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Oltre il campo: quello che non sai di Carlitos Alcaraz

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Tennis –

Oltre il campo: quello che non sai di Carlitos Alcaraz

Nel 2022, anno in cui uno spagnolo che non serve presentare, vinceva il suo ultimo Slam, il 14esimo Roland Garros, si impone nel circuito Atp un altro spagnolo. Sin da subito si dimostra all’altezza dei palcoscenici più importanti, come se per lui, quel concetto chiamato pressione non esistesse. Cresciuto da buon spagnolo sui campi in terra battuta di Murcia, si è distinto da subito per fisico, forza nelle braccia e soprattutto per la corsa. Un atleta totale già da adolescente, capace di cose difficili da immaginare. L’impatto di Carlitos Alcaraz nel mondo del tennis è stato molto prepotente e quasi fulmineo, come se nessuno di noi se ne fosse accorto. Agevolato dal tipo di tennis moderno che sta maturando, lui ha tutte le caratteristiche che servono per vincere.

Queste sue innate capacità, unite ad esplosività e allenamento continuo, lo hanno portato ad essere il più giovane della storia a diventare numero 1 del ranking (19 anni) e il più giovane della storia ad aver completato il Carreer Grand Slam, ossia la vittoria di tutti e quattro i tornei degli Slam (Australian Open, Roland-Garros, Wimbledon e US Open) a 22 anni. Dopo il primo Slam a Flashing-Meadows nel 2022 non si è voluto fermare: a 23 anni appena compiuti è arrivato già a 7.

Qualcuno da lassù ci ha voluto accontentare: dopo Rafa Nadal, il tennis spagnolo non poteva fermarsi. E allora ci ha donato Carlitos. Questo regalo ci ha permesso di vedere forse uno dei tennisti più precoci di sempre, con tantissima classe. Forse non abbiamo ancora realizzato di essere davanti a un fuoriclasse.

Famiglia prima di tutto

La cosa più preziosa per Carlos è sempre stata la famiglia, quasi sempre presente nei tornei dove il beniamino giocava. Nel momento del bisogno la sua famiglia c’è sempre stata e c’è tuttora e da ciò deriva parte del successo dello spagnolo. Il padre, tennista mancato, aveva già l’idea di indirizzare Carlos nel tennis e la scelta si è rivelata la migliore, sin da quando, a 4 anni, toccò la racchetta per la prima volta nella sua accademia.

Secondogenito di 4, Carlos ha avuto sempre un grandissimo rapporto con gli altri tre fratelli. Tanto che il primo, quello maggiore, Alvaro, gode di un posto fisso nello staff dell’attuale N.2 del ranking mondiale come supporto tecnico e assistente allenatore, in quanto anche lui tennista ed ex calciatore. La stessa cosa si può dire con gli altri due fratelli minori, Sergio e Jaime. Uno calciatore e l’altro, ovviamente, tennista, che vediamo spesso insieme al fratello nelle foto di famiglia o nelle occasioni importanti. Lo stesso Jaime ha potuto beneficiare della speciale presenza del fratello maggiore qualche giorno fa nel torneo U16 di Madrid.

Lo staff, una seconda famiglia

Siamo di fronte, quindi, ad una famiglia molto unita e sempre pronta ad aiutarsi l’uno con l’altro. Ma per Carlos c’è anche un’altra famiglia, che vede anche più spesso di quella “reale”. Stiamo parlando del suo staff, formato dall’allenatore Samuel Lopez, dall’agente Albert Molina, dai preparatori e dai fisioterapisti, con cui condivide un grandissimo rapporto e che rappresentano dei punti di riferimento molto importanti per lo spagnolo.

Fino allo scorso anno nello staff era presente anche Juan Carlos Ferrero, il principale allenatore di Carlos ed ex n.1 del mondo, che poi ha deciso, dopo le ATP Finals, di dedicarsi al golf (come mental coach di un golfista, Angel Ayora) . E proprio questa scelta da parte di Ferrero, si pensava potesse mettere in crisi lo spagnolo. Ma la verità è che, se consapevole dei propri mezzi, la strada si spiana da sola: un mese dopo, infatti, Alcaraz vince l’Australian Open.

Carlos Alcaraz insieme ai genitori, al fratello maggiore Alvaro e al fratello minore Jaime dopo la vittoria dello scorso Roland-Garros

Lo stupore di Ferrer

Siamo nel 2017 a stagione appena conclusa. David Ferrer, nel periodo di preparazione alla stagione successiva, riceve la visita di Ferrero, suo grandissimo amico, che aveva da poco cominciato da pochi anni a seguire Carlos. Ferrero aveva notato in Alcaraz, sin dal primo allenamento insieme, un qualcosa di diverso dagli altri. Qualcosa che non aveva mai visto, consigliando il suo amico di sfidarlo, per vedere come avrebbe retto. Un riluttante Ferrer alla fine si convinse, sfidando il prodigio adolescente in un super tie-break di 10 punti.

Vinse per 10-8 Ferrer, che però aveva più di qualche dubbio sulla performance di Carlos. Secondo lui il giovane Carlos lo avrebbe lasciato addirittura vincere, affinché non facesse brutta figura.

“Abbiamo iniziato ad allenarci: io tiravo bene e lui riusciva a rispondermi, poi anche alla seconda e alla terza accelerava. A quel punto, mi è esploso il cervello perché era come Nadal. Lui aveva 14 anni e abbiamo giocato un super tie-break e ho vinto 10-8, ma penso che si sia fatto battere per rispetto, ti giuro che ha rischiato di battermi. E’ come Nadal, ma con una cultura diversa ed è un fuoriclasse come tennista e come persona.” – David Ferrer

Stessa cosa successe con John Isner nel 2021: nell’Atp di Acapulco, i due si allenarono insieme. Non mancarono gli applausi da parte dell’americano verso l’allora 17enne, che asserì il fatto che dalla sua racchetta non uscivano soltanto colpi forti e precisi, ma anche qualcos’altro.Per poi rivolgersi al suo team, sottolineando come lo spagnolo sarebbe diventato futuro n.1 del mondo.

Non solo tennis

Il tennis peraltro non è l’unico sport nel cuore di Carlitos, che durante i giorni di riposo lo si può vedere spesso in completo da golfista, mentre sfida membri del suo staff o anche alcuni suoi colleghi.

Il golf è uno sport sicuramente nel complesso amato dai tennisti, considerando che tra i giocatori professionisti era consuetudine farlo nei giorni di pausa. Carlos sta continuando a portare avanti questa tradizione già iniziata con Nadal, Djokovic, Federer e Murray.

E Carlos ha già sperimentato la sida con golfisti professionisti. Durante l’intervista post vittoria su Novak Djokovic agli US Open 2025, ha rivelato di essersi sfidato contro il suo amico e golfista Sergio Garcia e addirittura di averlo battuto, chiedendo indietro una manciata di soldi, forse dopo una scommessa vinta, tra le risate di tutto l’Arthur Ashe Stadium.

Carlitos Alcaraz
Alcaraz dopo il lancio di una pallina durante un allenamento a golf.

Il rapporto con i tennisti italiani

Al momento il tennis si basa sulla rivalità sportiva tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, tra Spagna e Italia. In campo lottano, combattono, vincono e perdono, ma fuori i due si portano molto rispetto, al di là di una buona amicizia. Ma non è la prima amicizia che Carlos coltiva con un tennista italiano.

Alcaraz è molto amico anche di Lorenzo Musetti: il carrarino ha sempre espresso delle parole al miele per lo spagnolo. Così come lo spagnolo ne ha sempre avute per il tennista italiano. I due si sono conosciuti alla loro entrata nel circuito Atp e spesso e volentieri hanno deciso di allenarsi insieme per preparare al meglio i tornei.

Le amicizie più strette sono invece quelle coltivate con Luca Nardi e Flavio Cobolli. I tre sono praticamente coetanei e hanno cominciato a giocare a tennis nello stesso anno. Hanno condiviso gli stessi palcoscenici e le giornate insieme per molto tempo e la loro amicizia è andata via via cucendosi. Alcaraz e Cobolli si sono conosciuti nella terra natale dello spagnolo, Murcia, quando entrambi sfruttavano l’accademia del padre di Carlos per allenarsi. Con Luca invece, Carlos ha condiviso tantissimi tornei durante l’adolescenza. Nei profili social dello spagnolo non mancano le foto con i due risalenti a una decina di anni fa, che lo conoscono in tutto per tutto, tra scherzi ed aneddoti, come rivelato da entrambi i tennisti italiani.

Carlitos Alcaraz
Un’immagine che rivela l’amicizia tra il Murciano e il Romano Flavio Cobolli, come si evince da questa foto nel profilo Instagram dello spagnolo. Credits: instagram Alcaraz

Compleanno a casa

La vittoria agli AO, la vittoria di Doha, il viaggio verso l’America per Indian Wells e Miami. Poi Montecarlo e subito l’Atp di Barcellona. Nonostante abbia mostrato spesso invidiabili condizioni, il corpo di Carlitos Alcaraz non è una macchina e ha bisogno di riposo. L’infortunio al polso ha disorientato Carlitos, che si vede costretto così a saltare (oltre a Madrid e Roma) il Roland-Garros, di cui peraltro è detentore. Ricordiamo bene il trionfo del 2025 dopo una battaglia pazzesca durata 5 ore e 27 minuti contro chi? Ovviamente Jannik Sinner.

L’obiettivo dichiarato è il rientro a Wimbledon, per cercare di togliere il titolo di campione in carica allo stesso Sinner e diventare campione per la terza volta sull’erba londinese. Ma allo stesso tempo non vuole affrettare i tempi di recupero, onde evitare un nuovo infortunio che per lui sarebbe fallimentare. Il polso è una parte molto delicata del corpo, soprattutto se si è tennista ad alti livelli.

Non è di certo il 5 Maggio che Alcaraz si sarebbe aspettato di passare a causa di questo infortunio. Sarebbe voluto essere in viaggio per Roma, firmando autografi e scattando foto. E anche da parte mia, sarebbe stato un privilegio averlo qui a Roma anche quest’anno, soprattutto dopo l’ennesimo record stabilito. Il tennis senza lo spagnolo ha perso parte dello spettacolo a cui eravamo abituati ad assistere e che ci auguriamo di rivedere presto.

Buena recuperacion, Carlitos.

Autore

  • 20 anni, studente e appassionato di sport. Solare, curioso e riflessivo: dal negativo estraggo sempre il positivo.

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