04 Luglio 2025
Nel panorama calcistico contemporaneo, caratterizzato da interessi commerciali e logiche aziendali sempre più predominanti, esistono realtà che propongono un approccio alternativo allo sport più popolare al mondo. La Nazionale suore calcio rappresenta un fenomeno singolare che sfida i paradigmi tradizionali del calcio moderno. Questa iniziativa nasce dalla visione di Moreno Buccianti, ex calciatore e fondatore della Seleçao Internazionale Sacerdoti calcio, che ha saputo individuare nel calcio femminile religioso un territorio inesplorato ricco di potenzialità. Il progetto si inserisce nel più ampio contesto del calcio sociale e solidale, movimento che privilegia i valori autentici dello sport rispetto alle dinamiche puramente competitive ed economiche. La peculiarità dell’iniziativa risiede nella sua capacità di coniugare tradizione religiosa e passione sportiva, creando uno spazio di espressione unico per religiose che hanno dovuto rinunciare alle proprie passioni sportive in seguito alla scelta vocazionale.
C’è stato un momento preciso, un “click”, in cui hai capito che questa idea poteva diventare realtà? Come hai convinto le prime persone a seguirti?
Il primo click è stato nel 2010 quando io ho partecipato a un evento a Roma con la nazionale sacerdoti (Moreno Buccianti è anche allenatore della Seleçao Sacerdoti ndr) e in quell’occasione ho conosciuto suor Daniela Cancilia che era una suora della congregazione di Gubbio. Parlando si è venuta a conoscenza del suo passato da calciatrice. Aveva giocato prima di prendere voti in serie C nella squadra della sua città. Da lì mi si è scatenata proprio l’idea di poter fondare una squadra composta da suore. Naturalmente la cosa non è stata facile e ho lasciato inizialmente perdere. Ho ripreso il progetto durante il periodo della pandemia in virtù del fatto che, essendo fermi, nessuno giocava. Ho ripreso alcuni numeri di telefono e con Suor Ornella (suora di Rho ndr), che seguiva gli eventi della nazionale sacerdoti, ci siamo incontrati per capire la possibilità di realizzare questo progetto. Dopo una serie di telefonate, arrivo a conoscere suor Annika Fabian, la quale mi confessa il suo passato da calciatrice prima di prendere i voti. La mia agenda inizia a riempirsi di nominativi. Naturalmente il problema attuale è che nonostante rosa sia fatta da 18, 20 suore, non sempre si riesce ad avere la disponibilità di tutte.
Tra di loro c’è Suor Paola D’Auria, conosciuta ai più per essere la suora laziale ospite fisso al programma sulla Rai “Quelli che il calcio”, ma il rapporto con i media non si limita a questo, infatti:
Facciamo un comunicato stampa e da lì la curiosità di molti giornalisti e molte televisioni tra cui la Rai con un servizio a cura di Andrea Fusco per “dribbling” su Rai 2 e un altro per TV 2000. Presentiamo ufficialmente la squadra nel 2021 a Roma. Da lì l’entusiasmo e soprattutto molta curiosità. Nel 2022, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulla donne, a Desio, organizzo il primo quadrangolare di calcio a cinque e lì arriva Rai 2 con il giornalista Massimo Proietto per un altro servizio e Mediaset con Edoardo Grassi.
Inoltre:
Nel 2023 la SS Lazio organizza un evento allo Stadio Olimpico di Roma, dove siamo ospiti insieme alla Nazionale calciatori e a due squadre di calcio femminile di serie A, Lazio ed Empoli. Partecipiamo a questo evento e nell’occasione presentiamo la squadra a Papa Francesco.

C’è qualcosa del calcio “normale” che vorresti cambiasse, prendendo spunto dal vostro modo di viverlo?
Il calcio sociale, il calcio solidale non è paragonabile al calcio di oggi. Ti parlo del calcio professionistico, perché ormai è diventato un tipo di calcio aziendale. Ora circolano principalmente interessi, soldi, sponsor, diritti televisivi ecc. Laddove anche la parte economica viene a mancare, molte realtà del calcio, anche a livello dilettantistico spariscono. I valori dello sport come unione, inclusione e vicinanza dove ci sono i soldi non possono mai esistere. Nel calcio sociale e solidale i valori li trovi, trovi passione, voglia di fare. Io provo un senso di gratificazione personale per quello che faccio, per me è la cosa più importante.
Le iniziative che portano il calco valoriale dell’opera di Moreno sono molteplici e procedono di pari passo con la sua iniziativa parrocchiale. Un esempio è l’impegno sociale nei confronti dei bambini di un villaggio in Madagascar, a cui Moreno, tramite agganci come le aziende Sportika e GB Malpensa Logistics, rifornisce di magliette, calzoncini e tutto il necessario per poter giocare a calcio.
Moreno racconta il suo percorso nel mondo del calcio, utile per capire anche come ha deciso di intraprendere questa iniziativa e il punto di vista di chi ha vissuto e vive tuttora il calcio in due mondi all’apparenza diametralmente opposti. Ex calciatore con 30 anni di carriera, due patentini FGIC. Carriera da allenatore che si interrompe nel 2004 quando decide di fondare la Seleçao Internazionale sacerdoti calcio.
Il mio sogno di diventare magari un allenatore professionista è svanito, in virtù di aver seguito questo progetto. Nel progetto naturalmente io non sono solo il fondatore, sono il presidente dell’associazione, quindi sono un allenatore, sono referente, il massaggiatore, l’autista e alla fine di ogni evento, raccolgo le maglie e le porto in lavanderia e quindi poi il mio ruolo diventa quello di magazziniere.
A dimostrazione di un vivere il calcio a 360° gradi condito da quello spirito d’apparenza e di aiuto alla causa. Valori cardine nella visione di calcio solidale e sociale che Moreno testimonia.
Che differenza hai notato nel modo di vivere il calcio tra chi ha preso i voti e chi non li ha presi?
Nell’aspetto religioso, suore e sacerdoti hanno riscoperto la passione grazie a questo progetto. Le suore con i voti, lasciano le proprie passioni per dedicarsi alla vita religiosa. Nonostante i gap tecnici, la passione rimane viva ed è sempre quella. Si nota che rispetto alle società che partecipano ai campionati dilettantistici, in campo mettono sempre il cuore.
Data la particolarità dell’iniziativa, essa non è esente da frenate, blocchi e ostacoli che ne limano il prosieguo. Da i fondi all’organizzazione e alla gestione fino al futuro. Le difficoltà, come racconta Moreno, sono maggioritarie quando si tratta della Nazionale Suore anche per motivi confessionali:
I sacerdoti, sia in seminario che dopo, magari hanno giocato o lo fanno tutt’ora in categoria, dai dilettanti, alla terza o addirittura in promozione. Le suore invece dal momento in cui prendono i voti, lasciano quelle che sono le loro passioni, anche sportive per dedicarsi esclusivamente alla loro vocazione.
Ma qui il lato positivo viene subito a galla e ancora risaltano quei sentimenti che Moreno ben ha spiegato sul motivo per cui esistono come realtà calcistica e aggregativa:
Credo che la riscoperta di un sport che amavano, perché erano tutte appassionate e lo vedo quando scendono un campo, che nonostante l’aspetto tecnico fisico, l’età non gli possa permettere tante cose a livello tecnico, la passione è sempre quella. Le partite diventano non solo un momento di ritrovo, ma anche un momento in cui lo sport e il calcio, in quei 90 minuti, possono liberare la mente dagli impegni.

Una squadra. Una nazione. La Nazionale calcio suore è un caso unico al mondo, ciò rappresenta un vanto ma anche un ipotetico punto di partenza:
Sono già due anni che sto cercando, attraverso tutti i miei contatti, diffondendo e raccontando anche all’estero il nostro progetto, di provare a replicarlo in altri luoghi. Ma purtroppo non si è mai arrivati a questo punto, anche in virtù della complessità stessa del progetto. Per ora siamo gli unici al mondo.
Il sogno per il futuro:
Il mio sogno era quello di organizzare il mundialito fra diverse religioni. Ora ancor di più, vista la situazione delle guerre, perché questo poteva essere un occasione dove, facendo una cosa del genere, potevi portare un messaggio di pace.
L’attività della Nazionale Suore prosegue con costante entusiasmo, come dimostra il prossimo appuntamento del 29 luglio a Canazei, in provincia di Trento, dove la squadra affronterà una rappresentativa di calcio femminile locale. Questi eventi testimoniano come il progetto mantenga viva la propria missione attraverso un calendario di incontri che privilegiano l’aspetto aggregativo e la condivisione dei valori sportivi, confermando l’approccio autentico e appassionato che caratterizza questa realtà calcistica.
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