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Giandomenico Mesto, l’esterno che aveva anticipato il calcio moderno

8 min di lettura

Calciatori dimenticati, Calcio

Giandomenico Mesto, l’esterno che aveva anticipato il calcio moderno

Nato a Monopoli il 25 maggio 1982, ricordate Giandomenico Mesto? Ha scritto pagine importanti della storia della Reggina, poi protagonista assoluto del Genoa formato Europeo di Gasperini e ha alzato trofei- seppur da comprimario- con la maglia del Napoli.

Il suo talento emerge da giovanissimo: esordisce in serie B con la maglia della “sua” Reggina a 17 anni, diventando poi titolare nella Nazionale Under 21 che conquista l’Europeo nel 2004, insieme a futuri campioni del mondo come De Rossi, Gilardino, Barzagli, Amelia e Zaccardo.

Circa 15/20 anni fa nel nostro campionato ha militato il laterale di centrocampo del futuro, ma noi ancora non lo sapevamo. Nella Serie A attuale dominata dal 3-5-2 otterrebbe probabilmente più riconoscenza di quella ottenuta quando giocava. Solo un vero visionario avrebbe previsto, tra il 2005 e il 2012, che Mesto sarebbe diventato il simbolo ideale del “quinto” nel calcio moderno.

Tecnica, progressione con e senza palla, resistenza, inserimenti e alta intensità per 90 minuti: in una Serie A in cui il “quinto” scandisce i ritmi delle partite, Mesto oggi farebbe tutta la differenza del mondo. Le sue falcate, la sua abilità in entrambe le fasi, la sua instancabilità e la sua intelligenza tattica lo hanno reso un esterno destro a tutta fascia amato da tifosi e allenatori.

A tutta fascia con Mazzarri e Gasperini

Cresciuto nel settore giovanile della Reggina il giovane Giandomenico inizia la gavetta tra prestiti, Serie B e Serie C. Esordisce in serie A con la maglia amaranto nell’ottobre 2002 in un Reggina-Torino finita 2-2. Da quel giorno la fascia destra del “Granillo” diventa di sua proprietà per le successive 5 stagioni. Sono 137 le presenze totali con la Reggina, sufficienti per ricevere il 27 maggio 2007 la cittadinanza onoraria di Reggio Calabria.

La sua ultima stagione con la Reggina è indimenticabile: la squadra guidata da Walter Mazzarri ottiene una leggendaria salvezza partendo con 11 punti di penalizzazione. E’ proprio grazie al tecnico toscano che Mesto riesce a mettere in luce tutte le sue qualità. E’ stato lui il primo a plasmarlo in un pendolino in grado di dominare la corsia di destra sia in fase difensiva sia in quella offensiva.

Quando Gasperini vide il calcio di domani

Al resto ci ha pensato Gian Piero Gasperini, discretamente bravo a saper utilizzare gli esterni. Proprio Mesto è stato il primo di una lunghissima serie che continua ad aggiornarsi stagione dopo stagione. E’ il giugno 2008 quando il Genoa lo acquista dalla Reggina per circa 3,5 milioni di euro, dopo un anno trascorso all’Udinese.

Con Gasperini è amore a prima vista: è il perno sulla destra del suo 3-4-3 che conquista a fine anno la qualificazione in Europa League. A Genova Mesto si consacra definitivamente come uno dei migliori giocatori nel suo ruolo.

Gasperini e Mazzarri in quegli anni erano tra i pochissimi a schierare la difesa a 3 e laterali a tutta fascia, prima ancora che diventasse il sistema più utilizzato e chiacchierato d’Italia. Se i due tecnici hanno in qualche modo anticipato il calcio di oggi, Mesto è stato tra i primi calciatori a metterlo in pratica con ottimi risultati, in un campionato di livello molto più alto rispetto a quello di oggi. Ecco come, ripetiamo, Mazzarri e Gasperini hanno avuto in mano l’esterno del futuro e lo hanno saputo sfruttare.

Un giovane Mesto con la maglia della Reggina. Fonte: Facebook

I gol capolavoro

13 settembre 2009. Terza giornata di campionato. Allo Stadio Luigi Ferraris il Genoa ospita il Napoli. Il risultato è sull’1-1: alla rete di Hamsik aveva risposto Floccari su rigore. Minuto ’55 Amelia innesca Mesto con un lungo rinvio dal fondo. L’esterno del Genoa agisce da vera e propria ala sinistra: si trova sulla linea laterale ad altezza trequarti di campo. Stop al volo, sombrero su Aronica e rientra in progressione sul suo piede forte. Carica il destro. De Sanctis resta immobile e può solo guardare il pallone finire sotto l’incrocio dei pali. E’ 2-1. Esplode Marassi. Crespo e Kharja chiudono la pratica portando il risultato sul 4-1. Forse è questo il gol più bello della sua carriera, ma non quello più spettacolare.

Il Genoa non ripete la straordinaria stagione precedente, ma conclude un’ottima annata al nono posto totalizzando 51 punti. La stagione 2009/2010 è la migliore per il numero 20 rossoblu sotto l’aspetto realizzativo: 5 gol e 5 assist per lui.

28 agosto 2010. Prima giornata di campionato. Allo Stadio Friuli si gioca Udinese-Genoa. Al minuto 81′ il risultato è bloccato sullo 0-0. Punizione molto defilata sulla trequarti per il Genoa. Milanetto tocca il pallone per Rafinha che va al cross. La sponda di testa di Dainelli rimane a mezz’aria. Ci arriva Mesto con una splendida rovesciata che batte Samir Handanovič. La sua prodezza vale il gol vittoria. E’ questo il gol più spettacolare della sua carriera.

Con questo meraviglioso gol si apre la Serie A 2010/2011, che vede ancora una volta il Genoa raggiungere una salvezza tranquilla.

Pochi gol, ma belli e pesanti, che dimostrano grande tecnica e ottime doti balistiche: Mesto si conferma un esterno moderno a 360 gradi.

Il grande salto

All’età di 30 anni arriva finalmente l’opportunità di giocare per una grande squadra: il suo primo mentore Walter Mazzarri lo vuole al Napoli e De Laurentis lo acquista nell’estate 2012 per 1,5 milioni dal Genoa.

Mesto arriva, dunque, nel pieno della sua maturità e la sua prima stagione a Napoli è la sua migliore in maglia azzurra: 16 presenze in serie A e 6 in Europa League. Non è un titolare inamovibile, ma riesce comunque a ritagliarsi il suo spazio. A novembre segna il suo unico primo e unico gol con il Napoli, proprio contro il Genoa. Questa è l’ultima stagione in cui Mesto si mantiene ad alti livelli.

Giandomenico Mesto
Giandomenico Mesto con la maglia del Napoli

L’anno successivo, nonostante l’addio di Mazzarri al Napoli, riserva grandi traguardi per i partenopei: nel 2014 i partenopei alzano la Coppa Italia e la successiva Supercoppa, oltre ad arrivare terzi in campionato. Le premesse sono positive anche per il numero 16 azzurro, che esordisce in Champions League entrando nel finale di Napoli-Borussia Dortmund, vinta dal Napoli per 2-1. Poi però si spegne la luce.

2 novembre 2013. Undicesima giornata di campionato. Al San Paolo il Napoli ospita il Catania. Al minuto numero 7 inizia la fase calante della carriera di Giandomenico Mesto: un infortunio al legamento crociato anteriore lo tiene lontano dai campi fino a marzo.

Per un calciatore che ha costruito la sua carriera sulla parte atletica il suo declino è fisiologico: a 32 anni non riuscirà più a tornare l’esterno di gamba che era prima. L’anno seguente, l’ultimo al Napoli, colleziona, infatti, solo 15 presenze tra campionato e coppe.

A contratto scaduto si trasferisce al Panathinaikos, dove rimane una sola stagione prima di ritirarsi definitivamente nel 2017.

La vita tra CrossFit e scrittura

Giandomenico Mesto è oggi l’esempio di come un calciatore si possa reinventare a carriera finita. Niente panchina, trasmissioni televisive o podcast. Lui ha scelto la scrittura e il CrossFit, definita una sfida con sé stesso.

“Il paracadutismo è adrenalina e senso di libertà, ma anche studio e concentrazione. Ho preso il brevetto e, anche se non lo pratico ormai da un po’, spero di tornare a lanciarmi presto”. Ha dichiarato in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport nel 2021.

Ha confessato che il suo avvicinamento al mondo del CrossFit è iniziato quando ancora giocava.

“Lo facevo già a Genova con il mio preparatore, Alessandro Pilati. Il CrossFit è molto più dinamico della palestra, rompe la monotonia. In venti minuti devi svolgere esercizi senza sosta. Corsa, bilanciere, trazioni, salti, corda, di tutto, tre volte a settimana”, queste sono le sue parole in un’intervista rilasciata a SportWeek nel 2020.

Ancora una volta c’entra Gasperini. Non solo lo faceva giocare come giocano adesso i calciatori del suo ruolo, ma gli aveva già sistemato il post-carriera. E ancora una volta non lo sapevamo.

Sempre un passo avanti: da calciatore ad autore

Mens sana in coprore sano recita il famoso detto latino. Ed ecco che oltre al fisico Mesto ha deciso di dedicarsi alla scrittura.

“I calciatori non piangono. Una storia di vita” è il titolo del libro pubblicato lo scorso maggio scritto a 4 mani con lo psicologo Davide Bellini. La lettura è un dialogo, appunto, tra un ex calciatore e uno psicologo. Dialogo in cui emergono le debolezze e la normalità della persona, prima che del calciatore.

Inventarsi e reinventarsi: è questo il percorso professionale di Giandomenico Mesto. Prima da calciatore anticipando i tempi di quasi 20 anni, poi da autore e atleta una volta finito di correre avanti e indietro sulla fascia. In campo e fuori, sempre un passo prima rispetto a tutti gli altri.

Mesto e la disciplina del CrossFit. Fonte: Fanpage

Autore

  • 24 anni, genovese doc. Giornalista? No. La scrittura come forma per esprimere la mia libertà. Appassionato di calcio. Fetish per i giocatori strani del passato della nostra amata serie A. Da oltre un anno collaboro con Fuori Dal Gioco e sono referente della sezione “Calciatori dimenticati”.

    Risultatista puro. Chi lo ha detto che gli 0-0 sono partite brutte?

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