare quella figura divina che scende dall’alto mediante un meccanismo per venire a capo di situazioni che gli umani non riuscirebbero a risolvere da soli. Pedro Rodriguez Ledesma, 38 anni a luglio, in questa pazza Serie A ha assunto per l’allenatore della Lazio Marco Baroni il ruolo dell’eterno risolutore. Il campione intramontabile, il deus, che viene chiamato in causa nei momenti più spinosi.
Quel che sta vivendo Pedro in questa stagione è decisamente equiparabile ad una seconda giovinezza. 14 gol e 3 assist tra tutte le competizioni, con una media di un gol ogni 105 minuti. L’ex Barça e Chelsea non viveva una stagione così prolifica da più di 10 anni.
Ma non sarebbe giusto non dare parte dei meriti di ciò al tecnico Baroni. L’allenatore fiorentino ha oggettivamente fatto un gran lavoro quest’anno, portando una Lazio decisamente ridimensionata rispetto alle scorse stagioni a giocare per degli obiettivi importanti. E se si pensa anche alla sua inesperienza in piazze del genere il bilancio non può che essere positivo.
Quel che ha fatto però il mister con il giocatore di Tenerife è probabilmente ancor più degno di nota. Ha capito perfettamente come metterlo sempre nella miglior condizione possibile, utilizzandolo spesso come fantasista puro e ritagliandogli per l’appunto il ruolo di deus ex machina. L’arma in più a gara in corso per scompigliare i piani delle difese avversarie nelle fasi finali di partita.
Non è quindi un caso che Pedro sia stato mandato in campo per appena 1048 minuti totali in Serie A, con sole 6 partite da titolare. Gestione che ha consentito di averlo al meglio nei momenti che contano. 8 gol su 10 in campionato sono arrivati partendo dalla panchina. Solo Muriel nel 2020 ha segnato di più – partendo dalla panchina – in una singola stagione in Serie A.
Le qualità tecniche di Pedro non le scopriamo di certo oggi. Ala ambi-destra e funambolica, che col tempo ha evoluto il proprio raggio di azione fino all’attuale ruolo che ha assunto in maglia bianco-celeste.
Quel che però ha sempre impressionato di Pedrito è il carattere da leader che ha mostrato nei momenti decisivi. Il dato più incredibile, oltre al suo clamoroso palmares, sono i 9 gol segnati nelle finali disputate nel corso della sua lunga carriera.
E come abbiamo potuto vedere, anche negli ultimi tempi non si è smentito. Con le doppiette segnate da subentrato contro Parma e Inter ha tenuto vivo il sogno Champions dei laziali. Oltre a fare un gran bel favore al Napoli nella lotta scudetto contro i nerazzurri.
Quando il gioco si fa duro, Pedro inizia a giocare insomma, anche a 37 anni e senza più nulla di dimostrare. Da vero deus, da vero campione, da vero leader.
Immagine in evidenza presa da Pedro Rodriguez X
Commenti