11 Marzo 2026
Il primo GP dell’anno è andato in scena nella terra dei canguri, all’Albert Park di Melbourne, i team si sono presentati al via della stagione tra curiosità e molti dubbi legati al nuovo regolamento tecnico, dando vita a un fine settimana ricco di spunti, riflessioni e dove non sono mancate le polemiche.
A prendersi la scena sono state le due Mercedes, partite da favorite e capaci di confermare le attese con un dominio mostrato per tutto il weekend. Buona anche la prestazione delle Ferrari, al momento le uniche sembrate in grado di tenere il passo della Mercedes. Red Bull invece si presenta a due facce: bene SuperMax Verstappen, sfortunato Hadjar. McLaren in difficoltà.
Ma bando alle ciance. Se paragonassimo il Gp di Melbourne ad un film di Sergio Leone, la locandina sarebbe già pronta. Tra piloti emergenti, colpi di scena e critiche feroci è giunto il momento di assegnare i ruoli: andiamo quindi a vedere chi si è preso la parte del Buono, chi quella del Brutto e chi, inevitabilmente, ha finito per interpretare il Cattivo in questo primo fine settimana stagionale.
L’unico rookie del 2026 ha deciso di farsi subito riconoscere. La sua Racing Bulls, dopo i test in Bahrain, non prometteva molto bene. Una macchina che sembrava avere tante difficoltà e pure qualche punto di domanda lato affidabilità. In vista di Melbourne però, ecco un corposo pacchetto di aggiornamenti, che ha immediatamente avvicinato le prestazioni della squadra ai livelli del 2025.
In questo contesto, Arvid Lindblad ha tirato fuori un weekend semplicemente strepitoso. Quasi sempre in top 10, 9° posto in qualifica e addirittura 8° nella gara della domenica. Unito a questo, anche tanta “garra” mostrata in diversi momenti del suo primo weekend da pilota di F1 a Melbourne. Ci sono due highlights in particolare, avvenuti durante la gara di domenica, che spiegano quanto Arvid sembri essersi calato perfettamente nella parte.

Il primo sa quasi di “smacco” alla casa madre e al suo pilota più rappresentativo. Al momento della Virtual Safety Car causata da Bottas, Linblad ha alle sue spalle un Verstappen in grande rimonta. La pit lane non è ancora chiusa, quindi i due possono approfittarne per smarcare la sosta. In avvicinamento alla riga bianca della pit, Arvid fa le spalle larghe, impedendo a Max di infilarsi. Quest’ultimo non gliele manda a dire, battezzandolo di fatto nel mondo dei grandi.
Il secondo in realtà è rappresentato dal bel duello con Oliver Bearman nelle fasi conclusive della corsa, per il 7° posto, con il pilota Haas che alla fine avrà la meglio. Ollie che non è di certo un tipo arrendevole, oltre ad essere un altro dei piloti più giovani della griglia, nonostante ormai abbia una stagione piena alle spalle, da unire a qualche altra presenza fatta nel 2024.
È ancora presto per dire se Lindblad ha effettivamente le stigmate da predestinato, ma sicuramente il suo debutto è stato importante. A tutto quello detto finora, va unito anche il fatto di aver battuto, e non di poco, il compagno di squadra Liam Lawson. La promozione del pilota inglese in F1 rappresenta di fatto uno degli ultimi atti fatti da Helmut Marko quando ancora ricopriva il ruolo di super consulente in Red Bull. Marko ha sempre creduto molto in Arvid, tanto da convincere la FIA a fargli bruciare le tappe e permettergli la possibilità di prendere la super licenza da minorenne.
Che con questa mossa abbia donato alla sua ormai ex squadra un altro futuro baby fenomeno delle quattro ruote?
La parte del brutto è stata incredibilmente ricoperta dalla scuderia campione del mondo.
Tra un Norris anonimo e un Piastri che sbatte addirittura durante il giro di allineamento, la sensazione è che in casa McLaren ci sia ancora molto lavoro da fare.
Le prestazioni dei due piloti sono state ben lontane dalle aspettative. Fa ancora più effetto pensarci se si considera che meno di tre mesi fa le vetture papaya dominavano su ogni pista. A Melbourne, invece, Lando Norris ha chiuso la gara con circa un minuto di ritardo da George Russell.

Ma a cosa è dovuta questa brutta figura ?
La MCL40 si è mostrata ancora acerba: manca carico aerodinamico e sembra aver perso uno dei punti di forza dello scorso anno, la gestione delle gomme. La vettura è apparsa nervosa e poco efficace in rettilineo a causa del clipping prematuro della batteria, che limita la potenza nelle fasi cruciali.
Andrea Stella, a fine gara, ha anche lanciato una frecciatina a Mercedes, con cui McLaren condivide la power unit, lamentando che il team ufficiale non abbia condiviso i “segreti” software necessari sulla gestione combinata tra motore elettrico ed endotermico e sull’utilizzo dell’energia.
Per ora McLaren è rimandata, brutta, troppo brutta per essere vera. Il prossimo GP in Cina sarà già un banco di prova importante: gli strumenti per tornare competitivi ci sono, ma servirà rimettere rapidamente ordine nel pacchetto tecnico.
Il ruolo del cattivo è condiviso tra parte dei fan e alcuni piloti, tutti accomunati da un crescente malumore verso le nuove monoposto e il regolamento tecnico.
Dopo il GP d’Australia, l’account ufficiale della Formula 1 su X è stato accusato da diversi utenti di limitare o nascondere commenti critici riguardo ai nuovi regolamenti e alla gestione dell’energia delle vetture.
Critiche che, a dire il vero, non sembrano del tutto campate in aria. In pista si è notata chiaramente la difficoltà nella gestione dell’energia: fenomeni come LiCo in curva, clipping e super-clipping in rettilineo fanno sì che, anche con l’acceleratore completamente premuto, le vetture perdano progressivamente potenza.
Questo porta al risultato che piloti e ingegneri sembrano spesso più concentrati a recuperare energia che a gareggiare davvero.
A dare voce a queste perplessità sono stati anche gli stessi protagonisti del mondiale.
Emblematiche le parole del neo campione del mondo Lando Norris, che ai microfoni di Sky UK ha dichiarato:
“Siamo passati dalle vetture più veloci e divertenti di sempre a queste. Non fa piacere, ma dobbiamo conviverci”.
Parole che fanno ancora più rumore se confrontate con quelle pronunciate solo poche settimane fa durante i test, quando il pilota britannico si era detto soddisfatto delle nuove auto.

Alle critiche non poteva poi mancare Max Verstappen, da sempre scettico su questo nuovo ciclo regolamentare e strizzando l’occhio alla categoria GT in cui prenderà parte alla 24 Ore del Nürburgring.
Dopo le qualifiche ha risposto senza troppi giri di parole alla domanda se si stesse divertendo alla guida:
“Non mi sto divertendo finora”.
E dopo la gara di Melbourne, parlando dei sorpassi, è stato ancora più diretto:
“Ci sono stati più sorpassi semplicemente perché alcune vetture erano più lente di due secondi. Non sono veri combattimenti”.
La stagione è appena cominciata, ma la sensazione è che il dibattito su queste nuove monoposto durerà a lungo.
Crediti immagine in evidenza: Mercedes AMG Petronas F1 team
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