31 Luglio 2025
Il Masters 1000 di Toronto ha visto il suo tabellone perdere 10 giocatori dei top 50, compresi
Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Dopo tanti anni sia il numero uno che il numero due del
mondo salteranno lo stesso mille senza giocare nemmeno un turno.
Il Masters 1000 di Toronto si colloca, forse, nel peggiore momento possibile della stagione.
Il torneo inizia poco dopo la fine di Wimbledon e finisce poco prima l’inizio di Cincinnati e dello Us Open ,
ultimo slam stagionale. Il fatto che poi gli organizzatori canadesi abbiano allungato a 10
giorni la durata del torneo , prendendo un po’ lo stile di Roma, non aiuta assolutamente.
Per giocatori come Sinner ed Alcaraz, l’essere arrivati fino in fondo a Wimbledon e sapendo che
nel calendario c’è un altro 1000 per poter preparare lo US Open, la scelta più saggia sarà sempre quella di non andare in Canada per riposarsi.
Nei top 10 che non hanno confermato la loro presenza a Toronto c’è anche Jack Draper,
che a differenza dei primi due al mondo, salterà il Masters 1000 per recuperare bene da un
infortunio. Anche qui, un giocatore ormai preferisce saltare ½ tornei piuttosto che
rischiare di non partecipare ad un 1000 più importante o ad uno slam.


Alzi la mano chi ha visto qualche top 10 del circuito arriverà in fondo ad un torneo atp 250 o
500 in questo punto dell’anno. Bastad, Gstad e Umago che sono da sempre dei tornei molto
interessanti per chi non riesce ad avere buone settimane a Wimbledon, hanno visto i propri
tabelloni martoriati da ritiri continui.
Ormai i giocatori preferiscono scegliere il torneo su cui puntare le proprio energie in base
anche alla presenza degli avversari. Darderi ad esempio, fresco campione dell’atp 250 di Umago, ha
scelto di riposare a Toronto.
L’anno scorso, nello stesso periodo dell’anno, Jannik Sinner si espresse sulla questione
relativa ai troppi tornei ravvicina che in queste due settimane sta di nuovo agitando il
circuito.
L’altoatesino dichiarò: “Il calendario è piuttosto lungo, ma bisogna scegliere dove
giocare. Certo, ci sono tornei obbligatori che non si possono saltare: ma un
giocatore può comunque scegliere”. “Non bisogna giocare per forza: se vuoi
giochi, se non vuoi non giochi. Anche io, quest’anno o nella scorsa stagione,
ho saltato determinati tornei perché ritenevo più opportuno allenarmi. Si tratta
di scelte e strategie in una stagione che è sicuramente lunga e complessa.”
Mentre Alcaraz si espresse in maniera completamente diversa criticando il
ritmo del calendario atp e gli sforzi fisici a cui i giocatori vengono sottoposti tra
settembre e dicembre.
La cosa certa è che una soluzione va trovata. La mole di tornei creatasi sta
privando gli appassionati di tennis di poter vedere i propri idoli nei tornei di
casa. Pensate ad un appassionato di Toronto, masters 1000 di casa, non
potrà vedere il numero 1,2,4,5 a causa di scelte personali e di infortuni.
Ovviamente a quel punto il torneo perde completamente appeal.
Siamo sicuri che l’andazzo preso dall’ATP sia quello giusto?
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